Corso di meditazione – Lezione 7

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Le cosiddette civiltà occidentali hanno molto sviluppato l’approccio scientifico, basato sulla ragione e rivolto al miglioramento delle condizioni materiali.

Questo indirizzo ha conseguito importanti successi, senza però riuscire a realizzare le aspettative di felicità che prometteva.

Infatti, nonostante molti godono di un benessere materiale che copre abbondantemente i bisogni primari, gli individui manifestano notevole insoddisfazione. Molti vivono una tensione ossessiva e nevrotica verso un piacere superficiale e di breve durata; la felicità è spesso misurata in termini di denaro e di notorietà per raggiungere i quali si trascurano le esigenze umane più profonde e la cura di legami significativi; sono esaltate l’individualità e la retorica di una libertà di scelte che nascondono spesso irresponsabilità, incapacità di autodisciplina e sacrificio, mancanza di senso della collettività.

In altre parti del mondo, in Oriente, sono fiorite in tempi diversi alcune discipline che possiamo definire di approccio spirituale, perché votate alla ricerca di un’essenza, di uno spirito comune, di una visione unitaria della Vita, da conoscere tramite esperienze dirette non logiche né mentali. Questi approcci, purtroppo, sono spesso degenerati in insegnamenti dogmatici, in speculazioni commerciali e in sistemi di potere piuttosto che di evoluzione ed emancipazione; per esempio alcune religioni che avrebbero dovuto unire (re-ligo = lego insieme) sono state usate per motivare divisioni, violenze e persino guerre cruente.

Al di là di queste esecrabili interpretazioni, l’intenzione originaria di questi insegnamenti era quella di porre l’attenzione sulla necessità di superare una percezione prevalentemente individuale, scoprendo relazioni e legami con ciò che ci circonda, vivendo tutt’uno con la Vita, senza confini di spazio e di tempo.

L’uomo del futuro potrà essere scientifico e spirituale al tempo stesso, usare cioè gli aspetti positivi di entrambi questi approcci, ciascuno per le proprie competenze.

Credo però che la spiritualità debba guidare la tecnica fornitaci dalla scienza e il cuore la ragione, perché dalla spiritualità e dal cuore derivano i valori che la scienza e la tecnica non possiedono e che possono orientare le scelte verso il benessere collettivo.

Il valore più significativo dell’orientamento spirituale è l’amore; si traduce nella capacità di condividere in modo sempre più vasto, superando ogni limite e divisione.

PRATICA N. 7

La sequenza è composta da 3 gruppi di tecniche

1) ASANA

Posizioni di albero, triangolo, fianco teso, guerriero, mano piede, cane a testa in giù, gatto, posizione accovacciata

(https://www.yogapereducare.it/2017/07/07/foto-delle-posizioni-di-base/)

2) PRANAYAMA

Nadhi Sodhana pranayama con respirazione toracica e Jalandhara bandha: Il  controllo delle quattro fasi del respiro viene imposto dal cambio di narice.

(https://www.yogapereducare.it/2017/07/19/il-pranayama/)

3) MEDITAZIONE DI ESPANSIONE DELL’AMORE (eseguire indifferentemente al mattino o al pomeriggio sera)

Lasciamo svuotare la mente e con l’aiuto del respiro ci portiamo internamente all’altezza del cuore.

Qui percepiamo una sensazione di calma interiore, di gioia, di amore.

Sentiamo ampliarsi questa sensazione che si dilata fino ad avvolgerci completamente in un’aura di amore, che via via si espande fuori da noi e avvolge ogni cosa.

Persone, animali, natura tutta la Terra è unita da questa sensazione di amore, di unione.

Visualizziamo luce e amore intorno a noi  e a tutto il pianeta. Tutto è Una sola cosa pervasa dall’amore.

L’universo intero è amore.

Ci abbandoniamo nel grembo dell’universo, all’amore che pervade e unisce ogni cosa.

REGISTRAZIONE VOCALE

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