In tempi e luoghi differenti del pianeta diversi uomini hanno sostenuto di avere sperimentato particolari esperienze trascendenti, così dette in quanto consistono nel vissuto di una dimensione che va oltre l’individualità e comporta stati di coscienza e conoscenza straordinari.
Tali conoscenze esigono l’esperienza diretta e non possono essere realizzate con la ragione.
Molti di questi “mistici” hanno delineato un percorso, seguendo il quale altri uomini avrebbero potuto, essi stessi, sperimentarla in prima persona.
Uno di questi percorsi è lo Jnana yoga, lo Yoga della conoscenza, che ha carattere filosofico-meditativo.
Secondo tale insegnamento tutto ciò che esiste, ogni fenomeno materiale e immateriale, non è altro che manifestazione di un’unica realtà, l’Uno, che è la Realtà Ultima che comprende tutte le altre.
Questa Realtà ultima è costituita da un’Essenza, uno Spirito, un Vuoto, una Non forma che contiene tutte le forme, cioè tutti i fenomeni, conosciuti e non conosciuti e, a sua volta, è contenuto in ciascuna di esse.
L’Uno, Realtà trascendente le realtà particolari, è pertanto composto dall’insieme dello Spirito e di tutte le infinite “forme” esistenti nello spazio-tempo infinito.
Lo Spirito, pura Coscienza universale di ogni essere, vivente e non vivente, è il presupposto per l’esistenza delle “forme”; è come il bianco della pagina che consente di scrivere in esso le lettere e le parole, che formano i concetti, le frasi e il racconto della Vita infinita.
Nell’uomo lo Spirito è il Sé interiore, la componente più profonda.
Mentre lo Spirito è in pace e quiete permanente, le infinite forme sono in perenne movimento e cambiamento.
L’uomo è sottoposto all’illusione cosmica (maya), che fa percepire le differenti forme e le loro qualità, senza riuscire a scorgere né lo Spirito, né l’unità dell’esistente.
Sospinti dall’ignoranza, non riconoscendosi cioè in ciò che è eterno, ma in una forma separata, finita e impermanente, egli soffre dei continui mutamenti che non permettono di realizzare una condizione stabile e una durevole serenità e vaga di vita in vita, spinto dalla legge del karma, la legge di causalità (rapporto causa-effetto) da cui dipende ciò che accade.
Il percorso dello Jnana yoga termina con il raggiungimento della Conoscenza spirituale, conoscenza dello Spirito che è pura Consapevolezza presente in ogni cosa. Raggiunta questa conoscenza il praticante tende a stabilirsi in esso e a vivere nella Realtà Unica e, come parte del Tutto, prosegue il suo cammino nella condivisione, fratellanza e uguaglianza di ogni differente creatura.
Per lo Jnana yoga il praticante può pervenire alla conoscenza attraverso lo studio, la riflessione e la meditazione, è una via dunque particolarmente adatta ai temperamenti riflessivi e intellettuali.
PRATICA N. 8
1) ASANA
Posizioni di occidente, torsione, 30-60-90, posizione purificatrice, costruzione di un ponte, 4 arti a bastone, sostegno del corpo, pesce.
(https://www.yogapereducare.it/2017/07/07/foto-delle-posizioni-di-base/)
2) PRANAYAMA
Nadhi Sodhana Pranayama con respirazione toracica e Jalandhara bandha, poi Ujjavyi Pranayama con anche Asvini mudra o Mulha banda.
(https://www.yogapereducare.it/2017/07/19/il-pranayama/)
3) MEDITAZIONE SULL’OCEANO INFINITO (eseguire indifferentemente al mattino o al pomeriggio sera)
Lasciamo svuotare la mente
Immaginiamo di essere un corso d’acqua che scivolando dalla montagna diventa un grande fiume che poi sfocia in un vasto mare, formando tante piccole onde.
Siamo piccole onde nell’oceano infinito della vita. Via via le onde si placano e il mare si quieta. Ci abbandoniamo e ci perdiamo nell’oceano della vita.
REGISTRAZIONE VOCALE

