Dispense Campo 2019

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INDICE

  1. Indicazioni e cautele per la pratica
  2. Che cos’è lo Yoga
  3. Benessere e Realizzazione
  4. EduYoga
  5. Orientamento morale
  6. L’educazione psicofisica
  7. L’educazione mentale
  8. Astanga Yoga
  9. Yama e Niyama
  10. Educazione spirituale
  11. Karma yoga
  12. Mandala
  13. Il cambiamento nella consapevolezza
  14. Conclusioni
  15. Questionario di soddisfazione della vita

 

* * * * *

 

1) Indicazioni e cautele per la pratica

Prima di tutto è importante, quando inizi a praticare Yoga, conoscere le tue condizioni di salute e informare l’insegnante, in modo che possa prendere le dovute precauzioni.

Ad esempio le posizioni (asana) hanno controindicazioni specifiche in presenza di patologie fisiche (deviazioni della colonna, pressione sanguigna irregolare, problemi cardiaci, ecc.).

Le tecniche respiratorie più complesse (pranayama) necessitano di un sistema respiratorio in buone condizioni, perché agiscono sul sistema nervoso; pertanto si deve prendere in considerazione lo stato di salute dell’apparato respiratorio e praticarli con grande attenzione.

Le tecniche di concentrazione e meditazione (dharana e dhyana) oltre alle precauzioni indicate per le tecniche precedenti, richiedono un sufficiente equilibrio mentale.

  • La progressione

Le tecniche dovrebbero essere praticate con progressione prudente.

Ad esempio, inizieremo con esercizi e posizioni per allentare la tensione, quindi continueremo con posizioni per tonificare, ect …

Pranayama dovrebbe essere praticato dopo esercizi di respirazione più semplici.

Le tecniche di concentrazione e meditazione dovrebbero essere praticate dopo aver appreso un livello sufficiente di rilassamento.

La durata delle tecniche sarà progressivamente aumentata; questo aumenterà la sua efficacia.

  • Atteggiamento nella pratica

È fondamentale praticare con il corretto atteggiamento psicologico che consiste nel rimuovere qualsiasi pensiero e concentrarsi completamente nel momento presente (essere nel qui e ora).

L’attenzione deve andare internamente per sviluppare la conoscenza interiore; puoi aiutarti seguendo il percorso interno del respiro.

Per tutta la durata della sequenza di posizioni è importante respirare lentamente e ritmicamente con il naso, salvo diverse indicazioni particolari.

La pratica dello Yoga non è competitiva; ciò che va misurato è il proprio progresso.

 

2) Che cos’è lo yoga?

Non è facile definire lo Yoga, poiché tutti ne parlano per la propria esperienza.

Se guardiamo alle origini, possiamo dire che alla base dello Yoga ci sono teorie e pratiche nate in Oriente per combattere il dolore e la sofferenza e sviluppare il benessere.

Da questo insieme di teorie e pratiche iniziate migliaia di anni fa, diversi tipi di Yoga si sono sviluppati e continuano a moltiplicarsi, per le diverse esigenze degli individui.

Una classificazione di Yoga classici distingue tra lo Yoga della Bhagavad Gita (che comprende Jnana, Karma, Bhakti e Raja yoga), l’Astanga yoga (una delle forme più avanzate di Raja yoga) e lo Yoga dell’energia derivato dal Tantra (tra cui Hatha e Kundalini Yoga e gli Yoga di suoni e vibrazioni, come Mantra Yoga.

Ogni tipo di Yoga include teorie e tecniche che possono anche far parte di altri tipi.

La diffusione dello Yoga in Occidente avviene attraverso i primi libri tradotti in inglese alla fine del 1800 e, sempre a partire dalla fine del secolo, con l’insegnamento di numerosi maestri (swami).

Il contatto con le società occidentali ha inevitabilmente influenzato lo Yoga, ad esempio esaltando le tecniche fisiche a scapito, spesso, della sua più intima essenza spirituale e commercializzando il suo insegnamento con criteri aziendali prevalenti.

Varie forme di Yoga moderno sono nate molto lontane dagli insegnamenti originali e dalle forme classiche di Yoga, che hanno lo stesso obiettivo finale: il benessere del praticante attraverso la sua Realizzazione.

APPROFONDIMENTI nel sito www.yogapereducare.it:

Lo Yoga

 

3) Benessere e realizzazione

Molti pensano che il benessere derivi dal vivere momenti di piacere o felicità per raggiungere obiettivi specifici, come “essere qualcuno” o “avere qualcosa”.

Ma anche quando vengono soddisfatti desideri e bisogni specifici, non c’è soddisfazione duratura e il desiderio di moltiplicare questi momenti si manifesta nella ricerca della felicità continua, non disturbata da eventi o situazioni spiacevoli o dolorosi.

Questo tentativo, tuttavia, è destinato a fallire, poiché è normale e inevitabile che i momenti belli e piacevoli finiscano e che arrivino altri segni opposti.

Ogni situazione è impermanente e i continui cambiamenti della vita e degli individui stessi generano prima o poi tensione e insoddisfazione.

Per lo Yoga, il benessere si ottiene principalmente coltivando uno stato positivo di salute fisica, emotiva e mentale: una condizione attiva di piacere per la vita e sinergia con l’ambiente.

Lo yoga ha una concezione globale, “olistica”, per la quale il benessere può essere raggiunto solo attraverso l’integrazione con la Vita, che è un insieme unitario di fenomeni interdipendenti; l’uomo ne fa parte.

L’obiettivo finale, tuttavia, è raggiungere una condizione di pace interiore, di serenità che non solo ti faccia godere di ciò che è piacevole, ma affronti anche i momenti più difficili con forza e pazienza, consapevole dell’alternanza naturale di entrambe queste situazioni.

Possiamo chiamare questa condizione con il termine Realizzazione, che è la capacità di essere centrati nella quiete, di ottenere il miglior comportamento in ogni momento, nel qui e ora, e di sapere come ricostruire un nuovo equilibrio in situazioni mutevoli, apprendendo dalle esperienze.

Da ciò deriva il piacere per la vita e la realizzazione che non significa tuttavia mortificare la naturale tendenza all’evoluzione, né vivere passivamente in balia degli eventi.

In questa condizione si agisce cercando di fare in ogni situazione ciò che è buono ed evitare ciò che è cattivo, esercitando un atteggiamento di massima consapevolezza e rivoluzione interiore continua e rinascita permanente, che consiste semplicemente nell’esprimere il massimo delle possibilità in armonia con qualsiasi situazione, poiché ciò che siamo comunque, per goderci ogni momento.

Il percorso dello Yoga è un percorso di reintegrazione con la Vita, in una dimensione infinita e onnicomprensiva.

Per questo motivo il significato della parola Yoga è unione.

APPROFONDIMENTI nel sito www.yogapereducare.it:

Realizzazione e benessere

 

4) EduYoga

EduYoga è un percorso basato su teorie e tecniche pratiche di vari “modi” di Yoga classico.
Esso non è qualcosa di esotico, che serve a fuggire in un’altra dimensione per evitare problemi, o esoterici, con contenuti misteriosi e dogmatici, ma entra in una stretta relazione con la vita quotidiana e costituisce uno stimolo per una continua rinascita, per vincere la routine e gli schemi mentali preconcetti.

È una scuola di vita centrata nella ricerca di un equilibrio nel cambiamento, che si ottiene realizzando azioni e pensieri coerenti nella vita di tutti i giorni, e riordinando le priorità della vita.
Così è una scuola di vita che si occupa della cura del corpo, della mente e dell’anima, tre diversi aspetti dello stesso individuo, che, collegati tra loro, interagiscono.

Parleremo quindi dell’educazione psicofisica, mentale e spirituale; lo sviluppo di ognuno di essi presuppone lo sviluppo della Consapevolezza.

Nel corso di EduYoga l’obiettivo dell’insegnamento è far emergere la natura dello studente, in modo che possa essere realizzato a modo suo.

Lo studente, come l’insegnante, non deve conformarsi a modelli o stereotipi, ma deve essere solo se è il più profondo possibile e vivere consapevole del qui e ora.

APPROFONDIMENTI nel sito www.yogapereducare.it:

EduYoga – Teoria e pratica

 

5) Orientamento morale

L’orientamento morale serve a usare le abilità apprese con la pratica dello yoga per il proprio benessere e quello degli altri.

Con lo Yoga, le abilità vengono apprese o migliorate e possono essere utilizzate a favore o contro noi stessi e gli altri. Possono infatti, se li usi male, diventare un esercizio di potere e allontanarsi dagli altri. Ti ricordo che il percorso dello yoga è l’unione.

Insieme ad altri insegnanti penso che il corretto orientamento morale sia alla base dello Yoga, persino dello stesso Hatha Yoga.

Iyengar ha detto:

“Senza basi stabili una casa non può reggere. Senza la pratica dei principi di yama e niyama, che pongono solide basi per la formazione del personaggio, non può esistere una personalità completa. La pratica delle asana senza il supporto di yama e niyama è semplice acrobatica “.

Yama (astinenza) e niyama (osservanza) sono i primi due degli otto passi dell’Astanga yoga di Patanjali. Se avremo tempo ne parleremo nei prossimi giorni, altrimenti puoi leggerlo sul mio blog.

Tuttavia, voglio dirti che il primo di Yama è la non violenza, verso gli altri e verso se stessi. La violenza provoca tensione e malessere.

Naturalmente la pratica della non violenza non significa che non dobbiamo combattere ciò che non ci piace.

C’è una poesia religiosa (BG) in cui la divinità dice al guerriero che gli mette in dubbio che il suo dovere è combattere perché è un guerriero. Deve farlo perché è suo dovere. Ma questo non richiede un atteggiamento psicologico di violenza e odio.

L’opposto della violenza è l’amore.

APPROFONDIMENTI nel sito www.yogapereducare.it:

 

6) L’educazione psicofisica

Consiste nella cura del corpo e dell’energia.

Il corpo è il veicolo che ci consente ogni attività; averne cura è dunque essenziale. “Il corpo è il tuo tempio. Mantienilo puro e pulito per l’anima che vi risiede dentro.” (BKS Iyengar)

Un corpo in salute e con adeguata energia è un importante strumento di evoluzione e realizzazione, evitando però di stimolare un’attenzione esagerata o un interesse edonistico.

L’educazione psicofisica si fonda soprattutto sulla concezione e sulle tecniche dell’Hatha Yoga.

Le tecniche per l’educazione psicofisica sono principalmente:

  • tecniche di respirazione
  • posizioni statiche o dinamiche (asana) e sequenze di posizioni
  • rilassamento
  • abitudini salutari e igiene
  • adeguata alimentazione
  • orientamento morale

 

APPROFONDIMENTI nel sito www.yogapereducare.it:

Abitudini salutari e igene

Cibo è salute

Posizioni

Rilassamento

Tecniche di rilassamento

Dalla respirazione al pranayama

Il Pranayama

 

7) L’educazione mentale

Consiste nella cura della mente.

Nella sua condizione più frequente, la mente e la sua produzione (immagini e pensieri) sono viste come frenetiche e incontrollate.

EduYoga mira a imparare, controllare e dominare la mente e le sue attività, in modo simile a ciò che può essere fatto con il corpo.

Questo serve innanzitutto a usarlo volontariamente come uno strumento utile, solo quando il ragionamento può davvero aiutarci, come, ad esempio, esaminare aspetti di un problema o una situazione, o ricordare immagini o pensieri collegati a sensazioni piacevoli. che ci inducono uno stato d’animo positivo, cioè di benessere o rafforzando un’immagine positiva di noi stessi.

Allo stesso modo impariamo la capacità di lasciar andare i pensieri negativi, che ci portano malessere e ad eliminare i pensieri inutili, che sono quelli che non rispondono ai bisogni della situazione, senza sprecare energia. Una volta che la mente è stata svuotata, verrà stimolata l’espansione delle percezioni sensoriali dei mondi esterno ed interno; sarà quindi disponibile un’ampia gamma di percezioni.

Senza pensieri inutili saremo meno distratti e saremo in grado di vivere nel presente con più conoscenza di ciò che sta accadendo, più pronti ad adottare i comportamenti più adatti in ogni situazione.

Infine, la capacità di fermare l’attività mentale ci consentirà di conoscere, sviluppando la conoscenza intuitiva e conoscendo componenti personali più interne e sottili, fino al centro dell’essere. “Lo yoga è la soppressione dei movimenti della mente. Quindi il veggente è fondato nella sua natura essenziale e fondamentale.” (Patanjali)

L’educazione mentale si basa soprattutto sul concepimento e sulle tecniche dell’Astanga Yoga.

Le tecniche per l’educazione mentale sono principalmente:

  • Tecniche di preparazione (Krya)
  • tecniche di respirazione (pranayama)
  • tecniche di concentrazione
  • tecniche di meditazione

 

8) Astanga Yoga

Una delle più importanti “vie” dello Yoga è l’Astanga Yoga, lo Yoga dagli otto passi.

I suoi insegnamenti sono raccolti nello Yogasutra di Patanjali.

Gli otto passi sono Yama, Niyama, Asana, Pranayama, Pratyhara, Dharana, Dhyana e Samadhi.

Concentrazione, Meditazione e Samadhi, le ultime tre fasi, sono particolari stati di coscienza indotti in modo controllato, che a volte si verificano spontaneamente anche durante la vita quotidiana; nella pratica dello yoga, tuttavia, viene coltivata la capacità di controllo, profondità e durata di queste esperienze.

La concentrazione (dharana) consiste nella capacità di delimitare il campo di attenzione, fermandosi a fissare un singolo oggetto, materiale o immateriale, interno o esterno, escludendo l’attenzione per qualsiasi altra cosa

Naturalmente, nella pratica dello yoga, vengono adottati simboli appropriati al percorso, come suoni o lettere o frasi (mantra), figure e disegni simbolici (mandala e yantra), uno o più chakra e, per i credenti, simboli religiosi.

L’obiettivo è sviluppare uno stato di attenzione mentale senza distrazione, che consenta una percezione diretta e non mediata dal pensiero.

Quando la concentrazione diventa un processo ininterrotto, in cui la mente osservante e l’oggetto della concentrazione si fondono in un tutto, si ha la Meditazione (dhyana).

All’inizio i pensieri continuano a presentarsi, poi la mente diventa silenziosa e arriva un senso di pace e silenzio.

La meditazione è anche usata in contesti diversi dallo yoga, come la psicoterapia

Contemplazione (samadhi) o estasi (en-stasi = uscire da se stessi), indica la capacità di perdere la consapevolezza di sé e fluire nell’oggetto della meditazione: nel campo della coscienza rimane solo l’oggetto della meditazione e del soggetto non è più consapevole di se stesso, come essere separato. Il samadhi è la naturale continuazione della meditazione, quando la mente si immerge completamente nell’oggetto prima della concentrazione e poi della meditazione, fino a quando non si perde in esso.

È un’esperienza in cui ogni soggetto di “io” e “mio” viene perso dal soggetto.

Attraverso il samadhi di forme sempre più sottili (samadhi “con seme” o “con forma”), lo yogi arriva a conoscere il Tutto nell’infinito delle sue forme, al punto di realizzare lo Spirito, il Vuoto, la Coscienza Universale, la Pura Consapevolezza (samadhi “senza seme” o “senza forma”).

Concentrazione, meditazione e samadhi sono fasi di un singolo processo (Samyama) di controllo mentale, al fine di ottenere il quale il praticante sospende le attività mentali razionali, condizione necessaria per vedere le componenti più intime attraverso la conoscenza intuitiva (buddhi).

La differenza tra le tre fasi di concentrazione e meditazione consiste nel diverso stato di coscienza del praticante e non nell’oggetto della pratica; pertanto tutte le tecniche che fanno riferimento a uno possono essere oggetto degli altri.

Con il raggiungimento dell’ultimo samadhi che abbraccia tutto, il Dharma-mega-samadhi, lo yogi conclude il suo processo di liberazione: lo yogi raggiunge la sua natura più interiore; egli è centrato nella pura Consapevolezza, nello Spirito che è in tutto ciò che esiste.

 

9) Yama e Niyama

YAMA

Astenersi dalla violenza (ahimsa).

Consiste nel non infliggere volontariamente sofferenza agli altri e a se stesso, non solamente con le azioni, ma anche con i pensieri, le parole, gli atteggiamenti.

Ahimsa è pratica di amore.

Astenersi dalla falsità (satya).

Significa escludere la menzogna, senza che ciò diventi brutalità: la mancanza di sensibilità è essa stessa una forma di violenza. La sincerità va praticata anche nei propri confronti, non nascondendosi difetti ed assumendosi la responsabilità dei propri comportamenti. Satya è pratica di verità.

Astenersi dal furto (asteya).

In questo precetto va compresa l’astensione dalle piccole forme di appropriazione indebita che sembrano in certi contesti essere giustificate dal solo fatto che rientrano nei comportamenti comunemente diffusi. Lo yogi cerca sempre di valutare in ogni situazione ciò che è lecito e dovuto, ben sapendo che ciò che non è meritato non arreca soddisfazione. Asteya è pratica di giustizia.

Astenersi dall’incontinenza delle passioni (brahmacarya).

Viene comunemente riferito alla sfera sessuale; alcuni lo intendono come totale astinenza dai rapporti sessuali, altri come moderazione negli stessi. L’interpretazione varia da persona a persona a seconda del cammino che segue: ben diversa è infatti la situazione di un asceta che dedica la sua esistenza all’esplorazione mistica o di chi svolge una vita sociale attiva: lo Yoga è una via di equilibrio e presuppone l’accettazione sincera di ciò che si è.

Questo precetto non va comunque inteso come repressione degli istinti sessuali, che porta frustrazioni e squilibri, ma come pratica di dominio degli istinti e delle energie. Tramite l’astensione dall’incontinenza lo yogi pratica la liberazione dal dominio delle passioni ed il sano distacco, che consiste non certo nel rifiutare ciò che è piacevole, bensì l’attaccamento psicologico a tali esperienze ed il desiderio di una continua ripetizione. Brahmacarya è pratica di autocontrollo.

Astenersi dall’avidità (aparigraha).

Consiste nel non sviluppare possessività, usando ciò che si ha in ogni momento e godendo di tutto ciò che la vita ci offre senza essere attaccato né ai beni materiali, né a quelli immateriali. La voglia di accumulare un sempre maggior numero di beni fa invece vivere molte persone con continua tensione e allo stesso modo sviluppa ansia e timore di perderli. Lo yogi mira sempre ad accrescere la ricchezza interiore che è vicinanza allo spirito, che dà pace, benessere ed immensa gioia. Aparigraha è pratica di libertà dall’attaccamento.

Purezza (sauca).

È da intendersi come pulizia fisica, mentale e morale, anche se normalmente viene riferita al primo dei significati. Nello Yoga esistono moltissime pratiche di purificazione, dall’accurata pulizia del corpo a quella di singole parti come il naso, la lingua e l’intestino. Anche le tecniche come le posizioni ed il controllo del respiro svolgono azione di purificazione sia dei canali e dei centri di energia sottile (nadi e chakra), sia del sistema nervoso e della mente.

Appagamento (samtosa).

Lo yogi ricerca felicità e serenità dentro di sé. Conseguentemente opera con il dovuto distacco nei confronti del desiderio di accumulare qualsiasi tipo di ricchezza; egli non si aspetta nulla dagli altri, pur restando sempre aperto ad ogni scambio. La condizione di appagamento non ha nulla a che vedere con l’inerzia, ma è una condizione mentale positiva, dinamica e costruttiva.

Austerità (tapas).

E’ la capacità di vivere in modo disciplinato. Si ottiene applicandosi diligentemente nello svolgimento dei propri compiti e perseguendo con determinazione i propri obiettivi.

Studio di sé (svadhyaya).

Costituisce il primo passo per il cambiamento e l’evoluzione nella ricerca spirituale. Solo conoscendosi sempre più a fondo e con onestà, senza che questo degeneri in atteggiamento ossessivo, si possono porre le basi per l’avanzamento e la realizzazione.

Abbandono (Isvara pranidhana).

Attraverso la pratica dell’abbandono si esprime la consapevolezza dei propri limiti e cessa la resistenza ad opporsi ad eventi ineluttabili, sviluppando al tempo stesso la capacità di adattarsi nel modo migliore ai mutamenti della vita. Questa condizione esprime la modestia di chi percepisce le forze della vita

 

10) L’educazione spirituale

Consiste nella cura dell’anima.

Per lo Yoga l’anima è la componente individuale più sottile in cui si riflette la percezione dell’appartenenza al Tutto.

È la componente dell’individuo che consente di godere della meravigliosità della Vita e del piacere dell’esistenza.
Per essere felici di essere adesso e ovunque non c’è bisogno di essere qualcuno o avere alcunché, se non quanto indispensabile alla vita.

L’individuo non può godere di un benessere profondo se oltre a una realizzazione personale non ha cura della sua realizzazione nel mondo e della sua armonia con la natura circostante, perché egli non è isolato dai fenomeni a lui esterni, ma vive in relazione con essi.
La conoscenza sempre più forte del legame tra gli esseri ed il loro mondo, la percezione di questo legame universale è l’oggetto caratteristico di un percorso spirituale, di una “via del cuore”, una funzione dell’”anima”, la cui cura resta, ancora oggi, di fondamentale importanza.
La consapevolezza di una realtà spirituale viene espressa in particolare nello Jnana e nel Bhakti yoga.
Le tecniche per la cura dell’anima sono riflessioni e meditazioni su principi, valori e vertà universali.

Tra i valori più importanti è l’amore.

Praticare l’amore è privilegiare ciò che accomuna, al di là delle diversità; esprime il significato più profondo dello Yoga, il cui significato è unione.

Dall’amore nascono solidarietà, comprensione, tolleranza, collaborazione, fratellanza, pace e concordia tra individui e comunità.

L’amore per la vita produce felicità, l’insieme di libertà e responsabilità producono la giusta azione in ogni situazione, per noi stessi e per gli altri.

Il cammino di EduYoga, infine, è un cammino di pratica della dimensione spirituale: tutto è Uno, noi siamo persone, ma anche parte di un Tutto, una tessera di un immenso mosaico, un granello di sabbia di una spiaggia immensa, un’onda di un oceano infinito. Noi siamo Uno.

 

11) Karma Yoga

Il Karma yoga è lo Yoga della giusta azione, che consiste nel praticare il proprio dovere (ciò che si sente giusto fare), anche se questo si presenta ingrato e difficile, non cercando ricompensa dai frutti delle proprie azioni, né ringraziamenti o riconoscimenti.

Chi agisce secondo giustizia è pronto ad andare oltre il consenso degli altri o il proprio interesse individuale; disinteressandosi del risultato che ne consegue, lavora con equanimità nel successo come nell’insuccesso.

Senza preoccuparsi per il fallimento o esaltarsi per il successo, il Karma yogi vive libero dall’ansia del risultato e in piena serenità, con pace interiore.

L’insegnamento del Karma yoga è quello di agire con onestà interiore, nell’interesse individuale e collettivo, realizzando la giusta azione, per noi e per gli altri, in ogni situazione.

Agendo per un interesse superiore a quello personale, di cui quest’ultimo è parte, supera l’attaccamento all’ego e praticando l’armonia con la Vita, diventa Uno con essa; aderisce al Dharma (Legge cosmica o naturale), nell’accettazione del proprio ruolo.

Il Karma yogi si comporta con sintonia con ogni situazione, l’azione viene compiuta in uno stato di consapevolezza meditativa, così ogni azione della vita diviene un atto meditativo in cui praticare realmente lo Yoga, l’unione con la Vita.

Realizzando l’unità e la consapevolezza del legame tra gli esseri, si sviluppa l’attenzione verso le possibili conseguenze delle proprie azioni e la responsabilità rispetto agli altri e al bene comune. Chi agisce secondo il karma yoga agisce libero non solo dai condizionamenti che provengono dagli altri, ma anche dalle sue stesse abitudini e schemi mentali.

Ciò che va praticato è sentire non solo quello che va bene per noi, ma qual è la cosa migliore per la situazione che viviamo, passare dall’attenzione all’io all’attenzione al noi, agli altri esseri, all’ambiente di cui siamo parte.

Attraverso la libertà e la responsabilità troveremo intuitivamente la verità che ci consentirà di adattarci al continuo mutare di noi stessi e delle situazioni della vita.

Per il karma yoga è necessario praticare un cammino di evoluzione e rivoluzione continui, vivendo momento per momento nel modo più adatto; liberi, ma al tempo stesso tenendo conto dei vincoli di ogni circostanza.

 

12) Il Mandala

Un mandala è un disegno simbolico che rappresenta l’universo. I mandala sono ancora oggi realizzati con immensa pazienza dai monaci, che utilizzano sabbia finissima di diversi colori per tracciare complessi disegni circolari e concentrici che vengono usati per definire uno spazio sacro, focalizzare l’attenzione, ritrovare la calma. e l’equilibrio e favorire la meditazione.

Per portare a termine una di queste opere ci possono volere intere giornate: con cannucce dorate di diverse forme e dimensioni i monaci fanno cadere la sabbia colorata su un tracciato stabilito in precedenza, componendo così la figura finale.

Non appena il disegno è terminato viene immediatamente distrutto nel corso di una cerimonia nella quale la sabbia utilizzata viene mescolata e gettata via, per ricordare che tutto è effimero e che nulla dura per sempre.

I primi giorni di questo campo ho provato a disegnare un mandala che aveva le forme dei vari tipi di yoga che vi ho raccontato. Nella ultima lezione ho provato a distruggere tutto questo. Voleva essere uno shock per prendere la vostra attenzione e ricordarvi di guardare con occhio critico la vostra vita ed essere capaci non solo di cercare di trovare e costruire la vostra via nel mondo, ma ogni tanto di fermarvi e chiedervi se quello che pensate, quello che state facendo, i vostri programmi futuri siano realmente bene per voi.

O se state andando avanti per vostra abitudine o per l’attaccamento a qualcosa che era e non è più, per conformismo a quello che altri dicono o fanno, per la paura del nuovo e quindi dello sconosciuto

A questo dubbio potete cercare di rispondere cercando la verità dentro di voi tramite la conoscenza intuitiva, che unisce la mente e il cuore, che vi mostra l’unica giusta risposta per ogni momento e il giusto comportamento, la giusta azione, ciò che è bene per voi, in armonia con la situazione.

Lo yoga è praticare il bene ed evitare il male quanto più possibile, evolvendo in questa direzione. con consapevolezza.

 

13) Il cambiamento nella Consapevolezza

Lo Yoga è un percorso di evoluzione consapevole verso il benessere.

Esso comincia con l’osservazione e lo studio di noi stessi, delle nostre emozioni, dei nostri pensieri e dei nostri atteggiamenti.

Segue l’accettazione amorevole di ciò che siamo, necessaria per non provocare conflitti e inutile malessere.

Seguirà poi una obiettiva e realistica valutazione di cosa ci interessa cambiare per migliorare il nostro benessere e di una strategia per realizzare il cambiamento che desiderate.

Sono necessari apertura mentale, flessibilità e disponibilità reale a provare a modificarsi, senza paura di mutare opinione, desideri, modo di vedere,

Il rinnovamento non può che passare per una azione di pulizia mentale di quello che siamo abituati a dare per scontato, di potenziale disponibilità a cambiare idee e valori senza preconcetti derivanti da rigidi principi e ideali inderogabili.

É necessario vincere l’abitudine, l’attaccamento, essere capaci di sacrificare quello che non serve o è negativo, anche se ci siamo affezionati.

La via dello Yoga è praticare il bene, evitare il male. Quindi io vi invito a vivere nel presente cercando di capire ogni volta, ogni momento, che cosa è bene e che cosa è male, consapevoli dei legami che ci uniscono alle persone e al mondo circostante. Un ultimo consiglio: non opponetevi alla direzione che la vita vi indica, ma abbandonatevi a essa.

Volate nel vento della vita, liberi e attenti

 

14) Conclusione

Nel mondo contemporaneo ci sono molti problemi.

Nei paesi poveri molte persone faticano a sopravvivere, nei paesi ricchi anche chi ha sufficienti beni materiali è spesso insoddisfatto.

Grandi migrazioni fanno sorgere conflitti tra i popoli e i danni procurati dall’uomo all’ambiente ricadono sulla vita di tutti.

Nel mondo intero i valori tecnico-economici prevalgono e le società si allontanano dalle esigenze umane più profonde.

In questa situazione può essere molto utile sviluppare una spiritualità che non ha bisogno di nessun credo religioso particolare, che può essere di chiunque, che si esprime in fatti concreti, in azioni e comportamenti di tutti i giorni; che si ispira al principio dell’Unità degli esseri e al suo basilare valore, che è quello dell’”amore universale” e della fratellanza, espressa in sentimento di vicinanza, comunione, condivisione e coesione tra gli esseri.

Lo Yoga, in cui l’aspetto spirituale è il cuore ed il significato, può aiutare lo sviluppo di individui che migliorano se stessi e il mondo.

Migliorando noi stessi miglioreremo il mondo.

Migliorando il nostro benessere insieme agli altri, noi tutti potremo essere una luce per chi ci è vicino.

Lo sviluppo della consapevolezza è la base di questo cammino.

 

15) QUESTIONARIO DI SODDISFAZIONE DELLA VITA

ISTRUZIONI PER L’USO DEL QUESTIONARIO

Di seguito sono riportate 5 dichiarazioni che è possibile condividere o meno

Usando la scala da 1 a 7 in basso, indica quanto condividi ogni frase scrivendo il numero scelto a sinistra

Cerca di essere aperto e sincero nelle tue risposte

Infine, calcola il punteggio complessivo ottenuto e guarda la sua interpretazione

QUESTIONARIO

__ In molti modi la mia vita si avvicina al mio ideale

__ Le condizioni della mia vita sono eccellenti

__ Sono soddisfatto della mia vita

__ Fino ad ora ho ottenuto le cose importanti che desideravo dalla vita

__ Se potessi rivivere la mia vita, difficilmente cambierei nulla

SCALA DEI PUNTEGGI

7 – Sono pienamente d’accordo

6 – Sono d’accordo

5 – Sono parzialmente d’accordo

4 – Non sono d’accordo o in disaccordo

3 – In parte non sono d’accordo

2 – Non sono d’accordo

1 – Non sono assolutamente d’accordo

INTERPRETAZIONE DEI PUNTEGGI

5-9 Estremamente insoddisfatto della tua vita

10-14 Molto insoddisfatto della tua vita

15-19 Abbastanza insoddisfatto della tua vita

20 Neutro

21-25 Abbastanza felice con la tua vita

26-30 Molto felice della tua vita

31-35 Estremamente soddisfatto della tua vita

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