Felicità, benessere, salute, qualità della vita

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Non è facile districarsi tra termini come felicità, benessere e Qualità della Vita, perché il significato di queste parole varia nei contesti in cui sono usate; possono ad esempio essere specificati da diversi punti di vista (economico, sociologico, psicologico, ecc…) oppure valutati in differenti contesti storici, sociali e culturali.

Se però intendiamo la felicità come un’emozione, un sentimento, uno stato d’animo piacevole e positivo conseguente alla soddisfazione di specifici desideri e bisogni, gli altri termini possono avere una accezione più complessiva riferendosi alla soddisfazione derivante da una valutazione generale della vita.

Benessere, in particolare, ha una dimensione globale che coinvolge non solo fattori economici e/o professionali, ma anche aspetti psico-fisici, mentali, sociali e spirituali. Da tener presente, in proposito, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato nel 1948 che la Salute è “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o di infermità”.

Essa si ottiene quando gli individui sviluppano e mobilitano al meglio le proprie risorse, in modo da soddisfare prerogative sia personali, sia esterne.

Secondo il sociologo americano Laurence Wylie, la salute è vista come “l’adattamento perfetto e continuo di un organismo al suo ambiente” (1970); la chiave “adattativa” introduce così il concetto di equilibrio, in base al quale la salute non è uno “stato” ma una condizione dinamica di equilibrio, fondata sulla capacità del soggetto di interagire con l’ambiente in modo positivo, pur nel continuo modificarsi della realtà circostante.

Il concetto di Qualità della Vita, che prima era più collegato ad aspetti più materiali ed economici, oggi ha assunto una valenza multidimensionale e fa riferimento al complesso dei fattori che determinano condizioni di vita di benessere complessivo, considerato in relazione all’ambiente, al livello culturale, al rapporto tra individuo e mondo esterno e a ogni altro aspetto della vita personale e collettiva

Insomma il Prodotto Interno Lordo è sempre più evidentemente una misura incompleta e insufficiente a descrivere il benessere dei cittadini e di un paese, poiché limitato al mero valore economico dei beni e dei servizi prodotti; come dire che “i soldi non fanno la felicità”.

L’esigenza di una migliore qualità di vita, da non misurarsi semplicemente in quantità di beni, è già avvertita da tempo: già nel 1968 Bob Kennedy scrisse che il Pil «misura tutto, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta».

Molti stati danno vita oggi a tentativi di misurazione del benessere che non si limitano ai dati economici del PIL. In Italia, ad esempio, è stato pubblicato nel 2013 il primo Rapporto sul Benessere Equo e Solidale (BES), a cura del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) e dell’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT). Questa iniziativa, volta a sviluppare indicazioni sullo stato di salute del Paese al di là del PIL, si è basata sul monitoraggio dei seguenti indicatori:

  1. Salute
  2. Istruzione e formazione
  3. Lavoro e conciliazione dei tempi di vita
  4. Benessere economico
  5. Relazioni sociali
  6. Politica e istituzioni
  7. Sicurezza
  8. Benessere soggettivo
  9. Paesaggio e patrimonio culturale
  10. Ambiente
  11. Ricerca e innovazione
  12. Qualità dei servizi

APPROFONDIMENTI

Il benessere

Realizzazione e benessere

La Qualità della vita per l’OMS

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