È la via dell’azione. Lo Yoga non è composto solamente da filosofie e tecniche, ma anche da atteggiamenti e comportamenti da praticare quotidianamente per realizzare un modo di vivere soddisfacente.
Il termine karma deriva dal sanscrito kri = azione; il Karma yoga è la via della Realizzazione tramite le azioni e le opere, scienza della buona attività. Tutto ciò che si fa, ogni azione e persino ogni pensiero e sentimento è karma e produce un effetto su di noi e sull’ambiente circostante. Se osserviamo il nostro essere, infatti, vediamo che esso è il risultato di azioni precedenti; la legge del karma esprime e considera la legge di causalità (rapporto causa-effetto) e le tracce che gli atti lasciano in ciascun essere, a seconda delle azioni che egli compie.
Se facciamo attenzione agli effetti prodotti dal nostro modo di comportarci sapremo come agire per il nostro bene e diventeremo sempre più padroni, cioè responsabili, del nostro futuro; ogni problema da risolvere diventerà uno stimolo per imparare, ogni ostacolo da superare una spinta verso un nuovo equilibrio.
Ciò riguarda non solo le grandi scelte, ma anche le piccole azioni di tutti i giorni, che sono quelle cui stare più attenti perché troppo spesso attuate in modo automatico. Vivere bene le piccole cose di una vita normale è pur sempre una grande impresa; lavorare con continuità aumenta la forza e la soddisfazione personale: ciò che viene conquistato con l’impegno ha un gusto ben diverso da ciò che non è sudato!
Seguendo gli insegnamenti del karma yoga si pratica il proprio dovere (ciò che si sente giusto fare), secondo il più profondo sentire, anche se questo si presenta ingrato e difficile, non cercando ricompensa dai frutti delle proprie azioni, né ringraziamenti o riconoscimenti.
L’insegnamento principe del Karma yoga è quello di agire con onestà interiore, contemperando interesse individuale e collettivo, per realizzare la giusta azione, per noi e per gli altri, in ogni situazione.
Chi agisce secondo giustizia è pronto ad andare oltre il consenso degli altri o il proprio interesse individuale; disinteressandosi del risultato che ne consegue, lavora con equanimità nel successo come nell’insuccesso, con atteggiamento mentale distaccato, ma non certo indifferente d’animo.
Senza preoccuparsi per il fallimento o esaltarsi per il successo, il Karma yogi vive con equilibrio e senza frenesia, libero dall’ansia del risultato e in piena serenità, trovando pace interiore.
Agendo per un interesse superiore a quello personale, di cui quest’ultimo è parte, supera l’attaccamento all’ego e praticando l’armonia con la Vita, diventa Uno con essa; aderisce al Dharma (Legge cosmica o naturale), nell’accettazione del proprio ruolo.
Questo atteggiamento non va confuso con passività o deresponsabilizzazione; questa “via”, anzi, sottolinea il dovere di contribuire alle opere del mondo e di non rifuggire dalle responsabilità sociali e dall’impegno quotidiano nelle scelte che la vita ci impone.
Il Karma yogi si comporta in sintonia con ogni situazione, come la minuscola tessera di un infinito mosaico che, aderendo alla propria posizione, diventa così il mosaico stesso.
L’azione viene compiuta in uno stato di consapevolezza meditativa, che mira a realizzare la fusione fra soggetto, azione ed oggetto del comportamento. In tale maniera ogni azione della vita diviene un atto di libertà, attraverso il compiersi dell’azione senza attaccamento, un momento sacro in cui praticare realmente lo Yoga, unione con la Vita.
XVIII.45 Tutti possono raggiungere la perfezione quando trovano gioia nel loro compito (…)
III.35 Esegui dunque il tuo compito anche se si tratta di un’azione umile e tralascia altre imprese, anche se sono eroiche. (…)
IV.41. Chi ha rinunciato all’azione mediante lo Yoga ed ha dissipato i suoi dubbi con la saggezza, si stabilisce nel Sé; le azioni non lo legano.
IV.22. Contento di ricevere quel che gli viene senza sforzo, stabilito al di sopra delle coppie di opposti, privo di gelosia, invidia e inimicizia, considerando in ugual misura il guadagno e la perdita, pur agendo egli non è legato dal karma.
II.23 Egli ha raggiunto la liberazione; è libero da tutti i legami, la sua mente ha trovato pace nella saggezza e le sue azioni sono atti sacrificali. Le azioni di un simile uomo sono pure. (Bhagavad Gita)
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