È la via della conoscenza. Si basa sui contenuti principali della filosofia yoga; essa non va intesa come mera speculazione ideale, ma piuttosto quale visione del mondo così come vissuta e rivelata dagli antichi veggenti (rishi).
L’assunto fondamentale della filosofia yoga è che tutto ciò che esiste, ogni fenomeno materiale che percepiamo con i nostri sensi ed anche ciò che non riusciamo a percepire, non è altro che manifestazione di una Realtà unica e ultima, chiamata l’Uno, il Tutto, a volte simboleggiata con una o più divinità.
Questa Realtà ultima è costituita da un’Essenza, uno Spirito, un Vuoto, una Non Forma che contiene tutte le forme, cioè tutti i fenomeni, conosciuti e non conosciuti e, a sua volta, è contenuto in ciascuna di esse.
L’Uno, realtà trascendente le realtà particolari, è pertanto composto dall’insieme dello Spirito e di tutte le infinite “forme” esistenti nello spazio-tempo infinito.
Lo Spirito, pura Coscienza universale di ogni essere, vivente e non vivente, è il presupposto per l’esistenza delle “forme”; come il bianco della pagina consente di scrivere in esso le lettere e le parole che formano i concetti, le frasi e il racconto della vita infinita.
Nell’uomo lo Spirito è il Sé interiore, la componente più profonda. Lo Spirito dimora nei corpi mortali, dall’infanzia all’adolescenza sino alla vecchiaia, e quando questi hanno finito il proprio tempo, prende dimora, immutabile ed eterno, in un nuovo corpo.
Ogni forma è manifestazione dell’unica Energia manifesta nell’infinità dei fenomeni, tra loro legati: unità ed interdipendenza di tutti i fenomeni sono concetti complementari alla base della visione yoga del mondo.
Dallo Spirito invisibile, Energia indifferenziata, infinita e onnipresente, pura Consapevolezza, è avvenuta la creazione dell’universo, con una grande esplosione cosmica; l’universo è frutto di questo soffio divino, così come gli altri infiniti universi esistenti, ognuno dei quali è una cellula dell’Uno, del Tutto. Dallo Spirito nascono gli infiniti mondi e le infinite forme che continuamente mutano e si dissolvono, riassorbite nello Spirito. Mentre lo Spirito è in pace e quiete permanente, le infinite forme sono in perenne movimento e cambiamento.
XIII.2. […] La conoscenza del campo (le forme) e del conoscitore del campo (lo Spirito) costituisce la vera conoscenza. (Bhagavad Gita )
Nel cammino che procede dalla sua creazione, il mondo fenomenico prende forma e muta continuamente per mezzo dell’azione di tre forze, chiamate guna: esse sono sattva, che dà vita a ciò che è sottile, leggero, spirituale; rajas, che origina ciò che è pesante, passionale, e tamas, che esprime la forza d’inerzia, la staticità. Ogni cosa è formata da una diversa proporzione di queste tre forze. Sattva, rajas e tamas, luce, fuoco e oscurità, sono le tre forze costituenti della natura.
Il perenne e ritmico movimento delle forme e della vita stessa viene chiamato lila (gioco divino) ed è mosso dal karma, che esprime e considera la legge di causalità (rapporto causa-effetto) e le tracce che gli atti lasciano in ciascun essere, a seconda delle azioni che egli compie. Ogni azione produce infatti un effetto (positivo o negativo) in chi la fa ed in chi la riceve. Anche ogni pensiero e sentimento produce un effetto su di noi e sull’ambiente circostante.
L’uomo è sottoposto all’illusione cosmica (maya), che fa percepire le differenti forme e le loro qualità, senza riuscire a scorgere né lo Spirito, né l’unità dell’esistente.
Sospinti dall’ignoranza, non riconoscendosi cioè in ciò che è eterno ma in una forma finita e impermanente, si soffre dei continui mutamenti che non permettono di realizzare una condizione stabile e una durevole felicità e si vaga di vita in vita, spinti dalla legge del karma.
L’ignoranza, causa delle sofferenze esistenziali, può essere eliminata con la pratica dello Yoga, che è una “via” che consente di svelare l’inganno dell’illusione cosmica (maya) e di realizzare una condizione di libertà dal karma e, di conseguenza, dalla sofferenza che deriva dalla ruota delle morti e delle rinascite (samsara).
Quando il praticante, attraverso l’esperienza dell’”Illuminazione”, perviene alla conoscenza dello Spirito che alberga ovunque, e quindi anche in ogni essere umano, raggiunge la consapevolezza dell’unità di tutte le manifestazioni della vita che esistono nello Spirito, ha fine il percorso individuale. L’essere, realizzando la sua natura più profonda, conclude la sua evoluzione spirituale; va oltre le apparenze illusorie della vita (maya), si fonda nella pace dello Spirito, diventa libero dal karma e dalla sofferenza che deriva dalla ruota delle morti e delle rinascite (samsara).
Il percorso individuale dello Jnana yoga termina dunque con la Conoscenza Spirituale, conoscenza di una Realtà unitaria trascendente; essa è lo specifico obiettivo di ogni disciplina spirituale e quindi anche dello Yoga.
Raggiunta questa conoscenza il praticante tende a stabilirsi nella Realtà Unica e, come parte del Tutto, prosegue il suo cammino nella condivisione, fratellanza e uguaglianza di ogni differente creatura.
Per lo Jnana yoga il praticante può pervenire alla Conoscenza Spirituale attraverso lo studio, la riflessione e la meditazione; è dunque una via particolarmente adatta ai temperamenti riflessivi e intellettuali.

