Il cambiamento nella consapevolezza

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Il cammino verso la Realizzazione della nostra essenza più profonda comincia con lo studio, che possiamo intendere rivolto non solo alle scritture ma anche a noi stessi, alle nostre emozioni, ai nostri pensieri, ai nostri atteggiamenti e comportamenti e ai loro effetti.

Alle maggiori conoscenze che otterremo da ciò, dovrà seguire l’accettazione amorevole di ciò che siamo, necessaria per non provocare conflitti e inutile malessere.

Farà ulteriore seguito una obiettiva e realistica valutazione di cosa è necessario e ci interessa cambiare per migliorare il nostro benessere, delle strategie e dei mezzi necessari per realizzare i progressi desiderati.

Sarà necessario mantenere continuativamente questo atteggiamento analitico e autocritico, poiché la vita è un processo ininterrotto di cambiamento; altrettanto continuativa dovrà essere la possibile rivalutazione di ciò che per noi stessi è bene (ci dà benesseree) e di ciò che è male (ci porta verso la sofferenza).

Inizieremo così un processo rivoluzionario dolce e graduale, in cui chi pratica è disponibile, se e quanto necessario, a lasciar morire la vecchia personalità per rinascere ogni giorno a nuova vita.

La pratica di ciò che lo Yoga insegna comporta dunque un atteggiamento di rinascita permanente, che consente di esprimere il massimo delle possibilità in armonia con ogni situazione e godere con profondità di ogni momento.

Questo cammino di evoluzione necessita di apertura mentale, flessibilità e disponibilità reale ad apprendere e a modificarsi di conseguenza quando serve. Per percorrerlo non bisogna avere paura di mutare opinione, desideri, modo di vedere, ma vivere nel presente cercando di sentire, con tutte le nostre capacità e più profondamente possibile, ogni momento, che cosa è bene per ognuno di noi, consapevoli dei legami che ci uniscono alle persone e al mondo circostante.

Se è un elemento di benessere saper accettare i cambiamenti senza preconcetti derivanti da rigidi principi e ideali inderogabili, altrettanto sano è non sviluppare attaccamento al piacere derivante da momenti positivi, siano essi legati al successo, al piacere, e, parimenti, al raggiungimento di traguardi materiali o spirituali, poiché l’attaccamento ad essi ci impedisce di proseguire il nostro cammino e di scorrere in armonia con i continui cambiamenti.

Secondo la filosofia yoga, infatti, a causa dell’impermanenza di ogni forma di vita esistente, l’attaccamento genera tensione per l’acquisizione e il mantenimento di benefici, siano essi materiali o spirituali, e sofferenza per la loro perdita.

Ciò non vuol dire che non si possa godere di ogni cosa, ma piuttosto che non è sano sviluppare attaccamento, che ci imprigiona in schemi di comportamento rigidi e precostituiti: questo può non farci accorgere che persino ciò che fino a ieri andava bene oggi non va più bene.

Solo coltivando la voglia di ridiscuterci e la forza di rinnovarci sapremo essere in consonanza con il mutare delle situazioni, dare il meglio di noi stessi e godere del più profondo benessere. Essere flessibili e capaci di mutare favorisce l’evoluzione naturale degli eventi.

E’ da considerare attentamente, però, che il desiderio di cambiamento ha per nemica l’abitudine che ci fa ripetere atteggiamenti e modi di vivere, spesso anche frutto della paura che ci spinge a sentirci sicuri all’interno di una visione di riferimento statica e immutabile: cambiare ha un prezzo e porta verso l’ignoto. Perfino persone con evidenti disagi preferiscono talora sopportare la sofferenza che deriva da una situazione negativa, ma stabilizzata, piuttosto che trovare coraggio ed energia per mettersi in gioco; questo può a volte spiegare perché molti rinunciano a cambiare e preferiscono continuare a lamentarsi della propria condizione, piuttosto che modificare la propria vita.

Fondamentale requisito per realizzare il cambiamento è dunque la determinazione e la forza a vincere le abitudini che ci condizionano negativamente (ci provocano malessere) e la volontà di affrontare le conseguenze del cambiamento. Solo privilegiando le nostre parti migliori (quelle che ci arrecano benessere) e lasciando che queste ci conducano, evolveremo fruttuosamente.

Per cambiare la qualità della vita bisogna talvolta avere il coraggio di mettere qualcosa da parte, rinunciare a qualcosa. È infatti come organizziamo e gestiamo la nostra esistenza che determina la qualità della nostra vita, spesso più ancora che gli avvenimenti esterni.

La capacità di sopportare il sacrificio, cioè la rinuncia a qualcosa e, quando serve, anche saper sopportare una momentanea sofferenza, può diventare quindi una forza per il cambiamento all’interno di un percorso che vede in gioco la nostra vita, unica vera ricchezza!

L’impegno e l’autodisciplina possono renderci più forti per affrontare questo compito, l’assunzione di responsabilità più consapevoli degli effetti delle nostre azioni.

La riflessione critica sul modo di pensare quotidiano aumenterà la coscienza di come ciò si riflette sull’agire, poiché la mentalità e il conseguente stato d’animo con i quali affrontiamo i singoli avvenimenti condizionano fortemente, in senso favorevole o sfavorevole, il benessere di ogni individuo. Per questo il tentativo di rinnovamento non può che passare per una azione di pulizia mentale di quello che siamo abituati a dare per scontato.

La pratica continuativa e disciplinata delle tecniche yoga, inoltre, ci aiuterà ad avere una migliore conoscenza di noi stessi e quindi a sviluppare le nostre capacità.

Chiave privilegiata per realizzare questo processo è, come già detto, lo sviluppo della consapevolezza, elemento fondante per un uomo maggiormente libero e, al tempo stesso, responsabile, che sappia sfruttare al meglio la crescita delle potenzialità individuali, collettive ed ambientali.

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