Lo Yoga preliminare

image_pdfimage_print

In aggiunta al percorso degli otto passi che costituiscono l’Astanga yoga, Patanjali fornisce altre due indicazioni:

  • la necessità di una azione preventiva per rischiarare la mente rimuovendo gli ostacoli che la distraggono
  • la pratica del Krya yoga.

I sutra

RISCHIARARE LA MENTE

Per rischiarare la mente Patanjali indica sia alcuni atteggiamenti sia una serie di tecniche quali quelle legate al respiro, all’attivazione dei sensi superiori, alla pratica di stati di coscienza sereni o luminosi, all’aiuto che si ricava fissandosi su coloro che sono liberi dall’attaccamento, all’acquisizione di conoscenza derivante dai sogni o dal sonno senza sogni e dalla meditazione, che può essere esercitata su qualsiasi cosa.

I.30 Malattia, apatia, dubbio, negligenza, , inclinazioni mondane, illusione, non-attingimento di uno stadio, instabilità, questi (nove elementi) determinano la distrazione della mente e costituiscono gli ostacoli.

La mente viene distratta da una situazione di sofferenza del corpo (malattia), dall’incapacità prolungata o abituale di partecipazione o di interesse (apatia), dalla incredulità sulla validità del percorso e degli insegnamenti (dubbio), dal trascurare le indicazioni della disciplina (negligenza), dalla tendenza all’inerzia e alla pigrizia(indolenza), dal trascurare la ricerca interiore per perseguire interessi del mondo esterno materiale, dal crearsi aspettative non realistiche piuttosto che attenersi ai fatti (illusioni), dal non rafforzare adeguatamente uno stadio del processo(non-attingimento di uno stadio), dal non sapere permanere a sufficienza in una condizione per volubilità (instabilità).

I.31 Dolore (mentale), disperazione, nervosismo e respiro difficile sono i sintomi di una condizione distratta della mente.

Una condizione di distrazione della mente viene evidenziata dai sintomi quali il dolore mentale, la disperazione, il nervosismo e la difficoltà di respiro.

I.33 La mente si rischiara coltivando gli atteggiamenti dell’amicizia, della compassione, della lietezza e dell’indifferenza rispettivamente nei riguardi della felicità, della miseria, della virtù e del vizio.

La mente si può rischiarare coltivando gli atteggiamenti dell’amicizia  nei riguardi della felicità, della compassione nei riguardi della miseria, della lietezza nei riguardi della virtù e dell’indifferenza nei riguardi del vizio.

I.34 Oppure mediante l’emissione e la ritenzione del respiro.

Queste due fasi del respiro scaricano dalle tensioni.

I.35 Anche l’entrata in attività dei sensi (superiori) è utile per determinare la stabilità della mente.

I sensi superiori portano a stabilizzarsi in modalità di coscienza più sottili e a quietare la mente.

I.36 Nonché (mediante) (stati interiormente sperimentati come) sereni o luminosi.

Tali stati portano verso una condizione di pace e quiete.

I.37 Anche la mente che si fissa su coloro che sono liberi dall’attaccamento (acquista stabilità).

L’emulazione di chi si è liberato dagli attaccamenti porta tranquillità e stabilità.

I.38 Anche (la mente) che si fonda sulla conoscenza derivante dai sogni o dal sonno senza sogni (acquisterà stabilità).

Ci si può anche fondare sulle verità che emergono dai contenuti inconsci dei sogni o del sonno.

I.39 Oppure mediante la meditazione, quale la si desideri.

I.40 Il suo dominio si estende dal minimo atomo alla massima infinità.

La meditazione, che può essere praticata su ogni cosa e in ogni attività, porta stabilità

IL KRYA YOGA

Patanjali indica la pratica del Krya yoga (che consiste in austerità, studio di sé e rassegnazione all’Isvara) quale strumento per attenuare i Klesa, cause della sofferenza, e realizzare il samadhi.  La pratica del Krya yoga piuttosto che come pratica solo preliminare agli otto passi va intesa come atteggiamenti che accompagneranno tutto il percorso di ricerca e continuativamente costituiscono il fondamento di una ottimale pratica degli otto passi, combattendo l’ignoranza da cui deriva la sofferenza.

II.1 L’austerità, lo studio di sé e la rassegnazione all’Isvara costituiscono lo yoga preliminare.

II.2 Il (kriya yoga) viene praticato per attenuare i klesa e per realizzare il samadhi.

L’austerità è capacità di autodisciplina senza la quale ci si disperde e indebolisce, lo studio di sé è lo studio di ciò che porta alla conoscenza del Sé profondo e la rassegnazione all’Isvara consiste nel sapere fluire in armonia agli eventi con abbandono fiducioso verso ciò che è più grande di noi: Dio, la Vita. I tre elementi del Krya yoga saranno ripetuti come parte di Niyama, il secondo degli otto passi dell’Astanga yoga.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *