Dalla Società moderna all’Era globale

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L’organizzazione sociale e le attuali condizioni di vita nel mondo occidentale sono state fortemente influenzate dall’approccio scientifico-razionale, che ha il suo fondamento nel progressivo sviluppo, fin dai tempi degli antichi greci, della ragione e della logica quali strumenti privilegiati di analisi, codifica e condivisione della realtà.

Su queste basi nasce la scienza moderna verso la fine del Quattrocento, quando, in contrapposizione all’influenza della Chiesa e dei teologi cristiani medioevali, per i quali la conoscenza risiedeva nelle Sacre Scritture, lo studio della natura cominciò ad essere affrontato attraverso ipotesi teoriche verificate con metodi sperimentali.

Lo sviluppo della mentalità scientifica ha portato a una formulazione estrema del dualismo spirito-materia, destinato a diventare tratto caratteristico della filosofia occidentale; questa visione fu estremizzata da Cartesio, la cui filosofia esaltò la separazione tra l’individuo ed il mondo “esterno”, visto a sua volta come un insieme di oggetti e di eventi separati.

Da Newton alle più alte e moderne applicazioni del sistema scientifico moderno, particolarmente nella fisica, vengono praticate fasi sperimentali sempre più rigorose e i risultati dell’acquisizione scientifica finiscono per equivalere a verità e certezza, riconducibili a incontrovertibili dati di esperienza verificabili. Le regole da seguire in questo processo di verifica sono regole razionali, le uniche che permettono la costruzione di conoscenze vere sul mondo.

Viene attribuita a Cartesio l’idea che, trovato il giusto metodo, anche un solo uomo possa costruire l’edificio della conoscenza e che, una volta comprese le leggi di funzionamento dei fenomeni, in base ad esse si possano prevedere gli eventi futuri e dunque agire per il pieno controllo sulla natura e sulla realtà.

Sulle basi della rivoluzione scientifica nasce la rivoluzione industriale. Si amplia a dismisura la capacità di operare sul mondo: grazie alla tecnica aumentano le risorse alimentari la cui disponibilità si svincola dai limiti della stagionalità e della specificità geografica, si allunga la vita sconfiggendo gravi malattie. All’uomo sembra schiudersi il dominio completo sul mondo e la possibilità di vincere la sofferenza e, forse, persino la morte.

Proprio gli sviluppi della fisica, riferimento scientifico di punta, mettono però in crisi, in tempi moderni, le certezze del modello scientifico di conoscenza; attraverso la relatività e la fisica subatomica, si scoprono nuove realtà che rendono evidenti i limiti del modello newtoniano e della fisica classica.

Nel complesso, le nuove acquisizioni (ad es. la Teoria della relatività di Einstein e la Teoria dell’indeterminazione di Heisenberg) evidenziano significative caratteristiche di relatività nell’ambito della conoscenza scientifica e mostrano che le sue leggi hanno carattere non di certezza, ma di probabilità, seppure in alcuni casi così elevata da poter essere considerata vera fino a prova contraria ed essere assunte per regolare i comportamenti in situazioni simili.

Ormai, anche molti uomini di scienza riconoscono che la conoscenza scientifica è condizionata da numerosi fattori, contingente perché legata a determinate circostanze e probabilistica, ma non certa.

La crisi di certezze coinvolge, nel Novecento, oltre l’ambiente scientifico, anche altri importanti settori del sapere e della cultura, come la filosofia, la letteratura e l’arte, da una parte aprendo la strada ad una molteplicità di interpretazioni, dall’altra facendo perdere senso ad ogni visione unitaria della vita e al tentativo di trovare una verità comune per tutti gli uomini.

Su questa situazione, favorita dal moltiplicarsi di scambi di beni e di informazioni, si innesta il cosiddetto fenomeno della globalizzazione, processo di interdipendenze economiche, sociali, culturali, politiche e tecnologiche. Essa provoca rapidi cambiamenti e comporta maggiore incertezza, insicurezza e precarietà, rischio di perdita delle identità locali e riduzione dell’autonomia e sovranità nazionale, nonché elevata e crescente mobilità delle persone. La comunicazione globale e l’affermarsi egemonico di modi di vivere e di pensare delle cosiddette società del benessere sviluppano, su scala mondiale, una forte tendenza al conformismo di stili e valori di vita.

Interessante, a tale riguardo, la concezione sociologica di “società liquida” di Zygmunt Baumann, che considera l’esperienza individuale e le relazioni sociali segnate da caratteristiche e strutture che si vanno decomponendo e ricomponendo rapidamente, in modo vacillante e incerto, fluido e volatile. Si perdono con facilità i confini e i riferimenti sociali, le sicurezze vengono smantellate e le persone vivono una vita “liquida” sempre più frenetica e agitata, in cui sono costrette ad adeguarsi alle attitudini del gruppo per non sentirsi escluse. Particolarmente forte, in Baumann, è anche la critica alla mercificazione delle esistenze e all’omologazione planetaria, da cui deriva l’esclusione sociale per chi non riesce a standardizzarsi agli schemi comuni.

Le evidenti criticità del mondo contemporaneo pongono doverosamente il compito per l’uomo di costruire una strada comune per il superamento degli attuali problemi e la possibilità di un miglior benessere.

APPROFONDIMENTI

Verso un’umanesimo cosmopolita

Criticità sociali nel mondo contemporaneo

Il benessere

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