Krinshnamurti sviluppò un grande interesse per l’attività educativa, che considerava fondamentale, e fondò diverse scuole in India, negli Stati Uniti e in Inghilterra, il cui compito era quella di educare ad una totale comprensione dell’uomo e all’arte di vivere. “Egli sottolineava che solo questa profonda comprensione può creare una nuova generazione che potrà vivere in pace” (dal sito www.kfoundation.org).
“Questa è la vera funzione dell’educazione. Abbiamo bisogno di creare una buona società in cui tutti gli esseri umani possano vivere felicemente in pace, senza violenza, sicuri. E, come studenti, voi siete responsabili di questo.” “Il vero senso dell’educazione è di aiutare l’individuo ad essere maturo e libero, a fiorire nell’amore e nella bontà. E’ questo che dovrebbe interessarci, e non formare il bambino secondo qualche schema idealistico.” “Amare i propri figli vuol dire essere in completa comunione con loro; significa fare in modo che abbiano il giusto tipo di educazione che li aiuterà ad essere sensibili, intelligenti e integri. “La conoscenza di sé è educazione. Nell’educazione non ci sono né maestro né allievo, c’è solo l’imparare; l’educatore impara quanto lo studente.” “La scuola è un luogo dove si impara la totalità, la completezza della vita. L’eccellenza accademica è assolutamente necessaria, ma una scuola include molto più di questo. E’ un luogo dove sia l’insegnante che l’allievo esplorano non solo il mondo esterno, il mondo della conoscenza, ma anche il loro stesso pensiero, il loro stesso comportamento.” (Dal sito www.krishnamurti.it/taylor2.htm.)
Attraverso la continua esplorazione e osservazione si può avanzare verso la liberazione dai condizionamenti e imparare a cogliere il senso della vita.
“Di certo la vita non è fatta soltanto di un lavoro, di un’occupazione. La vita è qualcosa di straordinariamente ampio e profondo, è un grande mistero, un vasto regno in cui agiamo in quanto esseri umani. Se ci prepariamo semplicemente a guadagnarci da vivere, non riusciremo a cogliere il senso della vita; e comprendere la vita è molto più importante che prepararsi per un esame o ottenere ottimi risultati in matematica, fisica e così via.
Dunque, in quanto insegnanti o allievi, non è importante domandarci perché educhiamo o veniamo educati? E qual è il significato della vita? Non è forse la vita una cosa straordinaria? Gli uccelli, i fiori, gli alberi in fiore, il cielo, le stelle, i fiumi e i pesci che ci vivono – tutto questo è vita. La vita sono i poveri e i ricchi; la vita è la perenne battaglia fra gruppi, razze e nazioni; la vita è meditazione; la vita è ciò che chiamiamo religione, ed è anche gli aspetti inafferrabili, nascosti, della mente – le invidie, le ambizioni, le passioni, le paure, le gratificazioni, le angosce.
La vita è tutto questo e molto di più. Ma di solito ci prepariamo a comprenderne solo una piccola porzione. Superiamo certi esami, troviamo un lavoro, ci sposiamo, abbiamo dei figli, e diventiamo sempre più simili a macchine. Continuiamo a essere paurosi, ansiosi, spaventati dalla vita. E allora, la funzione dell’educazione è di aiutarci a comprendere l’intero processo della vita o semplicemente di prepararci a una professione, al miglior lavoro possibile? […]
La maggior parte di noi ha paura, in una forma o nell’altra; e dove è presente la paura, non c’è intelligenza. E non è forse possibile per tutti, da giovani, vivere in un ambiente dove non si respiri la paura, bensì la libertà – libertà non di fare ciò che si vuole, ma di comprendere il processo del vivere nella sua interezza? La vita è in realtà bellissima, non è quella brutta cosa a cui noi l’abbiamo ridotta; e se ne può apprezzare la ricchezza, la profondità, la straordinaria bellezza solo quando ci si ribella contro tutto – contro la religione organizzata, contro la tradizione, contro il marcio della società attuale – scoprendo autonomamente, in quanto singoli esseri umani, ciò che è vero. Non imitazione, ma scoperta: è questa l’educazione, non è così? E’ molto facile adeguarsi a ciò che la società o i genitori o gli insegnanti vi dicono. E’ un modo sicuro e facile di esistere; ma non è vivere, perché in esso si annidano la paura, la decadenza, la morte. Vivere vuol dire scoprire autonomamente ciò che è vero, e questo è possibile soltanto quando si è liberi, quando è in atto una continua rivoluzione interiore.
Ma non siete incoraggiati a muovervi in questa direzione; nessuno vi dice di indagare, di scoprire autonomamente cos’è Dio, perché se mai vi ribellaste, diventereste un pericolo per tutto ciò che è falso. I vostri genitori e la società vogliono che viviate una vita sicura, e anche voi lo volete. In generale, una vita sicura significa una vita di imitazione e, quindi, di paura. Ma la funzione dell’educazione è di aiutare ciascuno di noi a vivere liberamente e senza paura, non è così? E la creazione di un’atmosfera libera da paure richiede un considerevole sforzo di riflessione sia da parte vostra, sia da parte dell’insegnante, dell’educatore. Sapete cosa significa questo – che cosa straordinaria sarebbe creare un’atmosfera libera da paure? Noi dobbiamo crearla perché, come possiamo vedere tutti, il mondo è perennemente in preda alla guerra, è guidato da politici avidi di potere, è un mondo di avvocati, poliziotti e soldati, di uomini e donne ambiziosi che vogliono farsi una posizione e lottano gli uni contro gli altri per affermarsi. Poi ci sono i cosiddetti santi, i guru religiosi con i loro seguaci; anch’essi bramano il potere, il prestigio, adesso o in una vita futura. E’ un mondo folle, in preda alla confusione più totale, in cui il comunista combatte il capitalista, e il socialista si oppone a entrambi; tutti hanno nemici e lottano per conquistare la sicurezza, rappresentata da una posizione di potere o di agiatezza. Il mondo è lacerato dai conflitti fra credenze opposte, dalle differenze di casta e di classe, dai separatismi nazionali, dalle forme più svariate di stupidità e di crudeltà – e voi venite educati a prendere il vostro posto proprio in questo mondo. Venite incoraggiati a inserirvi nel contesto di questa società disastrosa; è questo che vogliono i vostri genitori e che anche voi, in effetti, volete.
Orbene, la funzione dell’educazione è semplicemente quella di aiutarvi ad adeguarvi allo schema di quest’ordine sociale marcio o piuttosto di darvi la libertà – la più completa libertà di crescere e creare una società differente, un mondo nuovo? Noi vogliamo tale libertà non nel futuro, ma adesso, altrimenti corriamo tutti il rischio di distruggerci. Dobbiamo creare subito un’atmosfera di libertà, cosicché voi possiate vivere e scoprire autonomamente ciò che è vero, diventare intelligenti, essere capaci di affrontare il mondo e comprenderlo, anziché semplicemente adeguarvi ad esso; dentro di voi, in profondità, psicologicamente, dovete essere perennemente in rivolta, perché solo coloro che sono sempre in rivolta possono scoprire il vero, non certo coloro che si adeguano, che seguono la tradizione. Solo indagando, osservando, imparando costantemente, potete trovare la verità, Dio o l’amore; ma non potete indagare, osservare, imparare, non potete avere alcuna consapevolezza profonda, se avete paura.
Dunque, la funzione dell’educazione è di sradicare, tanto internamente quanto esternamente, questa paura che distrugge il pensiero, i rapporti umani e l’amore.” (Da La ricerca della felicità di J. Krishnamurti)
Solo da una rifondazione dell’uomo è possibile modificare la società e realizzare un individuo che sia un motore di un positivo cambiamento sociale, perché la struttura sociale esteriore è il risultato della struttura psicologica interiore dei nostri rapporti umani, concetto che Krinshnamurti ha esplicitato nella frase “ciascuno cambi se stesso per cambiare il mondo”.
In questo processo l’educazione ha un ruolo fondamentale, poiché con essa si deve apprendere l’arte di vivere, di sviluppare un atteggiamento meditativo di ricerca e di scoperta della Verità, per mezzo di una continua rivoluzione interiore e non può essere solamente trasferimento d’informazioni dall’insegnante allo studente. La vera istruzione è ”imparare ad imparare” per sviluppare una libertà capace di creare una nuova società, non più basata su valori rivelatisi fallimentari.
Della diffusione e della realizzazione del pensiero di Krishnamurti si sono fatte carico alcune scuole private che a lui si ispirano, come quella di Brockwood.
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