La Meditazione qui e ora
La meditazione è capacità di vivere nel presente, essere qui e ora
Nel corso della giornata la nostra attenzione è spesso distratta piuttosto che attenta a quello che stiamo facendo; la nostra mente produce un incomprensibile rimuginare e fantasticare o, addirittura, i pensieri ci portano altrove: nei ricordi di avvenimenti passati o immaginando situazioni future.
Certo la funzione della mente e dei pensieri che essa produce sono, a volte, di estrema utilità; grazie alla capacità di ragionamento ed analisi la società ha potuto evolversi sino al livello attuale. Ma, come qualsiasi strumento, la mente, dopo essere stato utilizzata nel momento del bisogno, deve essere messa a riposo.
La meditazione comincia con il fermo dell’attività mentale, che, oltre a farci evitare un inutile spreco di energia, ci darà una piacevole condizione di quiete interiore.
Potremo così utilizzare pienamente le altre nostre capacità percettive e le conoscenze che ci portano. Ad esempio potremo apprezzare appieno i nostri sensi: ascoltare una musica, osservare un panorama, gustare un cibo, toccare un tessuto, odorare un fiore.
Una quieta felicità conseguirà al vivere pienamente, con tutto noi stessi, della ricchezza della vita che è davanti ai nostri occhi nel presente, che da un certo punto di vista, è l’unico momento disponibile, l’unico in cui possiamo essere realmente felici. Il passato e il futuro vivono solo nella mente: nulla avviene mai realmente fuori dal momento presente, l’unico modo per essere felice è quindi esserlo ora. Le esperienze illusorie e artificiali create nella mente non potranno mai eguagliare la pienezza e ricchezza del mondo reale che ci circonda.
La mancanza di distrazione e la pienezza di percezione ci metteranno in condizione di dare la migliore risposta in ogni situazione, utilizzando al meglio le nostre risorse; in ogni situazione potremo meglio percepire cosa è bene e cosa è male per noi.
L’essere qui e ora con tutto noi stessi, per sviluppare il massimo della consapevolezza, è un concetto presente sia in Occidente che, più fortemente, in Oriente.
Ne parlava già nelle sue Odi un romano del I secolo a.C., Orazio, conosciuto come il poeta del “carpe diem ” (afferra l’oggi).
In Vita di Siddharta il Buddha, biografia del Buddha ad opera del monaco Thich Nhat Hanh, troviamo questo discorso di Siddharta ai suoi discepoli. Parla appunto di cosa significa “afferrare l’oggi”, e il protagonista è un frutto: un mandarino.
“Cosa significa mangiare un mandarino con consapevolezza? Mangiando un mandarino, sapete che lo state mangiando. Ne gustate pienamente la fragranza e la dolcezza. Il mandarino aveva nove spicchi. Li ho messi in bocca uno per uno in consapevolezza e ho sentito quanto sono splendidi e preziosi […] Mangiare il mandarino con presenza mentale significa essere davvero in contatto con ciò che mangiate. La vostra mente non rincorre i pensieri riguardo allo ieri o al domani, ma dimora totalmente nel momento presente. Il mandarino è totalmente presente. Vivere con presenza mentale e consapevolezza vuol dire vivere nel momento presente, con il corpo e la mente che dimorano nel qui e ora.”
L’affinità con Orazio è evidente: “afferrare l’oggi” significa conquistare la “presenza mentale”, una condizione attiva, ma che non giudica e non etichetta.
Per essere efficace è opportuno che la meditazione venga facilitata dall’assenza di tensioni e dalla presenza di energia, per avere l’attenzione e la concentrazione necessarie per percepire la verità di ogni situazione, ampliare la consapevolezza e la conoscenza di noi stessi e della vita.