Brockwood Park School – Educare all’arte del vivere

Secondo J. Krishnamurti il compito dell’educazione consiste proprio nel risvegliare l’individuo ed educarlo all’arte del vivere: le scuole che si ispirano a Krishnamurti intendono essere ambienti che aiutano studenti ed insegnanti a “fiorire” in modo naturale, lasciando dispiegarsi la coscienza, schiudersi la mente, il cuore e il benessere fisico”, tramite un’educazione che crea lo spazio per lo sviluppo di un essere umano completo.

Il primo passo da compiere è dunque liberare l’individuo dai condizionamenti, da tutte le forme di dipendenza e autorità che derivano dall’esterno, educare il cervello a manifestarsi in libertà, lasciando fiorire pensieri e sentimenti, attraverso lo sviluppo di una mente libera e di uno spirito religioso, che non sia parte di nessun gruppo, chiesa o religione, né condizionato dall’ambiente. Il vero spirito religioso è una mente fresca, innocente, sempre giovane, una mente che non avendo legami o paure può vivere la Vita, Dio e un eterno presente con atteggiamento meditativo.

La meditazione è lo stato di silenzio che libera la mente dall’incessante interferenza del pensiero, è alla base dell’arte dell’imparare e di una educazione che consiste in uno stato di apprendimento costante dalla Vita. Meditare è vivere in comunione con il movimento della Vita, la meditazione è una guida nel cammino attraverso “la terra senza sentieri” che dischiude la Verità.

La nuova società auspicata da Krishnamurti non vuole essere un’utopia legata ad un futuro più roseo, ma un modo d’essere e di fare nel presente e dunque in questo risiede il valore dei centri educativi, luoghi creati per dare modo a menti relativamente spoglie da sovrastrutture devianti di crescere e svilupparsi in modo da non replicare valori inconsistenti e dannosi.

L’educazione cambia prospettiva: non è più collegata ad una necessità contingente, ma piuttosto mira a comprendere il valore educativo che scaturisce dalla focalizzazione della coscienza in ogni attimo della vita. Egli va oltre le frontiere di una determinata cultura e stabilisce un diverso sistema di valori capaci di dare vita ad una nuova società.

L’insegnamento di Krishnamurti può quindi essere definito globale e integrato, in quanto basato su un approccio educativo che prende in considerazione l’individuo nella sua totalità, che tocca ogni aspetto dell’esistenza, e mira a rendere l’individuo un essere umano integrato e quindi senza conflitti poiché nessuna parte viene esclusa o approfondita a scapito di un’altra (dal testo di Shila Morelli, Educare alla vita – Il caso della Brockwood Park School, prova finale del Corso di Laurea Magistrale in Lingue, Culture e Comunicazione Internazionale. Università degli studi di Milano – Interfacoltà di Scienze Politiche e Lettere e Filosofia. A.A. 2008/09)

Brockwood Park School è una scuola residenziale internazionale strutturata per accogliere più o meno sessanta studenti dai 14 ai 19 anni. È stata fondata nel 1969 dallo stesso Krishnamurti.

È situata in una grande tenuta nella campagna dell’Hampshire a un’ora da Londra. Come le altre scuole Krishnamurti sorge in un ambiente estremamente gradevole sia dal punto di vista architettonico che naturale; la bellezza è ritenuta importante non soltanto perché fonte di piacere, ma poiché la sensibilità alla bellezza è considerata indispensabile per una sana crescita.

Il rapporto con la natura è inoltre parte dello sviluppo di un essere umano integrato non solo nella dimensione sociale, ma anche rispettoso e responsabile verso l’ambiente.

La scuola incentiva questa relazione con la specifica presenza di un’attività denominata “Care for the Earth”, che implica il lavoro dello studente nell’orto della scuola. Tale attività non è vista come un lavoro, ma come mezzo per creare una relazione con il mondo naturale. A Brockwood la cucina è vegetariana e, per quanto possibile, vengono usati prodotti biologici, molti dei quali coltivati nel suo orto.

Una comunità che impara (la definizione è dello stesso Krishnamurti)

Brockwood ospita studenti di entrambi i sessi, provenienti da circa 25 paesi. È innanzitutto una comunità: insegnanti e studenti vivono in comunanza condividendo le attività e il tempo libero, e si prendono cura personalmente, oltre che degli studi e dello sport, della scuola e dell’ambiente che la circonda, occupandosi anche della loro pulizia e ordinaria manutenzione. Oltre a ciò che si impara per sviluppare il proprio talento, l’appartenenza a questa comunità insegna agli studenti a sviluppare senso di responsabilità nei confronti di se stessi e di altra ogni cosa.

La dimensione multiculturale offre  l’opportunità di scambio interculturale, affrontato esplorando i reciproci pregiudizi e favorendo la reciproca comprensione e cooperazione.

Le classi sono formate in media da sei o sette studenti, in modo da consentire agli insegnanti la massima attenzione individuale e un sostegno continuo. Krishnamurti era consapevole delle difficoltà e dei costi , ma pensava che se si fosse stati convinti di una simile scelta ci si sarebbe adoperati per realizzarla. A Brockwood le rette non coprono i costi, il personale riceve uno stipendio simbolico e la differenza viene coperta da amici e donatori.

Gli educatori come gli studenti e lo staff tutto hanno come fine il diventare esseri umani integrati e completi e le attività didattiche sono organizzate con l’intento di coltivare uno sviluppo integrato di corpo, emozioni e mente.

La maggior parte degli studenti si prepara agli esami necessari per accedere all’Università; è possibile anche creare un proprio percorso accademico individualizzato con l’aiuto e il consiglio del corpo insegnanti. Durante l’anno accademico i docenti esprimono valutazioni sugli studenti, ma senza voti.

Vengono indagati temi ambientali e sociali quali la giustizia, la diversità e l’uguaglianza per creare la capacità di risposta agli attuali problemi sociali.

A Brockwood l’educazione è l’arte di imparare non solo dai libri, ma, come diceva Krishnamurti, da tutto il movimento della vita, da ogni aspetto dell’esistenza con un processo fluido, in continuo cambiamento e senza fine.

L’osservazione di ciò che accade nel mondo circostante senza opinioni preconcette porta allo studio della storia di se stessi e di tutta l’umanità attraverso le relazioni, le reazioni, i valori e le idee di ognuno. Il campo di ricerca è la vita quotidiana con le sue sfide, gioie, dolori, paure, aspettative e valori; gli studenti lavorano e discutono su che cosa siano il conformismo, le varie emozioni, la relazione con gli essere umani e con la natura, con gli oggetti, non meno di quanto vengano sollecitati a studiare la matematica, le lingue o le scienze in un processo di apprendimento che unisce consapevolezza interiore e comunicazione con il mondo.

L’atto educativo è fondamentalmente relazione: educatore e studente, in una relazione priva di autoritarismo, coercizione e competizione imparano attraverso la loro relazione e la relazione con il mondo.

Curriculum, attività e strumenti didattici

L’accesso a Brockwood è preceduto da un’intervista preliminare volta a chiarificare le personali necessità, capacità e interessi e da una settimana di prova al termine della quale viene deciso l’ingresso, che presuppone l’adesione alle regole della scuola, stabilite per dare ordine e sicurezza alla vita comunitaria.

La condivisione delle scelte a Brockwood è comunque sottoposta alla gerarchia organizzativa, che pur non rivendicando una autorità superiore, ha l’imprescindibile compito di salvaguardare le originali intenzioni fondative che, nella loro essenza, non sono modificabili.

Pur non avendo connessione ufficiale con il sistema educativo inglese, la scuola tuttavia considera nella realizzazione di una proposta educativa il sistema in cui lo studente entrerà lasciato Brockwood.

Agli studenti di 14-15 anni viene proposto un curriculum flessibile, con una proposta educativa ampia che non ne limiti le scelte future, agli studenti dai 17 anni in avanti, invece, viene data completa libertà nella scelta del curriculum.

Il curriculum tiene in considerazione le necessità, i talenti e gli interessi degli studenti e le intenzioni e capacità economiche-pratiche della scuola. Accanto agli insegnamenti fissi di materie tradizionali (inglese, matematica, fisica, chimica, biologia, storia e psicologia), su richiesta degli studenti possono essere attivati altri insegnamenti in base alla richiesta degli studenti.

Ci sono anche attività specifiche di Brockwood, quali: K-time e Inquiry time. Il primo è uno spazio settimanale di 45 minuti di indagine e di riflessione sugli insegnamenti di Krishnamurti, il secondo consiste in un incontro settimanale durante il quale gli studenti si confrontano ed indagano su questioni psicologiche di loro interesse.

Tra le attività alcune sono rivolte alla cura del benessere, in particolare con un programma definito come Health Promotion Policy, attraverso cui vengono monitorati la salute il generale benessere degli studenti, tramite il controllo del sonno, dell’alimentazione, dell’attività fisica e della performance scolastica, oltre che, ovviamente, delle eventuali situazioni di malattia.

Fondamentali, nel processo educativo, sono gli strumenti del dialogo e del silenzio.

Il dialogo non viene visto come una disputa intellettuale, nella quale far prevalere un punto di vista, ma come incontro, esplorazione, indagine, scoperta. La base iniziale del dialogo è la consapevolezza del “non sapere”, che permette l’emergere di significati nuovi o nascosti, lo sviluppo della comprensione attraverso l’osservazione e l’ascolto reciproco.

Il curriculum accademico è pianificato considerando la necessità di fornire allo studente un modo per trascorrere del tempo in solitudine e della fruizione di momenti di silenzio. Il silenzio segna l’avvio della giornata nel Morning Meeting, l’incontro che si tiene all’inizio della giornata e trova spazio in molte lezioni e incontri come metodo per lo sviluppo della consapevolezza.

Attraverso il silenzio si incoraggiano la riflessione e l’apprendimento, poiché, per imparare, è fondamentale che la mente sappia essere, oltre che vuota, anche quieta e silenziosa.

La comunità si occupa di preparare gli studenti alla vita dopo la permanenza a Brockwood, attraverso un programma chiamato Life after Brockwood Curriculum. A partire dal penultimo anno vengono organizzate specifiche attività a supporto delle successive scelte degli studenti, sia che intendano accedere ad un un’università in Inghilterra, sia che optino per la ricerca di un lavoro.

APPROFONDIMENTI

Krishnamurti




L’educazione ad Auroville

Come evidenziato dal secondo punto della Carta costitutiva di Auroville, l’educazione dell’individuo sembra davvero avere un ruolo centrale nella Città dell’Aurora. Questa centralità si realizza a tre distinti livelli; in primo luogo attraverso una costante auto-educazione — imperniata sui principi dello yoga integrale ovvero sul mantenere un livello elevato di presenza mentale nel corso di ogni azione (anche la più banale) ed ogni momento della giornata — in seconda istanza attraverso un processo di crescita collettiva nei gruppi di lavoro e nella gestione comune dei molti aspetti pratici della vita quotidiana e, infine, per mezzo di scuole (www.viverealtrimenti.com/auroville/).

L’istruzione, ad Auroville, è gestita dal Saiier (Sri Aurobindo international institute of educational research), nel quale volontari con background culturali diversi lavorano sui contenuti e sui metodi del sistema educativo, che comprende anche scuole diurne e serali per i bambini di zone limitrofe, attive verso la popolazione dei confinanti villaggi tamil, dove il tasso di analfabetismo è altissimo.

L’obiettivo educativo del sistema didattico pluriculturale di Auroville è quello di aiutare ciascun ragazzo ad esprimere e a realizzare il suo massimo potenziale.

Ognuno ha in se stesso qualcosa di divino […]. Nostro compito è trovarlo, usarlo e svilupparlo. Il primo dovere dell’educazione dovrebbe essere aiutare l’anima in crescita ad esprimere ciò che ha di meglio in se stessa e farne un ottimo strumento per un nobile uso (Aurobindo cit. in www.aamterranuova.it/Genitori-e-Figli/Scuola-ad-Auroville).

Il Free Progress e la Last School

Il Free Progress è un’esperimento pedagogico che nasce nel 1960 nella scuola dell’Ashram di Pondicherry con l’obiettivo di “rendere gli studenti felici”.

Il Free Progress è considerato una delle più originali pedagogie dal punto di vista della sperimentazione, e si basa sui seguenti principi:

– l’educazione ha il compito di guidare l’individuo nell’esplorazione di se stesso e di ciò che nasconde nel più profondo della sua coscienza;

– lo sviluppo della coscienza è la condizione necessaria all’umanità per attraversare l’attuale crisi nata da uno squilibrio tra un progresso materiale sproporzionato e un progresso spirituale insufficiente;

– la questione più importante riguardante l’esistenza umana è filosofica ed ontologica, e riguarda cioè il fine ultimo della vita dell’individuo.

Nel tentativo di rispondere a quest’ultima questione, l’approccio educativo qui avanti descritto si propone di sviluppare tutte le dimensioni e tutti gli aspetti della persona: il fisico, il vitale, il mentale, l’emozionale e lo spirituale, ed è quindi ‘integrale’.

Il metodo del Free Progress venne successivamente riadattato alla realtà di Auroville ed adottato in alcune delle sue scuole ed in particolare nella Last School, che è una realtà particolarmente innovativa, che coinvolge una quindicina di studenti di età compresa tra i 12 e i 18 anni.

La Last School è ben fornita di servizi tra cui un centro informatico, un laboratorio scientifico, una biblioteca, un centro d’arte. Il programma di studi è svincolato da quello statale. Non ci sono diplomi, né esami, né voti; occasionalmente i ragazzi sono sottoposti a test di verifica per monitorarne l’apprendimento.

Il metodo pedagogico sperimentato alla Last School prevede che l’organizzazione della scuola e dei programmi sia quanto mai flessibile, in maniera da consentire a ciascuno studente di seguire un proprio percorso evolutivo, che lo porti a sviluppare appieno la propria personalità. Ma soprattutto, l’elemento comune in queste scuole dove “fa del bene andare” è il benessere e la gioia leggibile dalla luce che emana dagli occhi dei giovani. Le numerose testimonianze di studenti e docenti concordano: “la cultura di questa educazione è quella di aiutare il bambino a dirigersi verso la gioia di imparare. Siamo lontani dalle punizioni, o dal desiderio di ottenere buoni voti, o di primeggiare sui compagni di classe. Qui si tratta di imparare per la gioia di imparare”.

Sulla base delle osservazioni comportamentali realizzate dalla ricerca, possiamo dunque affermare che il Free Progress è un percorso di educazione alla gioia sia per lo studente che per l’insegnante.

Il processo educativo della Last School punta a sviluppare le facoltà mentali, il potere della volontà, le qualità estetiche ed emozionali e lo sviluppo psicofisico: tutti i giorni al termine delle lezioni possono essere praticate circa due ore di attività fisica.

Altro valore perseguito è quello di una consapevole, libera partecipazione.

Ogni alunno è libero di scegliere quali materie approfondire. Viene scoraggiato dal rifiutarne integralmente qualcuna e accompagnato a sentire quello che vuole conoscere più a fondo non per semplice simpatia o antipatia. Le materie principali sono: inglese, francese, tamil e sanscrito ma non è obbligatorio studiarle tutte. Viene naturalmente offerta la possibilità di approfondire le cosiddette “scienze esatte”, la matematica e le scienze sociali (storia, geografia, economia, filosofia). Un giorno alla settimana viene dedicato integralmente all’arte e i programmi vengono impostati trimestre per trimestre, in base a quanto decidono studenti e professori insieme.

L’alunno partecipa alla stesura del proprio curriculum formativo, supportato dai suggerimenti del docente.

Lo studente «ha anche modo di scegliere di relazionarsi con il docente che preferisce. Può chiedere, inoltre, di approfondire qualcosa di specifico, fuori programma o di essere coinvolto, per scopi formativi, in qualcuna delle tante attività che hanno luogo ad Auroville».

Poiché la Last School non rilascia diplomi, uno o due anni prima del termine degli studi i ragazzi si aggregano ad una scuola convenzionale, come il Lycée Français nella vicina Pondhicherry, oppure sostengono un esame a Chennai (capitale del Tamil Nadu) per ottenere il riconoscimento statale equivalente.

NB: I riferimenti ed i passi citati in questo paragrafo provengono dai seguenti siti:

www.aamterranuova.it/Genitori-e-Figli/Scuola-ad-Auroville; www.ilcambiamento.it/educare…/free_progress_educazione_gioia.html; www.ilcambiamento.it/educare…/free_progress_educazione_gioia.html, articolo di Antonella Verdiani del 19 Aprile 2011.




Auroville, la Città dell’Utopia

Auroville, la Città dell’Aurora, nasce nel 1968 nello stato indiano di Tamil Nadu. Fu fondata da Mirra Alfassa, chiamata semplicemente Mère, la Madre, che si basò sugli insegnamenti di Aurobindo.

 

È una città cosmopolita, universale e sperimentale, dove uomini e donne di ogni nazione, di ogni credo, di ogni tendenza politica possono vivere in pace ed in armonia. Lo scopo di Auroville è quello di realizzare l’unità umana, come risulta dalla prima dichiarazione pubblica rilasciata nel 1965.

 

Auroville vuole essere una città universale in cui donne e uomini di tutti i paesi siano in grado di vivere in pace ed in crescente armonia, al di là di tutte le credenze religiose, di tutte le idee politiche e di tutte le nazionalità. Lo scopo di Auroville è quello di realizzare l’unità umana” (Mère, in www.old.auroville.org/journals&media/outreach/PRESS%20sheet_it.pdf.).

 

Nel 1966, il progetto di Auroville fu presentato dal governo indiano all’assemblea generale dell’UNESCO e ivi appoggiato all’unanimità. Il 28 febbraio 1968 alcuni giovani in rappresentanza di 124 nazioni si radunarono per inaugurare la città.

La Carta istitutiva di Auroville recita quanto segue:

  • Auroville non appartiene a nessuno in particolare. Auroville appartiene a tutta l’umanità. Ma per vivere ad Auroville bisogna essere servitori volontari della coscienza divina.
  • Auroville sarà il luogo di un’educazione senza fine, di un progresso costante, di una gioventù che non invecchia mai.
  • Auroville vuole essere il ponte fra il passato e il futuro. Utilizzando i frutti di tutte le scoperte esteriori ed interiori, Auroville procederà con slancio verso le realizzazioni future.
  • Auroville sarà un luogo di ricerche materiali e spirituali con lo scopo di dare forma vivente alla vera unità umana (Mère, in www.old.auroville.org/journals&media/outreach/PRESS%20sheet_it.pdf.).

Per statuto, dunque, Auroville è la città dove l’educazione non ha termine, il progresso è costante, la giovinezza mai invecchia; un luogo «dove ognuno potrà vivere in pace, senza conflitti e rivalità tra nazioni, religioni e ambizioni; dove niente e nessuno avrà il diritto di imporre la propria come esclusiva verità» (dal messaggio di Meré del 28.2.1968, letto durante l’inaugurazione di Auroville).

 

Territorio e ambiente

Per costruire Auroville venne scelta un’area di venti chilometri quadrati di superficie in avanzato stato di desertificazione, dunque da sottoporre a rimboschimento e rigenerazione ambientale, con il risultato che l’area offre oggi un paesaggio verdeggiante, avvolta in un bosco tropicale che copre oltre la metà dei suoi 20 km quadrati.

L’agricoltura è biologica, l’energia pulita, lo sviluppo della città è avvenuto con l’utilizzo di tecnologie non inquinanti e di sistemi di produzione compatibili con un modello di energia sostenibile. Un esperimento pilota, in questo senso, è un concentratore di raggi solari, sferico, di circa 15 metri di diametro, montato sul tetto della Solar Kitchen (la “mensa” aurovilliana), la cui energia consente di cuocere una quantità di cibo tale da poter servire oltre duemila pasti al giorno. Numerosi altri sono i progetti all’avanguardia su temi importanti, come quelli per la riduzione ed il riciclaggio dei rifiuti, per migliorare la capacità di trattenimento dell’acqua di alcuni laghi artificiali della zona, identificare ed introdurre pratiche agricole con ridotto consumo dell’acqua.

Le quattro zone in cui è suddivisa (zone internazionale, culturale, industriale e residenziale) sono circondate da una fascia verde; al centro della città si trova un’enorme struttura di forma sferica, alta 29 metri e con un diametro di 36 metri, chiamata Matrimandir, che costituisce l’anima della città, un luogo dove decine di persone, ad ogni ora del giorno, si raccolgono in meditazione.

La centralità del Matrimandir simboleggia la centralità della ricerca interiore e sottolinea l’importanza della meditazione quale strumento di ricerca per l’evoluzione personale e collettiva.

 

Organizzazione sociale

Auroville è formalmente una fondazione al cui interno sono numerosi organismi.

Il Governing Board ha la responsabilità soprattutto della gestione e dello sviluppo della città e delle decisioni amministrative più importanti. Fanno parte di questo organismo anche funzionari governativi della Repubblica Indiana, che esercita funzione di controllo.

L’International Advisory Council supporta in vario modo il Governing Board. È composto da volontari disponibili a occuparsi delle necessità amministrative essenziali della città.

Nella Residents Assembly, l’assemblea di tutti gli aurovilliani che abbiano compiuto i 18 anni, si prendono “decisioni comuni” — preferibilmente all’unanimità — a partire da varie proposte.

Queste possono originare da liberi cittadini, “gruppi spontanei” o, soprattutto, “gruppi di lavoro”, che presiedono alle varie attività specifiche e ai quali sono delegate le scelte quotidiane.

La Residents Assembly -che vuole essere il cuore decisionale di Auroville- seleziona, tra i suoi membri, l’Auroville Council con funzione di coordinamento delle attività comunitarie.

Nell’ambito dell’Auroville Council troviamo il Working Commitee, riconosciuto come parte dello statuto legale di Auroville e considerato il corpo rappresentante dell’intera cittadinanza aurovilliana anche presso il parlamento indiano: un gruppo di sette persone selezionate con diverse formule, non ultima le classiche elezioni.

Esiste infine un Segretario della Fondazione, nominato dal Governo Indiano, che risiede ed ha un proprio ufficio ad Auroville.

In conseguenza del fatto che alle assemblee dei cittadini aurovilliani è difficile partecipino tutti, le decisioni prese non sono mai definitive e vengono comunicate con il settimanale interno — News and Notes — ed attraverso la auronet cittadina (Cfr. www.viverealtrimenti.com/auroville).

Concepita per arrivare ad ospitare 50.000 persone ne conta oggi poco più di 2300 appartenenti a 45 nazionalità diverse; esauritosi l’impulso sessantottino alla libertà e all’impegno dei primi anni continua comunque a crescere costantemente, seppur lentamente, da quasi cinquant’anni.

Per entrare a farvi parte è necessario sostenere due anni di prova, finalizzati a stimolare una scelta consapevole.

Economia e commercio

L’economia di Auroville, resa nota con bilanci trasparenti, pubblicati ogni mese sul giornale locale, è integrata in parte dal governo indiano, da Organizzazioni Non Governative indiane e straniere, dai suoi centri ed uffici di collegamento sparsi in tutto il mondo e dai contributi di individui che la sostengono in India e all’estero, oltre che, ovviamente, dai profitti provenienti dalle sue unità commerciali ed anche da quelli dei suoi stessi abitanti.

Questi ultimi sono occupati in varie attività nei settori agricolo, ambientale, delle energie rinnovabili, dell’educazione, della salute, della cooperazione con i villaggi circostanti, delle costruzioni, dell’elettronica, dell’amministrazione e del commercio; tali attività forniscono anche impiego e addestramento ad un gran numero di abitanti dei villaggi vicini, consentendo loro di migliorare il proprio tenore di vita e di acquisire preziose capacità professionali.

Ad Auroville viene praticata una economia solidaristica. Le persone impegnate nelle attività di Auroville sono tutti volontari che ricevono mensilmente un mantenimento di base, oppure provvedono ai propri bisogni, in parte o interamente, con le proprie risorse come contributo al progetto. Ognuno può scegliere il proprio lavoro aiutando la collettività e ne riceve in cambio l’essenziale per vivere, ma non circola denaro; quello che si guadagna viene in parte versato in un fondo comune che garantisce le necessità di base, scuola, mensa, sanità, abbigliamento essenziale, ed in parte accreditato su un conto personale, più o meno a seconda delle proprie esigenze, da cui ciascuno scala le spese per gli extra, senza prendere denaro.

Non esiste proprietà privata: ognuno si costruisce una casa a proprie spese o ne rileva una già esistente e, se vuole, ci rimane a vita; ma senza possederla, quindi senza poterla rivendere, perché gli edifici sono sempre intestati ad Auroville. Con lo stesso sistema funzionano le attività commerciali: chi le gestisce deve versare il 33 per cento dei proventi alla città e reinvestire nel business ciò che non gli è strettamente necessario per vivere.

Salute

L’Auroville Health Centre è attrezzato con servizi medici di base che provvedono alle necessità quotidiane della comunità, mentre suoi sette centri minori sono situati nei villaggi vicini; inoltre un certo numero di operatori sanitari di Auroville sono attivi in diversi altri villaggi per offrire servizi di pronto soccorso, consigli di educazione sanitaria di base e promuovere un’alimentazione più salutare.

Le metodologie di intervento sanitarie sono diverse e, oltre ai servizi medici allopatici, vengono impiegati l’omeopatia, l’ayurveda, la fisioterapia, l’agopuntura, il massaggio ed altre terapie alternative.

In conclusione

Auroville rappresenta uno dei più interessanti laboratori per il futuro dell’umanità, dove si sta svolgendo un esperimento di unità umana multinazionale.

Questa città combina ricerca interiore e sperimentazione di un modello di nuova società in un contesto eco-sostenibile, senza denaro, proprietà privata consumismo, gerarchie, polizia, fama, potere, competizione, spirito settario.

Ciascuno conduce la sua ricerca personale, senza santoni e senza riti. Naturalmente sussistono conflitti e debolezze, non è una realtà autosufficiente,: il sistema economico è misto, ancora parzialmente legato al mercato; trovare decisioni e soluzioni condivise è lungo e faticoso, ma andare avanti insieme viene ritenuta l’unica strada per superare le molte sfide di ogni giorno e gli attuali limiti della stessa natura umana.

Dunque è lecito pensare che gli aurovilliani, con il loro impegno a migliorare se stessi e il mondo, contribuiscono a concretizzare un sogno incredibilmente reale.

APPROFONDIMENTI

L’educazione ad Auroville




Aurobindo

Aravinda Ghose (Aurobindo) nasce a Calcutta il 15 agosto 1872; oltre che insegnante di Yoga fu poeta e scrittore di vasta produzione; la sua vita civile fu contraddistinta dal forte impegno politico nella causa per l’indipendenza dell’India. Il suo nome (“loto” in lingua bengali) viene anglicizzato in Aurobindo e proprio in Inghilterra, dove viene inviato all’età di sette anni, soggiorna per quattordici anni, durante i quali acquisisce una vasta conoscenza della cultura europea antica e moderna. Tornato in India, nel 1905 viene nominato Rettore dell’Università di Baroda, ma si dimette dalla carica per partecipare attivamente alla lotta politica in Bengala. Nel 1906 diventa il Rettore della neonata Università nazionalista e, nel corso dello stesso anno, assume la leadership del Partito nazionalista del Bengala. Nel 1907 viene denunciato per diffamazione e arrestato, ma il governo inglese è costretto a rilasciarlo senza riuscire a provare le accuse contro di lui. Nel 1908 viene nuovamente arrestato dalla polizia inglese e rinchiuso nel carcere di Alipore, dove resterà un anno in attesa del processo, dal quale uscirà nuovamente scagionato da ogni addebito. Nel 1910, avvertito dell’intenzione degli inglesi di arrestarlo nuovamente, si imbarca segretamente per Chandernagore, da dove proseguirà poi per Pondichèry, enclave dell’India francese a circa 130 chilometri da Madras, dove rimarrà fino alla fine della sua vita, il 5 dicembre 1950.

A Pondichèry la prospettiva di Aurobindo inizia ad essere più ampia e l’ideale di liberazione, da politico-indipendentista, si allarga all’intero consesso umano, trovando la sua vocazione più profonda.

Egli dedica esclusivamente le sue energie al suo percorso spirituale e alla ricerca di una esperienza completa, volta a sviluppare la sua concezione e la pratica dello “Yoga integrale”, in grado di unire in una sintesi virtuosa i due poli dell’esistenza, la Materia e lo Spirito.

Contrariamente alle tesi mistiche e religiose che predicano un aldilà al di fuori della vita terrena, egli sostiene un’ascesa spirituale che consiste in una discesa del potere dello Spirito nella Materia, allo scopo di trasformarla. Dunque il mondo manifesto non è un’illusione da rigettare a favore dell’ingresso in una dimensione ultramondana, ma il palcoscenico di una evoluzione spirituale, in funzione della quale la Coscienza Divina, celata nella Materia, si va progressivamente sviluppando: per Aurobindo nessun uomo è un dio, ma in ogni uomo c’è Dio e scopo della vita divina è manifestarlo.

Questo percorso di manifestazione della Conoscenza Divina è portatore di un radicale cambiamento nella materia e nella vita, anche dell’uomo, che è soltanto “un essere di transizione”, come esprime in una delle sue poesie.

Quando passeremo oltre la comprensione, avremo la Conoscenza. La ragione fu l’aiuto, la ragione è l’ostacolo.

Quando passeremo oltre la volontà, avremo il Potere. Lo sforzo fu l’aiuto, lo sforzo è l’ostacolo.

Quando passeremo oltre i piaceri, avremo la Beatitudine. Il desiderio fu l’aiuto, il desiderio è l’ostacolo.

Quando passeremo oltre l’individuo, saremo vere Persone. L’ego fu l’aiuto, l’ego è l’ostacolo.

Quando passeremo oltre l’umanità, saremo l’Uomo. L’animale fu l’aiuto, l’animale è l’ostacolo.

Trasforma la ragione in un’intuizione ordinata; che tutto in te sia luce. Questa è la tua mèta.

Trasforma lo sforzo in un flusso uniforme e sovrano di forza d’animo; che tutto in te sia forza cosciente. Questa è la tua meta.

Trasforma il piacere in un’estasi uniforme senza oggetto; che tutto in te sia felicità. Questa è la tua mèta.

Trasforma l’individuo diviso nella personalità cosmica; che tutto in te sia divino. Questa è la tua mèta.

Trasforma l’animale nel mandriano; che tutto in te sia Krishna. Questa è la tua meta.

Nella sua ricerca è accompagnato dall’aiuto di Mirra Alfassa, chiamata semplicemente Mère, la Madre, che visse trent’anni accanto a lui, ebbe la responsabilità e la direzione dell’ashram di Pondicherry e fondò Auroville basandosi sui suoi insegnamenti.

APPROFONDIMENTI

Auroville




Criticità sociali nel mondo contemporaneo

Evidenti sono ormai le criticità legate al modello di sviluppo adottato inizialmente in occidente e poi esportato in larga parte del mondo, nonché i riflessi negativi sulle società e sugli individui.

È chiara ormai l’impossibilità di continuare uno sfruttamento indiscriminato delle risorse del pianeta, erroneamente supposte come inesauribili, e di perseguire un modello di crescita economica infinita; si mostrano i danni ambientali provocati da un simile atteggiamento sull’ecosistema e, di conseguenza, anche le ricadute nefaste sull’uomo.

A causa della circolazione delle persone, tornano nei paesi sviluppati malattie che erano state debellate; la scienza, grazie ai suoi progressi, ne scopre di nuove e torna a mostrare i suoi limiti.

Hanno luogo guerre sanguinarie e cruente diffuse in molte regioni del mondo, dietro le quali si agita lo spettro di catastrofi nucleari e distruzioni di massa.

Nonostante la presenza di stati democratici il potere si accentra nelle mani di pochi, che gestiscono grandi capitali e tecnologie; aumentano disparità, iniquità sociale e povertà, così come la violenza tra gli individui e i rapporti tra poveri e ricchi sono sempre più conflittuali, in ogni parte del pianeta.

Grandi masse di persone che vivono nei paesi economicamente sottosviluppati, ancora alle prese con problemi basilari, inerenti alla sopravvivenza, richiedono con forza il loro diritto alla vita, attraverso la competizione sul mercato del lavoro, sfruttando la possibilità di salari bassi ma anche di costi minori dovuti a mancanza di garanzie e diritti dei lavoratori. La ricerca di una vita decente dà origine a fenomeni migratori di massa, con riflessi pesanti nei paesi di destinazione.

Gli abitanti delle società occidentali, invece, nonostante godano di un benessere materiale che copre abbondantemente i bisogni primari, mostrano sempre più insoddisfazione e sono ben lontani dalla felicità che sembrava promessa dallo sviluppo economico e dal progresso tecnologico.

La carenza di un quadro di riferimento condiviso e la diffusa mancanza di senso della vita provocano, da una parte, atteggiamenti nichilistici e carenza di motivazione, dall’altra, l’accentuarsi di un individualismo e di un relativismo che alimentano un concetto di libertà senza limiti, ove tutto è praticabile per coprire solitudine e vuoto esistenziale.

La prospettiva di vita è immersa in un’immanenza senza orizzonte, senza scopo, senza senso. L’uomo d’oggi è un essere scettico, senza passato né futuro; non più creatura privilegiata al centro dell’universo, si scopre gettato nel mondo in modo del tutto casuale.

La mancanza di legami profondi tra le persone porta all’esaltazione della retorica di una libertà di scelta che nasconde spesso irresponsabilità, incapacità di autodisciplina e sacrificio.

Unico dato oggettivo resta il senso di fatica, solitudine ed insoddisfazione di molti uomini del nostro tempo, così come il vuoto che si trova dentro le vite di tanti giovani oggi.

Da un modello di vita conseguente al raggiungimento dell’apice dello sviluppo capitalista, fortemente orientato alla crescita della produzione e del consumo di beni materiali, scaturisce sovente una cultura basata sull’abuso della produzione e sull’acquisizione di generi di consumo assolutamente slegati dalle necessità.

Molti individui vivono una tensione ininterrotta e nevrotica verso un piacere tanto superficiale quanto effimero, che alimenta una soddisfazione di breve durata; si accentuano modi di vivere in cui si ricerca in modo ossessivo la felicità, spesso basata su stili di vita e figure di successo e di prestigio sociale, che consentono di acquisire con la minor fatica possibile beni materiali, indipendentemente dalla loro reale utilità. Questi valori sono fortemente stimolati da una costante pressione dei mezzi di comunicazione.

Prevalgono i valori tecnico-economici e il successo è semplicemente misurabile in termini di denaro e di notorietà; la società si allontana dalle esigenze umane più profonde, marciando verso una crescente progressiva disumanizzazione, che vede gli uomini in vendita sul mercato del lavoro.

E’ dunque lecito ritenere che, per un miglioramento generale delle condizioni di vita e per un maggior benessere, è assolutamente necessario sviluppare un diverso modello sociale.

APPROFONDIMENTI

Verso un umanesimo cosmopolita

Dalla Società moderna all’Era globale

Il benessere

Lo Yoga per l’evoluzione sociale