Yoga e benessere
1.1 La ricerca del benessere
L’esistenza dell’essere umano viene stimolata da alcune pulsioni primarie che ne determinano parte importante dei bisogni, dei desideri e delle attività.
Come gli altri viventi, l’uomo ha innanzitutto l’impulso alla sopravvivenza individuale e della specie; da esso originano le funzioni fisiologiche essenziali, legate al funzionamento dell’organismo, quali l’alimentazione, la respirazione, la minzione, la defecazione, la copulazione.
In secondo luogo egli è mosso dal principio di piacere che lo induce a ottenere la soddisfazione immediata dei suoi bisogni e conseguentemente una condizione emotiva e psicologica di gratificazione; ne deriva anche il desiderio di ripetere analoghe esperienze. L’altro aspetto di questo principio consiste, ovviamente, nel cercare di evitare il dispiacere, che provoca dolore, tanto che questo impulso viene anche chiamato principio di piacere-dispiacere.
Il processo evolutivo, inteso come sviluppo mentale, sociale e culturale, dovuto all’interazione con gli altri esseri e l’ambiente, induce nel tempo l’uomo a comprendere l’importanza di rinunciare a volte alla gratificazione subitanea per ottenere successivamente vantaggi più importanti, in considerazione di una valutazione più ampia nel tempo degli effetti delle sue azioni, tramite la previsione delle possibili conseguenze.
Prende così corpo il principio di realtà, che consiste nel posticipare o rinunciare al desiderio di piacere immediato per conseguire un obiettivo più favorevole alle condizioni di vita.
Parallelamente allo sviluppo di società e stili di vita sempre più complessi, la ricerca di una condizione positiva dà vita a concetti complessi come quelli di Felicità, Salute, Qualità della vita.
Non è facile districarsi tra questi termini, perché il significato di queste parole varia nelle situazioni in cui sono usate; possono ad esempio essere specificati da diversi punti di vista (economico, sociologico, psicologico, ecc…), oppure valutati a seconda dei differenti contesti storici, sociali e culturali.
Può essere utile analizzarne alcune loro diffuse accezioni e i differenti aspetti che essi considerano, nonché successivamente alcuni meccanismi che essi producono.
1.2 Una buona vita
Come detto, esistono nell’ambito della società occidentale diversi approcci che esprimono l’intento di realizzare gratificazione, qui raggruppati sotto il termine di benessere (= stare bene). Le diverse declinazioni del benessere vanno dalle proposte degli antichi filosofi greci alla Dichiarazione di indipendenza americana, in cui è scritto che la felicità è un diritto inalienabile, fino agli attuali concetti di Felicità, Salute e Qualità della vita.
La felicità viene a volte intesa come un’emozione, un sentimento, uno stato d’animo piacevole e positivo conseguente alla soddisfazione di specifici desideri e bisogni, ma a questo termine vengono anche associati significati più vasti, che fanno riferimento alla soddisfazione derivante da una valutazione generale della vita, come nel caso di Fordyce, studioso di Psicologia Positiva, che individua i 14 fondamentali della felicità, caratteristiche che contraddistinguono le persone felici da quelle che non lo sono e che possono essere appresi e migliorati per essere più felici.
Alcuni di questi principi sono inerenti agli aspetti comportamentali delle persone, ovvero ciò che fanno concretamente per raggiungere il proprio benessere; altri sono cognitivi, ovvero riguardano i pensieri che favoriscono i comportamenti ritenuti importanti per determinare una condizione di felicità.
- Essere più attivi e tenersi occupati: investire le energie in attività coinvolgenti e piacevoli incrementa i sentimenti positivi e la soddisfazione personale.
- Passare più tempo socializzando: le persone più soddisfatte e felici hanno una buona vita sociale, in particolare se instaurano relazioni profonde e intime.
- Essere produttivi svolgendo attività che abbiano significato: cercare di raggiungere obiettivi e mete cui si dà valore favorisce la soddisfazione personale.
- Organizzarsi meglio e pianificare le cose: l’efficienza personale aumenta la soddisfazione, mentre procrastinare spesso deprime o induce sentimenti negativi come il senso di colpa.
- Smettere di preoccuparsi: la felicità di una persona aumenta quando diminuiscono i pensieri negativi e le persone felici si preoccupano molto meno della maggior parte della gente.
- Ridimensionare le proprie aspettative e aspirazioni: le aspettative difficilmente realizzabili o poco realistiche portano a frustrazione e delusione, al contrario vanno ricercate quelle più adatte alle nostre risorse e potenzialità, che diventeranno così più probabili da realizzare, favorendo soddisfazione e felicità. È utile dunque conoscere le proprie risorse e i propri limiti, in modo da domandare alla vita quello che si ha la capacità di ottenere.
- Sviluppare pensieri ottimistici e positivi: il pensiero positivo e l’ottimismo spingono a mettersi in gioco e ad agire, favorendo così la possibilità di realizzare i propri obiettivi; se pensiamo di poter realizzare qualcosa, siamo anche invogliati a darci da fare e questo comportamento aumenterà le probabilità di raggiungere ciò che desideriamo.
- Essere orientati al presente: pensare troppo al passato o al futuro, sia in positivo che in negativo, allontana dalle nostre risorse presenti, mentre stare invece più sul “qui e ora” aiuta a dare valore ad ogni giorno e a godere delle opportunità quotidiane.
- Lavorare ad una sana personalità: accettare noi stessi per quello che siamo, sia con pregi che con difetti e nel caso lavorare su aspetti di noi che non ci soddisfano, questo favorisce una buona immagine di sé; è necessario conoscersi, accettarsi, essere se stessi e volersi bene.
- Sviluppare una personalità socievole: avere relazioni sociali, soprattutto con persone che ci rinforzino positivamente, aiuta la propria autostima, oltre ad aumentare la probabilità di conoscere persone significative per la nostra vita.
- Essere se stessi: essere autentici e non “modificarsi” per piacere agli altri, in quanto questo genera ansia.
- Eliminare sentimenti negativi e problemi: accumulare pensieri e sentimenti negativi (rabbia, senso di colpa, risentimento, senso di inadeguatezza) porta a una condizione di infelicità.
- I rapporti intimi sono la fonte principale di felicità: è importante però che questi siano basati sul piacere e non sul bisogno per colmare un vuoto, altrimenti si crea solo una dipendenza dall’altro. Le relazioni tra persone felici si fondano sul piacere e il rapporto è espressione di pienezza, non di mancanza.
- Considerare la felicità la priorità numero 1: considerare la felicità una priorità nella vita di tutti i giorni e il suo raggiungimento come la maggior occupazione della vita è fondamentale per ottenerla.
Anche il concetto di Salute ha assunto ormai una dimensione globale che coinvolge non solo fattori economici e/o professionali, ma anche aspetti psico-fisici, mentali, sociali e spirituali. Da tener presente, in proposito, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato nel 1948 che la Salute è “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o di infermità”.
Essa si ottiene quando gli individui sviluppano e mobilitano al meglio le proprie risorse, in modo da soddisfare prerogative sia personali, sia esterne.
Secondo il sociologo americano Laurence Wylie, la salute è vista come “l’adattamento perfetto e continuo di un organismo al suo ambiente” (1970); la chiave “adattativa” introduce così il concetto di equilibrio, in base al quale la salute non è uno “stato” ma una condizione dinamica di equilibrio, fondata sulla capacità del soggetto di interagire con l’ambiente in modo positivo, pur nel continuo modificarsi della realtà circostante.
Il concetto di Qualità della Vita (QdV), inizialmente più collegato ad aspetti in maggior parte materiali ed economici, ha assunto oggi una valenza multidimensionale e fa riferimento al complesso dei fattori che determinano condizioni di vita di benessere complessivo, considerato in relazione all’ambiente, al livello culturale, al rapporto tra individuo e mondo esterno e a ogni altro aspetto della vita personale e collettiva.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito il concetto di Qualità della Vita come la percezione che le persone hanno della propria collocazione nella vita, in riferimento al contesto culturale, al proprio sistema di valori, ai propri obiettivi, alle aspettative e agli interessi. Si riferisce quindi allo stato di salute fisico e psicologico di ogni singolo individuo, al livello di indipendenza, alle relazioni sociali, alle credenze personali e al rapporto con il proprio ambiente di vita. Si evince quindi come la Qualità della Vita sia un concetto del tutto soggettivo, proprio di un determinato contesto. La Qualità della Vita denoterebbe quindi il modo in cui ogni individuo sente e vede soddisfatti i propri bisogni e la possibilità di raggiungere la felicità e realizzazione personale, a prescindere dal proprio stato di salute e dalle condizioni sociali ed economiche.
Sempre secondo l’OMS ci sarebbero sei ambiti principali a cui fa riferimento la Qualità della Vita:
- ambito fisico: come per esempio stanchezza, stress, energia;
- ambito psicologico: riferito ad esempio agli stati d’animo e sentimenti;
- livello di indipendenza: per esempio lavoro, mobilità, disoccupazione;
- relazioni sociali: che favoriscano un buon supporto sociale;
- ambiente: per esempio l’accessibilità ai vari servizi, tra cui quelli sanitari;
- credenze personali: per esempio sulla spiritualità, sul senso della vita.
I concetti considerati in precedenza suppongono dunque che il benessere si possa ottenere raggiungendo alcuni obiettivi che, intimamente legati tra loro, prendono in considerazione numerosi aspetti della vita.
Tali obiettivi possono essere materiali ed immateriali, comportamentali e cognitivi, oggettivi (misurabili) e soggettivi (la cui valutazione è affidata soprattutto al singolo individuo), nonché in funzione del rapporto tra l’individuo, la società e l’ambiente.
Ciò che accomuna quanto esposto in precedenza è evidentemente la convinzione di poter migliorare la propria condizione, modificando la situazione di partenza per raggiungerne una più soddisfacente nel suo complesso.
1.3 La via della pace
I modelli del benessere precedentemente esposti hanno avuto grande diffusione in tutto il mondo; essi presentano però un aspetto particolarmente problematico che nasce dal desiderio di cercare di conseguire benessere tramite il raggiungimento di obiettivi specifici gratificanti.
Innanzitutto non sempre riesce di conseguire gli obiettivi prefissati, anche in caso di corrette valutazioni iniziali, per l’intervento di altri fattori non dipendenti dalla propria volontà; ciò causa spesso sofferenza e frustrazione.
Se raggiunti, comunque, tali obiettivi a volte non rispondono esattamente alle aspettative iniziali, provocando così la delusione dovuta al constatare la differenza tra le aspettative e la loro concreta, reale attuazione; questo causa delusione.
Ma anche in caso di sufficiente rispondenza alle aspettative e di un adeguato livello di gratificazione, un po’ di tempo dopo il raggiungimento di quanto desiderato, spinti dal desiderio di conseguire nuovo piacere, si riparte inevitabilmente per raggiungere nuovi traguardi, legando sempre al domani, un tempo futuro, la nostra aspettativa di felicità completa; questo meccanismo determina una certa dose di insoddisfazione del presente, a cui sembra sempre mancare qualcosa.
Infine, quando si concretizza qualcosa di desiderato ci si sforza di mantenerlo a qualsiasi costo, anche quando la situazione cambia ed esso non risponde più alle mutate esigenze; anche questo atteggiamento che si può definire di “attaccamento” può diventare motivo di tensione e di contrasto interiore e con l’esterno.
Tutte questi meccanismi, in ultima analisi, costituiscono possibili fonti di insoddisfazione e malessere, così come l’aspettativa di una felicità pressoché ininterrotta e non disturbata da momenti critici di malessere e sofferenza, che, prima o poi, la vita inevitabilmente propone.
Caratteristiche diverse ha invece un’altra ricerca umana, sviluppatasi soprattutto in oriente, che, piuttosto che cercare lo sviluppo del benessere attraverso la gratificazione e la sua ripetizione, si è concentrata sulla possibilità di eliminare la sofferenza. Esemplari, al riguardo, gli orientamenti di dottrine quali l’Induismo e il Buddismo.
La differenza tra lo sviluppo del benessere, attraverso un cammino di miglioramento con un progresso lineare e continuativo nel tempo e l’eliminazione della sofferenza è tutt’altro che banale. Molte ricerche che per comodità chiameremo orientali, ma presenti anche in occidente, hanno sottolineato la transitorietà e l’impermanenza di ogni situazione e il continuo mutamento delle condizioni di vita, che naturalmente riguarda anche il succedersi ciclico di benessere e malessere, considerate dunque due facce della stessa medaglia, intrinsecamente legate con continua, inevitabile alternanza. Piuttosto dunque che cercare di implementare il benessere ci si è chiesto se era possibile, e come, liberarsi da questa ciclicità e conseguentemente dalla sofferenza.
Frutto di questa ricerca la scoperta della possibilità per l’uomo di trovare stabilità in una pace che va al di là del benessere e del malessere, in una condizione che consiste nel centrarsi in uno stato di quiete interiore, con la quale affrontare con serenità d’animo l’alternarsi delle diverse situazioni.
Questa acquisizione appartiene soprattutto, anche se non esclusivamente, alla realizzazione di quella che può essere chiamata una Dimensione Spirituale, che consiste in un particolare stato di coscienza, di cui si tratterà più avanti.
In tale condizione si può vivere con gioia, senza bisogno di legare la propria felicità al raggiungimento di obiettivi particolari, ma assaporando ogni momento con pienezza e consapevolezza e affrontando con serenità e lucidità i problemi posti dalla vita. Senza rinunciare a progettare obiettivi gratificanti, ma ancor più coltivando la quiete interiore.
Lo Yoga è, per l’appunto, una disciplina che nasce con l’obiettivo di realizzare tale Dimensione Spirituale: una via per la Pace. Ciò è evidente almeno per quanto riguarda le sue formulazioni originarie.