SEMINARI E STAGE
La Meditazione qui e ora – febbraio 2020 (clicca qui)
* * * * *
EDUYOGA CAMP
Soggiorno residenziale al Casale dell’Utopia – settembre 2019 (clicca qui)
* * * * *
NEWSLETTER
SEMINARI E STAGE
La Meditazione qui e ora – febbraio 2020 (clicca qui)
* * * * *
EDUYOGA CAMP
Soggiorno residenziale al Casale dell’Utopia – settembre 2019 (clicca qui)
* * * * *
NEWSLETTER
In un mondo in cui aumenta vertiginosamente la circolazione di persone e a livello planetario si incontrano e vengono a contatto differenti culture è fondamentale sviluppare atteggiamenti e comportamenti volti ad evitare che questo movimento non dia adito a scontro, ma costituisca occasione di scambio e di reciproco arricchimento.
In questo impegno di avvicinamento tra gli uomini, proprio l’aspetto spirituale, che costituisce una delle tante facce dell’esperienza e conoscenza umana, merita un ripensamento ed una nuova analisi alla ricerca di un possibile contributo tramite una spiritualità che ispiri, attraverso i suoi valori, azioni di ricerca e di sperimentazione che pragmaticamente offrano soluzioni per superare le attuali criticità sociali dell’Era globale.
Può essere grandemente utile sviluppare una spiritualità che non necessita dell’adesione a nessun credo religioso, e che al tempo stesso non lo escluda, che non è necessario catalogare con nessuna formula e che possa essere patrimonio di chiunque, che si esprima in fatti concreti, in azioni e comportamenti di tutti i giorni che aiutino il cammino degli esseri umani; che si fondi sulla reale aderenza al principio dell’Unità degli esseri e al suo basilare valore, che è quello dell’”amore universale” e della fratellanza espressa in sentimento di vicinanza, comunione, condivisione e coesione tra gli esseri.
Questi valori della comunità umana devono guidare le scelte, orientare il desiderio, fornire il senso di ogni attività, costituire oggetto fondamentale di trasmissione educativa.
Il ruolo della spiritualità, oggi, può pertanto essere quello di fornire un senso di appartenenza che dà una forza che supera le capacità meramente individuali e una visione che aiuta a porre i prodotti della tecnica al servizio degli uomini, piuttosto che viceversa.
In questo senso lo Yoga, il cui aspetto spirituale ne costituisce il cuore, può supportare lo sviluppo di individui che, migliorando se stessi e le loro relazioni con il mondo che li circonda, siano portatori di maggior benessere.
APPROFONDIMENTI
Verso un umanesimo cosmopolita
Dalla società moderna all’Era globale
Nella Bibbia (Genesi XI 1-9) viene descritta la costruzione della Torre di Babele, un edificio con cui gli uomini, che fino a quel momento avevano condiviso il medesimo linguaggio, provarono a ergersi verso il cielo e raggiungere Dio.
Questi però li separò introducendo linguaggi tra loro diversi, provocando incomprensione e confusione, nonché la loro dispersione per il mondo.
Il termine Babele dunque, in senso figurato, rappresenta la confusione e viene utilizzato non a caso anche nel linguaggio comune con questa accezione.
Questa narrazione, per alcuni aspetti, ricorda l’attuale situazione delle culture umane e delle singole specificità, che, essendosi sviluppate a dismisura, spesso evidenziano difficoltà di comprensione reciproca.
È oggi necessario, nell’attuale società globalizzata, comprendere i legami tra i diversi saperi e trovare un filo comune che possa aiutare la loro interazione per agevolare il cammino di tutta l’umanità.
APPROFONDIMENTI
L’Educazione che qui interessa considerare è quella che si riferisce alla possibilità di sviluppo di esseri umani maturi ed equilibrati, interessati alla costruzione di uno sviluppo armonioso della vita tramite la collaborazione con i propri simili.
Infatti, come ha detto B. Russell, “l’educazione dovrebbe inculcare l’idea che l’umanità è una sola famiglia con interessi comuni. Che di conseguenza la collaborazione è più importante della competizione.”
È evidente oggi la necessità di una ridefinizione dell’educazione nel senso più ampio possibile, volta allo sviluppo della persona e alla sua realizzazione completa nel mondo.
L’educazione dovrebbe servire, infatti, a sviluppare la capacità di guardare la realtà nella sua interezza, relazionandosi anche con ciò che è fuori ognuno di noi, in un percorso di incontro con l’altro, orientando la crescita della persona per un sempre più completo e armonico dispiegamento del suo agire e della sua presenza nel mondo.
L’uomo educato è quello capace di trovare il senso della sua vita, e di avere una visione unitaria di se stesso, degli altri, del mondo.
In questa direzione vanno già alcuni concetti di educazione della pedagogia contemporanea, come quello svolto dal pedagogista contemporaneo Meirieu in Frankenstein educatore.
L’educazione deve centrarsi sulla relazione del soggetto con il mondo.
Il suo compito è fare di tutto perché il soggetto entri nel mondo e riesca a stare in piedi sulle proprie gambe, si appropri delle domande che hanno costituito la cultura degli uomini, assimili i saperi che gli uomini hanno elaborato come risposte a queste domande e li sovverta con le proprie risposte, nella speranza che la Storia balbetti un po’ meno e respinga con un po’ più di ostinazione tutto ciò che rovina l’uomo. Questo è lo scopo dell’impresa educativa: che colui che viene al mondo sia accompagnato nel mondo e si addentri nella comprensione del mondo, che sia introdotto in questa comprensione da quelli che lo hanno preceduto… introdotto, ma non plasmato; aiutato, ma non fabbricato. Perché alla fine, secondo la bella formulazione che Pestalozzi propose nel 1797 – e che è, finalmente, l’esatto opposto del progetto di Frankenstein – egli possa “farsi opera di se stesso”.
Non è un caso che quanto sopra presenti notevoli analogie con la seguente affermazione di un’importante esponente della cultura orientale, quale J. Krishnamurti.
Vi siete mai chiesti quale sia il senso dell’educazione? Perché andiamo a scuola, perché impariamo varie materie, perché facciamo esami e gareggiamo fra di noi per avere i voti migliori? Qual è il significato della cosiddetta educazione, qual è la sua vera funzione? Si tratta di un interrogativo realmente importante, non solo per gli studenti, ma anche per i genitori, per gli insegnanti e per chiunque ami questo nostro pianeta. Perché affrontiamo la lotta che il ricevere un’educazione comporta? E’ semplicemente allo scopo di superare qualche esame e trovare lavoro? Oppure la funzione dell’educazione è di prepararci, quando siamo giovani, a comprendere il processo della vita nella sua interezza? (J. Krishnamurti in La ricerca della felicita’)
Questa preparazione alla vita dovrebbe essere l’obiettivo primario dell’educazione.
“Nell’Antichità i maestri di saggezza sono persuasi che la saggezza, almeno al suo livello umano, si possa insegnare; che sia possibile, per coloro che ne hanno la stoffa, trasformarsi, diventare migliori, acquisendo un sapere e dedicandosi ad esercizi appropriati. Oggi, ci sembra solo un’illusione e che sia impossibile imparare la saggezza – dimenticando che è esattamente a questa trasformazione della personalità che l’intero sistema educativo spera di pervenire.” (J. Schlanger in Come vivere felici).
Per questo è importante curare uno sviluppo completo dell’individuo e della sua capacità di affrontare con saggezza le sfide della vita.
Proprio l’ottica globale in cui si pone può indurre a considerare lo Yoga un metodo educativo per lo sviluppo completo dell’individuo e di una personalità equilibrata e armoniosa; uno strumento al servizio di una educazione evolutiva, che consenta di affrontare al meglio il presente ed il futuro, facendo tesoro dell’esperienza del passato per affrontare con saggezza le sfide della vita.
Lo Yoga è infatti scuola di se stessi e di vita; è un percorso di conoscenza che intende fornire un metodo, un atteggiamento, per affrontare qualsiasi situazione e crescere, trovando ogni momento in se stessi la risposta migliore.
Questa disciplina dispone di tecniche che, praticate, insegnano a conoscersi e ad evolvere consapevolmente. È questo un suo grande punto di forza: non usare solo la riflessione, ma attraverso la cura del corpo, delle emozioni, del respiro, del pensiero, condurre gradualmente ad una più completa integrazione delle parti dell’essere, utile per migliorare il quotidiano di chiunque lo voglia, ovunque si trovi.
APPROFONDIMENTI
La ricerca del benessere (= stare bene) è un tema intrinsecamente legato all’esistenza umana.
Le considerazioni al riguardo nell’ambito delle società occidentali vanno dalle proposte degli antichi filosofi greci fino alla dichiarazione di indipendenza americana, in cui è scritto che la felicità è un diritto inalienabile.
Nelle moderne società cosiddette sviluppate il raggiungimento del benessere è sovente ritenuto conseguente al raggiungimento di obiettivi, quali generalmente il possesso di una crescente quantità di beni materiali o l’occupare posizioni sociali di rilievo.
Soprattutto in oriente, invece, si è sviluppato maggiormente il concetto di un benessere interiore legato alla ricerca di una pace e di un appagamento indipendenti dal successo sociale e materiale, una serenità che faccia non solo godere di ciò che è piacevole, ma anche affrontare le difficoltà, consapevoli dell’alternarsi naturale di entrambe queste situazioni.
Un esempio è la condizione di realizzazione, obiettivo dello Yoga, che si consegue centrandosi nel Sé interiore: si acquisiscono così imperturbabilità, equanimità e pace, si vive in armonia con gli altri esseri e la vita intera.
Il benessere, per lo Yoga, è dunque frutto della quiete interiore, centrati nella quale si può ricostruire un nuovo equilibrio al continuo mutare delle situazioni ed esprimersi al meglio in ogni momento, vivendo con generale soddisfazione.
APPROFONDIMENTI
Felicità, benessere, salute, qualità della vita
La Qualità della Vita per l’OMS