Meditazione sui chakra
Si può meditare su uno o più chackra, approfondendo la sua conoscenza e stimolandone le funzioni
Si può meditare su uno o più chackra, approfondendo la sua conoscenza e stimolandone le funzioni
Consiste nel far risuonare, a voce o mentalmente, la A all’altezza dell’addome, la U all’altezza del torace e la M in alto, al centro della testa. Il suono può essere unificato nel’unica vibrazione OM.
Gli insegnamenti e le tecniche dello Yoga originario, tramandate da migliaia di anni e rielaborati nel corso dei secoli, si basano su una visione unitaria dell’essere e sulla interrelazione tra parti in cui lo possiamo considerare: il corpo, la mente e l’anima, componente quest’ultima che riverbera in ogni individuo il rapporto di unione con la vita.
Corpo, mente e anima sono tre aspetti diversi di uno stesso individuo, che, collegati tra loro, interagiscono; tale divisione è dunque convenzionale.
L’effetto delle pratiche e tecniche yoga interessa ognuna di queste componenti; nonostante ciò, si può attribuire a singole tecniche e pratiche, o a gruppi di esse, un impatto più immediatamente sensibile su alcuni aspetti: psicofisico o energetico, che riguarda il corpo fisico e quello energetico (pranico); mentale, relativo alle attività e ai processi mentali; spirituale, che prende in considerazione il rapporto con l’Uno, dimensione onnicomprensiva, che indica l’unità di tutte le manifestazioni dell’esistenza, la Vita nella sua totalità.
EduYoga si occupa della cura del corpo, della mente e dell’anima; di conseguenza, in relazione alle tre parti, si parla di educazione psicofisica, educazione mentale e educazione spirituale.
Questa tripartizione riecheggia le tre componenti principali dell’essere secondo la filosofia dei Veda, antico testo induista, che con la parola sanscrita Satchitananda, composta da “sat”, “cit” e “ananda”, esprime i tre aspetti della “Realtà ultima e unitaria”: esistenza, conoscenza e beatitudine (sat, cit e ananda).
Le tre parti del metodo Eduyoga sono parti di un processo di evoluzione fondato sullo sviluppo della Consapevolezza, che è alla base di tutte le fasi di questo percorso e ne costituisce l’essenziale complemento.
Solo una evoluzione consapevole consente un cambiamento che vada nel senso da noi desiderato e ci permette di migliorare il nostro benessere, l’equilibrio personale e l’armonia con la vita.
L’esposizione del metodo EduYoga è anche suddivisa in contenuti teorici, pratiche e tecniche; tale distinzione risponde a una mera comodità espositiva, poiché la conoscenza teorica si trasforma in azioni conseguenti e le pratiche e le tecniche apportano nuove conoscenze.
1) L’educazione psicofisica
Consiste nella cura del corpo e dell’energia.
Si fonda soprattutto sulla concezione e sulle tecniche dell’Hatha Yoga.
Le tecniche e le pratiche per l’educazione psicofisica sono principalmente:
2) L’educazione mentale
Consiste nella cura della mente.
Si fonda soprattutto sulla concezione e sulle tecniche dell’Astanga Yoga.
Le tecniche per l’educazione mentale sono principalmente:
3) L’educazione spirituale
Consiste nella cura dell’anima.
Per lo Yoga l’anima è la componente individuale di energia più sottile in cui si riflette la percezione dell’appartenenza all’Uno, al Tutto, alla Vita nella sua dimensione onnicomprensiva.
Essa consente di godere della meravigliosità e del piacere dell’esistenza.
L’individuo non può godere di un benessere profondo se oltre a perseguire una realizzazione personale non ha cura della sua realizzazione nel mondo e della sua armonia con gli altri viventi e con la natura, perché egli non è isolato dai fenomeni a lui esterni, ma vive in continua relazione con essi ed è parte di essi.
La consapevolezza di una realtà onnicomprensiva e la ricerca di sintonia e di integrazione con la vita viene espressa con particolare forza nello Jnana, nel Karma e nel Bhakti Yoga.
Le tecniche per la cura dell’anima sono:
4) Lo sviluppo della Consapevolezza
Lo sviluppo della Consapevolezza porta alla conoscenza delle parti più profonde dell’essere, fino a conoscere lo Spirito, la Coscienza, la Consapevolezza stessa, termini equivalenti che indicano l’essenza di ogni cosa e al tempo stesso il Sé più intimo di ogni essere.
Si coltiva praticando attenzione, concentrazione e attitudine meditativa.
Tabella riassuntiva del metodo EduYoga
| EduYoga (suddivisioni) | Riferimenti | Tecniche |
| Educazione psicofisica | Hatha yoga | tecniche di respirazione, posizioni e sequenze, rilassamento, abitudini salutari e igiene, adeguata alimentazione, orientamento morale, riflessioni e meditazioni sull’energia. |
| Educazione mentale | Astanga yoga | tecniche di respirazione complesse (pranayama), tecniche di concentrazione, tecniche di meditazione, riflessioni e meditazioni sulle attività mentali. |
| Educazione spirituale | Jnana yoga Bhakti yoga. Karma yoga | Studio, riflessioni e meditazioni su principi e valori e sulla verità individuale e universale, pratica di condivisione e amore, pratica di riflessioni e meditazioni sul giusto agire. |
| Sviluppo della Consapevolezza | Astanga yoga | pratica di attenzione, concentrazione e attitudine meditativa, riflessioni e meditazione sulla Consapevolezza. |
Nonostante l’insegnante di Yoga non si sostituisca al medico, cui istituzionalmente è affidata la cura della salute, alcune tecniche, tramite il miglioramento della circolazione energetica, possono stimolare le reazioni positive ed i processi di autoguarigione dell’organismo, rivelandosi un utile contributo per affrontare disturbi e patologie e ripristinare buone condizioni di salute, che aiutano il percorso evolutivo.
Come ogni strumento che provoca effetti, però, non sempre la pratica delle tecniche è esente da pericoli: ognuna delle pratiche può presentare controindicazioni, in particolare in caso di disturbi e patologie, che è bene tenere in attenta considerazione
È dunque importante, prima di cominciare la pratica dello Yoga, essere a conoscenza delle proprie condizioni di salute; così come è altrettanto importante informarne l’eventuale insegnante, affinché questi adotti le opportune cautele
In generale, alle tecniche va applicato quanto di seguito esposto.
Per quanto riguarda le tecniche psicofisiche, ogni posizione (asana) ha specifiche controindicazioni in presenza di patologie fisiche (deviazioni della colonna vertebrale, pressione sanguigna irregolare, disturbi cardiaci, ecc…). Indicazioni dei benefici e controindicazioni riguardanti alcune asana sono contenute nel sito www.yogapereducare.it. (link: Posizioni)
Le tecniche respiratorie più complesse (Pranayama), oltre a necessitare di un apparato respiratorio in buone condizioni, agiscono fortemente sul sistema nervoso, pertanto è da tenere in massima considerazione lo stato di salute del medesimo e vanno comunque praticate con grande attenzione.
Le tecniche di concentrazione e meditazione (Dharana e Dhyana) oltre alle cautele indicate per le precedenti tecniche, richiedono un sufficiente equilibrio mentale.
Tutte le tecniche vanno apprese possibilmente sotto la supervisione di una guida esperta.
Le tecniche vanno praticate con prudente progressione.
Va innanzitutto curato lo scioglimento della colonna, di primaria importanza, poiché in sua prossimità si trovano i principali canali e centri di scorrimento dell’energia.
All’inizio particolare attenzione andrà prestata alle condizioni delle curve cervicali e dorsali, di fondamentale importanza nell’architettura della colonna per la loro funzione di sostegno del corpo nella posizione eretta. Per ripristinare una loro corretta mobilità potranno essere usati anche esercizi non strettamente consistenti in asana, ma da praticare il più possibile con le stesse modalità di respirazione consapevole e attenzione interiore.
Successivamente si potranno introdurre asana più tonificanti, che sono più impegnative.
I Pranayama vanno praticati dopo aver acquisito la padronanza di esercizi di respirazione controllata più semplici.
Le tecniche di concentrazione e meditazione vanno praticate dopo avere appreso un sufficiente livello di rilassamento.
La durata delle tecniche verrà aumentata progressivamente; ciò ne aumenterà l’efficacia.
È fondamentale praticare con il corretto atteggiamento psicologico che consiste nell’allontanare qualsiasi pensiero e concentrarsi completamente nel momento presente (essere nel qui e ora).
L’attenzione va portata al proprio interno, come a guardarsi dal di dentro; per approfondire il processo di conoscenza interiore ci si può aiutare seguendo il percorso interno del respiro.
Per tutta la durata delle sequenze di posizioni è importante respirare lentamente e ritmicamente con il naso, a meno di diverse, particolari indicazioni.
Durante le tecniche vanno sviluppate la capacità di osservazione e di ascolto per sviluppare una conoscenza diretta non filtrata dalla presenza di concettualizzazioni.
EduYoga è un metodo per migliorare il proprio benessere e conseguentemente il benessere della comunità di cui si è parte. Ha l’obiettivo di educare il praticante a realizzarsi con generale soddisfazione, esprimendosi in ogni momento della vita con la miglior sintonia possibile al mutare delle situazioni.
È una guida per una vita migliore, un percorso di evoluzione e di cambiamento consapevole, nel rispetto delle proprie esigenze e di quelle dell’ambiente circostante; in tale percorso è considerato essenziale lo sviluppo di una sempre maggiore armonia tra il praticante e la Vita, del quale è parte. Così l’evoluzione dell’individuo è al tempo stesso evoluzione del mondo.
EduYoga si basa su teorie e tecniche dello Yoga delle fonti originarie; usa infatti conoscenze e pratiche di varie “vie”: Bhakti yoga, Karma yoga , Jnana yoga, Raja yoga, Astanga yoga e Hatha yoga; i principali testi di riferimento sono costituiti da Baghavad Gita, Yogasutra, Hatha Yoga Pradipika, Gheranda Samhita e Siva Samhita. In questo contesto pertanto i termini EduYoga e Yoga possono essere usati indifferentemente.
Esso promuove una scuola di vita centrata nella ricerca di equilibrio, così come lo Yoga viene descritto nella Bhagavad Gita.
“Lo Yoga è armonia. Non è per chi mangia troppo, né per chi mangia troppo poco; non è per chi dorme troppo poco, né per chi dorme troppo. Esso è armonia nel mangiare e nel riposare, nel sonno e nella veglia; è l’equilibrio in qualunque cosa si stia facendo. Questo è lo Yoga che dà sollievo a tutti i dolori.”
L’aria è elemento di essenziale importanza per l’uomo, alla base della sua stessa vita: essa comincia con una ispirazione e termina con un debole sospiro. Gli yogi da sempre sostengono che una buona qualità del respiro, oltre a fornire energia e vitalità, si riflette positivamente sullo stato emotivo. A conferma di ciò basti pensare ad alcune evidenti connessioni tra respiro, emozioni e stati d’animo: il respiro irregolare ed ansimante della sofferenza, i sospiri di sollievo, il trattenere il respiro in momenti di attesa o il restare senza fiato per l’emozione.
Benché la respirazione sia spontaneamente regolata dal sistema nervoso, come il battito cardiaco e la circolazione sanguigna, gli yogi hanno a lungo lavorato sulla possibilità di modificare volontariamente la funzione respiratoria, usando questa capacità per controllare non solo la sfera emotiva, ma anche alcune funzioni metaboliche e persino l’attività cerebrale.
La pratica yoga è pertanto caratterizzata da numerose, importanti e salutari attività respiratorie, volte a passare dalla respirazione automatica, non consapevole, che è quella che abitualmente pratichiamo, a respirazioni coscienti e controllate, fino alle sofisticate tecniche del pranayama.
APPROFONDIMENTI
Dalla respirazione al pranayama
Ci si sdraia in una posizione di rilassamento (vedi http://www.yogapereducare.it/2017/07/07/foto-delle-posizioni-di-base/)
Si rilassano tutte le parti del corpo, dal basso verso l’alto: i piedi, le gambe, il busto e gli organi interni, le braccia e le mani, la testa
Si lasciano allontanare tutti i pensieri, senza seguirli
Si immagina che la pelle, i muscoli, le ossa, ogni cellula del corpo assorba energia, in forma di punti luminosi o di fasci di luce
Si percepisce tutto il proprio corpo che si riempie di luce e di energia, fino a vederlo avvolto in una sfera di luce e di energia, il corpo energetico o pranico.
Ci si sente avvolti da una sensazione di benessere e di calore
Ci si abbandona rilassandosi completamente
Quando vogliamo ci si risveglia dolcemente respirando via via sempre più profondamente, aprendo e chiudendo le dita delle mani, stirando le gambe, aprendo gli occhi
Successivamente ci si continua a stirare anche allungando le braccia.
Senza alcuna fretta, quando vogliamo, ci si gira di lato e si va a sedere
La Respirazione a sezioni e la Respirazione completa
Con la pratica della Respirazione a sezioni si impara a distinguere le differenti funzioni della respirazione toracica (tonificante) e della respirazione addominale (rilassante), oltre che a riempire completamente i polmoni con la respirazione apicale o clavicolare.
Si può così, successivamente, effettuare correttamente la Respirazione completa, con la quale ci si rifornisce di una adeguata quantità di aria e di energia; respirando in modo lento e profondo, inoltre, si otterrà maggiore tranquillità emotiva e mentale. L’apparato respiratorio migliorerà la sua elasticità.
La regolarità del respiro verrà da una parte applicata nell’esecuzione delle asana, migliorando la calma e l’interiorizzazione delle posizioni, dall’altra costituirà il presupposto per la pratica delle Respirazioni particolari e del Pranayama.
RESPIRAZIONI PARTICOLARI
La Respirazione del Saluto al Sole agisce in modo benefico sulla zona viscerale e su quella tiroidea e agevola lo scorrimento di energia lungo la colonna vertebrale e i principali canali energetici. La si esegue dilatando addome e zona del collo (sollevando la testa) in inspirazione e contraendo le stesse due zone in espirazione.
La Respirazione tonificante spinge l’energia verso le estremità del corpo. La si esegue in apnea a polmoni pieni spingendo con forza le braccia in avanti e indietro.
La Respirazione vivificante scarica tensioni e favorisce un forte flusso di energia dal basso verso l’alto. La si esegue inspirando lentamente con il naso ed espirando con vigore a bocca aperta. Si può accompagnare i due movimenti respiratori con il movimento delle braccia in apertura e chiusura.
La Respirazione addominale controllata consiste nel respirare solo muovendo l’addome, riempiendolo in inspirazione e svuotandolo in espirazione, spingendo con decisione la parete addominale e gli organi interni dell’addome verso l’interno, verso la colonna vertebrale. Si eseguirà così un benefico massaggio della zona viscerale e si migliorerà il controllo della zona addominale; è propedeutica all’apprendimento di Uddiyana bandha, che sarà in seguito sfruttato per ottimizzare gli effetti del Pranayama
Agni Sara consiste nel trattenere il respiro a polmoni vuoti, muovendo la zona addominale in fuori e in dentro; si interrompe quando è necessario inspirare nuovamente.
La Respirazione ritmica stimola tranquillità emotiva e quiete mentale; la si esegue guidando il respiro verso una maggiore regolarità e ampiezza, con controllo progressivo dei tempi delle quattro fasi. E’ propedeutica alla pratica dei pranayama veri e propri. Possiamo distinguere due esercizi: la Respirazione (ritmica rettangolare) e la Respirazione (ritmica) quadrata.
Respirazione (ritmica rettangolare)
Va eseguita preferibilmente in posizione seduta, con la schiena eretta e le gambe incrociate. in alternativa anche seduti su una sedia.
Va terminata quando si avverte stanchezza dell’apparato respiratorio, tensione emotiva o mentale, caduta sensibile dell’attenzione.
Dopo aver terminato respirare normalmente; quando pronti si può ripetere un altro ciclo.
Avvertenze
Il respiro deve essere sempre più lento, sottile e profondo.
Va evitata qualsiasi tensione in tutte e 4 le fasi
L’espirazione deve essere completa
Esecuzione
1 Respirare eseguendo una respirazione lenta e profonda sia in inspirazione che in espirazione
2 Osservare le 4 fasi del respiro
3 Far diventare quanto più possibile di uguale durata inspirazione ed espirazione e successivamente i due momenti di apnea, aumentandone la durata. Si darà così vita a una respirazione dal ritmo rettangolare, con inspirazione ed espirazione di analoga durata e uguali anche le 2 apnee, seppure di durata minore.
4 Terminare con una espirazione
Respirazione (ritmica) quadrata
Consiste nel modificare la Respirazione rettangolare estendendo progressivamente la durata delle due apnee, fino a quando tutte e quattro le fasi respiratorie avranno la stessa durata.
APPROFONDIMENTI
La meditazione è una condizione di completa fusione e unione con ogni attività; uno stato di coscienza per vivere il qui e ora con tutto noi stessi; essa comincia con il fermo dell’attività mentale, che permettere di creare una condizione di quiete interiore e vivere pienamente e profondamente della ricchezza della vita presente davanti ai nostri occhi.
Certo la funzione della attività della mente è, a volte, di estrema utilità. Per esempio tramite la capacità di analisi per una dettagliata comprensione delle situazioni, di pianificazione per una organizzazione ottimale delle attività, di memoria dell’esperienza pregressa, di previsione delle conseguenze delle nostre azioni. Ma, come qualsiasi strumento, dopo essere stato usato nel momento appropriato, la mente deve essere controllata.
Il controllo dell’attività mentale serve innanzitutto ad utilizzarla volontariamente solo quando ragionare ci può essere realmente d’aiuto, come, ad esempio, nell’esaminare gli aspetti di un problema o di una situazione, nel pianificare le attività, prevedere lo sviluppo delle situazioni, oppure richiamare immagini o pensieri collegati con sensazioni che ci inducono uno stato d’animo piacevole, cioè di benessere; il potere auto suggestivo della mente può anche essere utilizzato per rinforzare qualità desiderate, come quelle di forza, di tranquillità, ecc…
Altrettanto importante è apprendere la capacità di lasciare andare pensieri negativi, che ci inducono in uno stato d’animo di malessere e di eliminare i pensieri inutili, che sono quelli non rispondenti alle esigenze della situazione, non distraendosi dal presente e provocando un inutile dispendio di energie.
Spesso, invece, nel corso della giornata, la nostra attenzione è distratta piuttosto che attenta a quello che stiamo facendo; o la nostra mente produce un incomprensibile rimuginare e fantasticare o i nostri pensieri ci portano altrove da dove siamo realmente: nei ricordi di avvenimenti passati o immaginando situazioni future.
Imparando e praticando la cessazione delle attività mentali potremo sfruttare pienamente le altre nostre capacità percettive e le conoscenze che ci apportano sia del mondo esterno che di quello interiore.
Ad esempio potremo apprezzare appieno i nostri sensi: ascoltare una musica, osservare un panorama, gustare un cibo, toccare un tessuto, odorare un fiore.
Potremo inoltre osservare e conoscere sempre più profondamente noi stessi e la vita e agire in armonia con le situazioni, esprimendo il massimo delle nostre possibilità.
Si disporrà infine di una capacità di conoscenza più completa del presente per vivere nel cosiddetto qui e ora con tutto noi stessi, sviluppando il massimo della consapevolezza, e adottando così in ogni situazione i comportamenti più adatti.
Questa attitudine, molto apprezzata in Oriente, non è stata peraltro sconosciuta in Occidente. Ne parlava già nelle sue Odi un romano del I secolo a.C., Orazio, conosciuto come il poeta del “carpe diem ” (afferra l’oggi).
In Vita di Siddharta il Buddha, biografia del Buddha ad opera del monaco Thich Nhat Hanh, troviamo questo discorso di Siddharta ai suoi discepoli. Parla appunto di cosa significa “afferrare l’oggi”, e il protagonista è un frutto: un mandarino.
“Cosa significa mangiare un mandarino con consapevolezza? Mangiando un mandarino, sapete che lo state mangiando. Ne gustate pienamente la fragranza e la dolcezza. Il mandarino aveva nove spicchi. Li ho messi in bocca uno per uno in consapevolezza e ho sentito quanto sono splendidi e preziosi […] Mangiare il mandarino con presenza mentale significa essere davvero in contatto con ciò che mangiate. La vostra mente non rincorre i pensieri riguardo allo ieri o al domani, ma dimora totalmente nel momento presente. Il mandarino è totalmente presente. Vivere con presenza mentale e consapevolezza vuol dire vivere nel momento presente, con il corpo e la mente che dimorano nel qui e ora.”
L’affinità con Orazio è evidente: “afferrare l’oggi” significa conquistare la “presenza mentale”, una condizione attiva di consapevolezza, ma che non giudica e non etichetta.
In atteggiamento meditativo si vive con quiete e profondità il presente, che, da un certo punto di vista, è l’unico momento veramente disponibile, in cui possiamo essere realmente felici. Il passato e il futuro vivono solo nella mente: nulla avviene mai realmente fuori dal momento presente, l’unico modo per essere felice è quindi esserlo ora. Le esperienze illusorie e artificiali create nella mente non potranno mai eguagliare la pienezza e la ricchezza del mondo reale.
Perché meditare
La meditazione è praticata sia in percorsi di ricerca di miglioramento ed evoluzione (dai più antichi percorsi spirituali alla moderna mindfulness), sia, più recentemente, in percorsi di tipo psicoterapeutico.
Nei percorsi spirituali come quelli dello Yoga delle fonti originarie ha l’obiettivo ultimo di realizzare un’unione tra l’individuo e la Vita, portando alla conoscenza di una dimensione unitaria, trascendente l’individualità.
In altri percorsi, invece, si propone di ottenere miglior benessere soggettivo e qualità della vita, sfruttando i particolari effetti benefici che si ottengono dalla pratica meditativa, tra cui quelli di seguito elencati:
Come meditare
La meditazione si apprende attraverso tecniche, patrimonio comune di diverse discipline, che possono essere eseguite sia da fermi che in movimento.
Per la pratica della meditazione è però necessario innanzitutto avere un adeguato equilibrio mentale.
Per un maggior successo, le tecniche meditative vanno adeguatamente preparate tramite altre tecniche che tolgono tensioni e aumentano energia per potere disporre dell’attenzione e concentrazione necessarie per ampliare la consapevolezza, percepire la verità di ogni situazione e avanzare nella conoscenza di noi stessi e della vita.
Le tecniche di meditazione vanno preferibilmente praticate nelle posizioni con la schiena eretta, le braccia e le gambe raccolte (eroe, loto o posizione facile). Queste posizioni favoriscono l’ascendere dell’energia verso i centri di energia superiori.
L’oggetto della meditazione può essere qualsiasi cosa esistente a qualsiasi livello (interno o esterno, materiale o immateriale) e in questo caso, adottando la classificazione dell’Astanga Yoga, si parla di un “seme”, oppure il nulla, un vuoto senza alcun contenuto, la pura consapevolezza e in questo caso si parla di meditazione senza “seme”.
Perfino lo stesso Yoga posturale (ad es. Hatha yoga) praticato nella sua più completa accezione, e non come un succedaneo della ginnastica, conduce verso atteggiamenti meditativi, che, comunque, costituiscono l’attività specifica del Raja yoga, che letteralmente vuol dire “Yoga regale”. Un percorso meditativo tra i più famosi è l’Astanga Yoga (Yoga dagli otto passi) di Patanjali.
Le pratiche e le tecniche servono per apprendere la capacità di meditare, che può essere trasferita con grande giovamento in qualsiasi attività e momento di tutti i giorni, consentendo così di vivere in unione e armonia con la Vita.
Camminiamo in silenzio con andatura lenta e rilassata, nessun posto da raggiungere, nessuna fretta
Ascoltiamo il respiro ritmico, ascoltiamo i polmoni che si riempiono e si svuotano; lasciamo volare via i pensieri, la mente è quieta e in pace
Gustiamo ogni passo, concentrati sulla pianta dei piedi: sentiamo il terreno e ci uniamo alla terra, è la nostra casa
Il terreno è vivo, ci comunica solidità, energia, pienezza
Se siamo più di uno, possiamo prenderci per mano e camminare insieme, in silenzio
Siamo già arrivati, qualsiasi posto è il nostro posto, siamo la Vita che è ovunque
Ci fermiamo, se possibile ci sediamo e assaporiamo la gioia della Vita
Apriamo le porte della nostra consapevolezza, ci abbandoniamo unendoci alla terra, agli alberi, agli animali attorno a noi; siamo uno con la terra e la vita. Sorridiamo alla vita e la vita ci sorriderà.