TEST – Misura la tua soddisfazione della vita

Con un semplice questionario  di facile utilizzo, puoi misurare quanto sei soddisfatto, nel complesso, della tua vita.

Il test, denominato SCALA DI SODDISFAZIONE DELLA VITA, è tratto da Goldwurm G., Baruffi M., Colombo F., Qualità della vita e benessere psicologico, Milano, McGraw-Hill, 2004).

Scrivendo a yogapereducare@gmail.com puoi chiedere gratuitamente i seguenti altri due test:

  • test sulla tua Consapevolezza
  • test sulla tua condizione di vita rispetto alle tue aspettative

 

ISTRUZIONI PER L’UTILIZZO DEL QUESTIONARIO DI SODDISFAZIONE DELLA VITA

Di seguito sono riportate 5 affermazioni che potresti condividere o meno

Usando la scala da 1 a 7 sotto riportata, indica quanto condividi ogni frase scrivendo a sinistra il numero scelto

Cerca di essere aperto e sincero nelle risposte

Infine calcola il punteggio complessivo ottenuto e la relativa interpretazione

 

QUESTIONARIO 

__ Per molti versi la mia vita si avvicina al mio ideale

__ Le condizioni della mia vita sono eccellenti

__ Sono soddisfatto della mia vita

__ Fino a ora ho ottenuto le cose importanti che volevo dalla vita

__ Se potessi rivivere la mia vita, non cambierei quasi nulla

 

SCALA DEI PUNTEGGI

7 – Sono pienamente d’accordo

6 – Sono d’accordo

5 – Sono parzialmente d’accordo

4 – Non sono d’accordo né in disaccordo

3 – Sono parzialmente in disaccordo

2 – Sono in disaccordo

1 – Sono pienamente in disaccordo

PUNTEGGIO           INTERPRETAZIONE

5-9                  Estremamente insoddisfatti della vostra vita

10-14              Molto insoddisfatti della vostra vita

15-19              Abbastanza insoddisfatti della vostra vita

20                    Circa neutro

21-25              Abbastanza soddisfatti della vostra vita

26-30              Molto soddisfatti della vostra vita

31-35              Estremamente soddisfatti della vostra vita




La felicità nel Buthan

L’esigenza di una migliore qualità di vita, da non misurarsi semplicemente in quantità di beni, è già avvertita da tempo: già nel 1968 Bob Kennedy scrisse che il Pil «misura tutto, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta».

In conseguenza della crisi degli ultimi anni, molti stati danno vita oggi a tentativi di misurazione del benessere che non si limitino ai dati economici del PIL (Prodotto Interno Lordo). In Italia, ad esempio, è stato pubblicato nel 2013 il primo Rapporto sul Benessere Equo e Solidale (BES), a cura del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) e dell’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT). Questa iniziativa, volta a sviluppare indicazioni sullo stato di salute del Paese al di là del PIL, si è basata sul monitoraggio dei seguenti indicatori:

 

  1. Salute
  2. Istruzione e formazione
  3. Lavoro e conciliazione dei tempi di vita
  4. Benessere economico
  5. Relazioni sociali
  6. Politica e istituzioni
  7. Sicurezza
  8. Benessere soggettivo
  9. Paesaggio e patrimonio culturale
  10. Ambiente
  11. Ricerca e innovazione
  12. Qualità dei servizi

 

Un esempio di particolare interesse è quello del Buthan, un paese povero sull’Himalaya con meno di 700.000 abitanti, considerato tra i primi paesi al mondo per livello di felicità. È stato il primo paese ad aver sostituito la valutazione del PIL (prodotto interno lordo) con l’indice di felicità nazionale (felicità interna lorda, FIL), ritenendo che per una buona vita sia necessario uno sviluppo economico equo e sostenibile, in cui la crescita si traduca in benefici sociali per i cittadini; la conservazione dell’ambiente naturale; la difesa e la promozione dell’identità culturale; un buon governo che garantisca la stabilità istituzionale e sociale.

Da sottolineare, infine, che il FIL ritiene che lo sviluppo benefico della società umana abbia luogo quando lo sviluppo materiale e spirituale procedono fianco a fianco completandosi e rinforzandosi l’un l’altro.




La buona vita

Lo scritto successivo è integralmente tratto dal libro Come vivere felici di J.Schlanger.

“Mi piacerebbe condurre una buona vita, una vita che sia degna di me e di cui essere degno. Ho quest’idea che esistano vite migliori, più degne, più adeguate di altre; e mi piacerebbe vivere una vita così. Quando tento di vederci più chiaro e di precisare (a me) ciò che considero una buona vita per me, scopro che ogni buona vita per me è una vita nella gioia, dove per “gioia” (che distinguo dal “piacere”) intendo un sentimento di pienezza e di ricchezza, un sentimento intimo di accordo con me stesso. Scopro altresì che la buona vita, quale la concepisco, non è “monocolore”, ha molteplici sfaccettature, si dispiega in diverse direzioni inestricabilmente legate tra loro.

Distinguo tuttavia quattro posizioni che esprimono ciò che è , dovrebbe essere, potrebbe essere per me una buona vita: una vita in cui godere completamente dei piaceri del corpo e dello spirito; una vita in cui mi realizzo pienamente in e attraverso l’attività cui mi dedico; una vita in cui adempio correttamente il mio obbligo; una vita in cui mi inserisco armoniosamente nell’insieme di ciò che esiste. Quattro posizioni esistenziali, quattro modi di essere: una vita del “godere”, che si manifesta nel piacere; una vita del “fare”, che si concretizza nella realizzazione di se; una vita dell’”agire” che si esprime attraverso l’obbligo; una vita dell’”essere”, che si svolge nell’armonia. Queste quattro modalità di buona vita sono congiunte in me; le perseguo tutte insieme…”

APPROFONDIMENTI

Il benessere




Misurare e migliorare la Qualità della vita.

La Qualità della vita (QDV) può essere misurata tramite una grande quantità di indicatori.

Nel libro Qualità della vita e benessere psicologico (di Goldwurm G., Baruffi M., Colombo F.), vengono considerati alcuni aspetti, distinti in oggettivi e soggettivi.

Aspetti della QDV oggettivi

  • l’abitazione
  • il lavoro
  • il livello economico
  • il reddito
  • il tempo libero e la sua organizzazione
  • l’ambiente fisico, ecologico
  • la rete di relazioni sociali e culturali
  • l’istruzione e il sistema educativo
  • il livello di salute e l’efficacia dei servizi sociali e sanitari
  • la sicurezza sociale
  • i provvedimenti per evitare disuguaglianze verso i membri più deboli della società
  • gli interventi per tutelare i pensionati, i disoccupati, i bambini, i minorati fisici e psichici
  • il rispetto delle minoranze e dei diritti umani in generale
  • il grado di libertà, giustizia e democrazia di un Paese

Aspetti della QDV soggettivi

  • La percezione del proprio benessere psicologico e del proprio funzionamento fisico e sociale
  • La percezione soggettiva individuale della propria esistenza
  • Il soddisfacimento delle proprie aspirazioni
  • L’autovalutazione della propria realizzazione nel contesto del proprio sistema di valori e nelle varie aree della vita (famiglia, lavoro, amicizia, sessualità, pensionamento, salute, ecc…)
  • La stima globale di sé

Nello stesso libro troviamo i 14 fondamentali della felicità secondo Fordyce, studioso di Psicologia Positiva; questi fondamentali della felicità sono caratteristiche che contraddistinguono le persone felici da quelle che non lo sono e che possono essere appresi e migliorati per essere più felice.

Alcuni di questi principi sono più inerenti agli aspetti comportamentali delle persone, ovvero ciò che fanno concretamente per raggiungere il proprio benessere; altri sono per lo più cognitivi, ovvero riguardano i pensieri che favoriscono o meno i comportamenti ritenuti importanti per la felicità.

  1. Essere più attivi e tenersi occupati:investire le energie in attività coinvolgenti e piacevoli incrementa i sentimenti positivi e la soddisfazione personale.
  2. Passare più tempo socializzando:le persone più soddisfatte e felici hanno una buona vita sociale, in particolare se instaurano relazioni profonde e intime.
  3. Essere produttivi svolgendo attività che abbiano significato:cercare di raggiungere obiettivi e mete cui si dà valore favorisce la soddisfazione personale.
  4. Organizzarsi meglio e pianificare le cose: l’efficienza personale aumenta la soddisfazione, mentre procrastinare, spesso deprime o induce sentimenti negativi come il senso di colpa.
  5. Smettere di preoccuparsi: La felicità di una persona aumenta quando diminuiscono i pensieri negativi e le persone felici si preoccupano molto meno della maggior parte della gente
  6. Ridimensionare le proprie aspettative e aspirazioni:le aspettative difficilmente realizzabili o poco realistiche portano a frustrazione e delusione, al contrario vanno ricercate quelle più adatte alle nostre risorse e potenzialità, che diventeranno così più probabili da realizzare, favorendo soddisfazione e felicità;. È utile dunque conoscere le proprie risorse e i propri limiti, in modo da domandare alla vita quello che si ha la capacità di ottenere.
  7. Sviluppare pensieri ottimistici e positivi:il pensiero positivo e l’ottimismo spingono a mettersi in gioco e ad agire, favorendo così la possibilità di realizzare i propri obiettivi; se pensiamo di poter realizzare qualcosa, siamo anche invogliati a darci da fare e questo comportamento aumenterà le probabilità di raggiungere ciò che desideriamo.
  8. Essere orientati al presente:pensare troppo al passato o al futuro, sia in positivo che in negativo, allontana dalle nostre risorse presenti, mentre stare invece più sul qui e ora, aiuta a dare valore ad ogni giorno e godere delle opportunità quotidiane
  9. Lavorare ad una sana personalità:accettare noi stessi per quello che siamo, sia con pregi che con difetti e nel caso lavorare su aspetti di noi che non ci soddisfano, questo favorisce una buona immagine di sè; è necessario conoscersi, accettarsi, essere se stessi e volersi bene.
  10. Sviluppare una personalità socievole:avere relazioni sociali, soprattutto con persone che ci rinforzino positivamente aiuta la propria autostima, oltre ad aumentare la probabilità di conoscere persone significative per la nostra vita.
  11. Essere se stessi:essere autentici e non “modificarsi” per piacere agli altri, in quanto questo genera ansia.
  12. Eliminare sentimenti negativi e problemi: accumulare pensieri e sentimenti negativi ( rabbia, senso di colpa, risentimento, senso di inadeguatezza) porta a una condizione di infelicità.
  13. I rapporti intimi sono la fonte principale di felicità: è importante però che questi siano basati sul piacere e non sul bisogno per colmare un vuoto, altrimenti si crea solo una dipendenza dall’altro. Le relazioni tra persone felici si fondano sul piacere e il rapporto è espressione di pienezza, non di mancanza.
  14. Considerare la felicità la priorità numero 1 Considerare la felicità una priorità nella vita di tutti i giorni e il suo raggiungimento come la maggior occupazione della vita è fondamentale per ottenerla.

APPROFONDIMENTI

8 modi per sconfiggere i pensieri negativi

Test – La scala di soddisfazione della vita

Felicità, benessere, salute, Qualità della Vita




8 modi per sconfiggere i pensieri negativi

Gli 8 modi per sconfiggere i pensieri negativi sotto riportati, inerenti a una ricerca secondo la quale è possibile eliminare i pensieri disturbanti e ricorrenti, sono tratti da un articolo di Daniela Cangelosi reperibile all’indirizzo http://spazio-psicologia.com.

  1. Distrarsi

La tendenza naturale della mente è quella di focalizzare più cose.

Ma per quanto possa sembrare strano, gli studi suggeriscono, che è meglio concentrarsi su una cosa ben definita, piuttosto che permettere alla mente di divagare.

Questo perché la mente che vaga senza un obiettivo è in relazione ad uno stato di insoddisfazione: è meglio concentrarsi su un brano musicale, o su un programma alla tv o su un compito.

  1. Evitare lo stress

Un altro modo intuitivo per evitare pensieri persistenti consiste nell’impegnarsi in attività frenetiche, che sottraggono energia mentale ai pensieri indesiderati. Quando fu testato scientificamente, ciò risultò un cattivo approccio. Infatti, la stanchezza favorisce con maggiore forza il ritorno dei pensieri spiacevoli.

  1. Rimandare il pensiero dopo

Se cercare continuamente di sopprimere un pensiero, non fa altro che rinforzarlo, il rimandarlo a dopo, invece, può risultare efficace.

I ricercatori hanno provato a chiedere alle persone con pensieri ansiosi persistenti di rinviare le loro preoccupazioni in un certo momento della giornata, all’interno di un tempo designato della durata di 30 minuti. Alcuni studi suggeriscono che tale strategia sia terapeutica.

Così le ansie vengono contenute all’interno di un “periodo di preoccupazione” tranquillizzando la mente per il resto del tempo.

4.Terapia paradossale

Che cosa succede se, invece di cercare di sopprimere un pensiero ripetitivo ad esempio, sulla morte, ci si concentra su di esso?

Sembra paradossale che focalizzarsi su un pensiero possa aiutare a mandarlo via, ma alcune ricerche suggeriscono che funziona. Si basa sull’ormai consolidato principio della ‘terapia dell’esposizione’.

Questo è vero, per esempio, per gli aracnofobici: se sono sottoposti gradualmente all’esposizone dei ragni, la loro paura comincia a svanire. Questo approccio può essere utile per i pensieri disturbanti ed ossessivi e per i comportamenti compulsivi.

  1. Accettazione

Sulla stessa linea, anche se il metodo non è così diretto, esistono delle evidenze che dimostrano che il tentativo di accettare i pensieri indesiderati, piuttosto che lottare con essi, può essere utile. Uno studio ha registrato un diminuito disagio nei partecipanti. Queste erano le istruzioni che erano state date:

“Lottare con il tuo pensiero persistente… è come lottare nelle sabbie mobili. Voglio  che guardiate i vostri pensieri. Immaginate che stiano venendo fuori…come soldati in marcia. Voglio che permettiate ai soldati di marciare di fronte a voi, come un piccolo corteo. Non discutete con essi e non mandateli via. Basta vederli marciare”.(Marcks & Woods, 2005, p. 440)

  1. Meditazione

Come l’accettazione, la Mindfulness Buddista promuove un’attitudine alla compassione e al non giudizio verso i pensieri che attraversano la mente.

  1. Autoaffermazione

Consiste nel pensare ed esprimere i propri valori, i propri sentimenti e le proprie convinzioni secondo modalità appropriate; è positivo mostrarsi per ciò che si è e difendere i propri punti di vista. E’ stato scoperto che ciò, tra gli altri benefici, serve ad aumentare la fiducia sociale e l’auto-controllo.

  1. Scrivere

Mettere nero su bianco i propri pensieri e sentimenti più profondi ha vari benefici sulla salute psicologica, in quanto la scrittura agisce emotivamente, contribuendo a ridurre i pensieri ricorrenti indesiderati.




La Qualità della Vita per l’OMS

Il concetto di Qualità della Vita (QdV) è stato definito dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come la percezione che le persone hanno della propria collocazione nella vita, in riferimento al contesto culturale, al proprio sistema di valori, ai propri obiettivi, aspettative ed interessi. Si riferisce quindi allo stato di salute fisico e psicologico di ogni singolo individuo, al livello di indipendenza, alle relazioni sociali, alle credenze personali e al rapporto con le caratteristiche del proprio ambiente di vita.

Si denota quindi come la Qualità della Vita sia un concetto del tutto soggettivo,  propria di un determinato contesto. Secondo l’OMS, vi sarebbero sei ambiti principali a cui fa riferimento la qualità della vita:

  1. ambito fisico: come per esempio stanchezza, stress, energia;
  2. ambito psicologico: riferito ad esempio agli stati d’animo e sentimenti;
  3. livello di indipendenza: esempio lavoro, mobilità, disoccupazione..;
  4. relazioni sociali: che favoriscano un buon supporto sociale;
  5. ambiente: esempio l’accessibilità ai vari servizi, tra cui quelli sanitari;
  6. credenze personali: per esempio sulla spiritualità, senso della vita..

La Qualità della Vita denoterebbe quindi il modo in cui ogni individuo sente e vede soddisfatti i propri bisogni e la possibilità di raggiungere la felicità e realizzazione personale, a prescindere dal proprio stato di salute e dalle condizioni sociali ed economiche.

Gli studiosi della Qualità della Vita sostengono che vi siano quindi due aspetti misurabili di questa:

  • misurabilità oggettiva: data dagli aspetti più materiali nei vari contesti come il lavoro, famiglia, relazioni sociali;
  • misurabilità soggettiva: data dalla percezione  e valutazione soggettiva che si ha rispetto alla propria vita individuale e collettiva nei vari contesti di vita;

APPROFONDIMENTI

Il benessere

Felicità, benessere, salute, qualità della vita

 




Felicità, benessere, salute, qualità della vita

Non è facile districarsi tra termini come felicità, benessere e Qualità della Vita, perché il significato di queste parole varia nei contesti in cui sono usate; possono ad esempio essere specificati da diversi punti di vista (economico, sociologico, psicologico, ecc…) oppure valutati in differenti contesti storici, sociali e culturali.

Se però intendiamo la felicità come un’emozione, un sentimento, uno stato d’animo piacevole e positivo conseguente alla soddisfazione di specifici desideri e bisogni, gli altri termini possono avere una accezione più complessiva riferendosi alla soddisfazione derivante da una valutazione generale della vita.

Benessere, in particolare, ha una dimensione globale che coinvolge non solo fattori economici e/o professionali, ma anche aspetti psico-fisici, mentali, sociali e spirituali. Da tener presente, in proposito, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato nel 1948 che la Salute è “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o di infermità”.

Essa si ottiene quando gli individui sviluppano e mobilitano al meglio le proprie risorse, in modo da soddisfare prerogative sia personali, sia esterne.

Secondo il sociologo americano Laurence Wylie, la salute è vista come “l’adattamento perfetto e continuo di un organismo al suo ambiente” (1970); la chiave “adattativa” introduce così il concetto di equilibrio, in base al quale la salute non è uno “stato” ma una condizione dinamica di equilibrio, fondata sulla capacità del soggetto di interagire con l’ambiente in modo positivo, pur nel continuo modificarsi della realtà circostante.

Il concetto di Qualità della Vita, che prima era più collegato ad aspetti più materiali ed economici, oggi ha assunto una valenza multidimensionale e fa riferimento al complesso dei fattori che determinano condizioni di vita di benessere complessivo, considerato in relazione all’ambiente, al livello culturale, al rapporto tra individuo e mondo esterno e a ogni altro aspetto della vita personale e collettiva

Insomma il Prodotto Interno Lordo è sempre più evidentemente una misura incompleta e insufficiente a descrivere il benessere dei cittadini e di un paese, poiché limitato al mero valore economico dei beni e dei servizi prodotti; come dire che “i soldi non fanno la felicità”.

L’esigenza di una migliore qualità di vita, da non misurarsi semplicemente in quantità di beni, è già avvertita da tempo: già nel 1968 Bob Kennedy scrisse che il Pil «misura tutto, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta».

Molti stati danno vita oggi a tentativi di misurazione del benessere che non si limitano ai dati economici del PIL. In Italia, ad esempio, è stato pubblicato nel 2013 il primo Rapporto sul Benessere Equo e Solidale (BES), a cura del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) e dell’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT). Questa iniziativa, volta a sviluppare indicazioni sullo stato di salute del Paese al di là del PIL, si è basata sul monitoraggio dei seguenti indicatori:

  1. Salute
  2. Istruzione e formazione
  3. Lavoro e conciliazione dei tempi di vita
  4. Benessere economico
  5. Relazioni sociali
  6. Politica e istituzioni
  7. Sicurezza
  8. Benessere soggettivo
  9. Paesaggio e patrimonio culturale
  10. Ambiente
  11. Ricerca e innovazione
  12. Qualità dei servizi

APPROFONDIMENTI

Il benessere

Realizzazione e benessere

La Qualità della vita per l’OMS




Il Benessere

La ricerca del benessere (= stare bene) è un tema intrinsecamente legato all’esistenza umana.

Le considerazioni al riguardo nell’ambito delle società occidentali vanno dalle proposte degli antichi filosofi greci fino alla dichiarazione di indipendenza americana, in cui è scritto che la felicità è un diritto inalienabile.

Nelle moderne società cosiddette sviluppate il raggiungimento del benessere è sovente ritenuto conseguente al raggiungimento di obiettivi, quali generalmente il possesso di una crescente quantità di beni materiali o l’occupare posizioni sociali di rilievo.

Soprattutto in oriente, invece, si è sviluppato maggiormente il concetto di un benessere interiore legato alla ricerca di una pace e di un appagamento indipendenti dal successo sociale e materiale, una serenità che faccia non solo godere di ciò che è piacevole, ma anche affrontare le difficoltà, consapevoli dell’alternarsi naturale di entrambe queste situazioni.

Un esempio è la condizione di realizzazione, obiettivo dello Yoga, che si consegue centrandosi nel Sé interiore: si acquisiscono così imperturbabilità, equanimità e pace, si vive in armonia con gli altri esseri e la vita intera.

Il benessere, per lo Yoga, è dunque frutto della quiete interiore, centrati nella quale si può ricostruire un nuovo equilibrio al continuo mutare delle situazioni ed esprimersi al meglio in ogni momento, vivendo con generale soddisfazione.

APPROFONDIMENTI

Realizzazione e benessere

Felicità, benessere, salute, qualità della vita

La Qualità della Vita per l’OMS