CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
Se le circostanze non sono particolarmente sfavorevoli e non sono a rischio le necessità primarie, si può vivere felici qui e ora, non inseguendo la felicità e facendola dipendere dal raggiungimento di obiettivi particolari, ma vivendo il momento con gioia e consapevolezza, affrontando i problemi che inevitabilmente la vita ci pone, uno alla volta. Questo senza rinunciare a progettare obiettivi gratificanti, ma ancor più coltivando la quiete interiore.
Questo atteggiamento può essere coltivato basandosi sui principi essenziali dello Yoga: essi costituiscono chiavi di lettura che possono aiutare l’azione quotidiana e un’utile evoluzione, in qualsiasi società e in qualsiasi tempo.
Fondamentale, però, che tale percorso sia perseguito con esercizio costante fino al suo termine, vincendo la naturale tendenza a fermarsi, paghi di obiettivi intermedi, di momenti e situazioni gratificanti, destinati comunque a finire e a lasciare posto a successive, cicliche sofferenze.
La pratica dello Yoga consiste in una rinascita continua, al di là della routine, degli schemi mentali precostituiti, in un impegno a realizzare se stessi più profondamente possibile in una dimensione sempre più ampia di comunione con gli altri esseri e il pianeta che ci ospita, per compiere un buon viaggio ricco di straordinarie esperienze.
Dalla pratica delle “vie” dello Yoga si acquisteranno attitudini e capacità che aiutano ad affrontare la quotidianità: energia, rilassatezza, tranquillità emotiva, lucidità mentale, rispetto e amore per gli altri esseri e per la vita.
Estremamente importante in questo percorso è il desiderio sincero di considerare l’essenza dello Yoga, l’unione, come principale modalità di approccio all’esistenza; questo si traduce in impegno a trasportare nelle azioni e nei pensieri atteggiamenti coerenti con questo cammino, piuttosto che relegarli ad astratti concetti e a ordinare conseguentemente le priorità della vita.
L’ambizioso obiettivo dello Yoga, che consiste nel ripristinare il legame di appartenenza universale, può a prima vista sembrare di difficile realizzazione e incutere comprensibile timore o persino diffidenza; bisogna però ricordare che il percorso attraverso il quale si svolge è progressivo e comunque fruttuoso, poiché ad ogni passo in avanti corrisponde lo sviluppo di capacità che apportano un beneficio tangibile nella vita quotidiana.
Ponendo la spiritualità, che unisce tutti gli esseri, alla guida dell’individuo si potrà trasformare l’esistenza da ordinaria in straordinaria e lo Yoga potrà essere assunto come stile e scuola di vita.
Il benessere individuale è necessariamente connesso al sentimento di comunanza con gli altri esseri e alla consapevolezza che il benessere dell’individuo è al tempo stesso benessere della società di cui è parte; ne deriva un interesse sano e genuino per gli altri e la considerazione che la felicità degli altri è parte della propria felicità. Così l’evoluzione del praticante è il progresso dell’intera natura, poiché l’individuo e la società non sono altro che una piccola parte di essa.
6.1 Un utile decalogo
Dagli insegnamenti precedentemente descritti ho tratto alcune indicazioni, di seguitoriassunte in dieci punti, che possono costituire uno spunto per l’azione e la riflessione.
1) Il benessere al primo posto
Praticare lo Yoga consiste nello scegliere ciò che è bene ed evitare ciò che è male. Questa valutazione va fatta in ogni situazione, senza poggiarsi passivamente su idee e schemi precostituiti.
Ovviamente, poiché gli esseri sono tra loro interdipendenti, il bene va inteso come bene comune, che comprende il bene individuale, ma lo integra in una dimensione superiore.
2) Disponibilità al cambiamento
La vitaèevoluzione e movimento continuo. Per esprimere quanto di meglio in ogni situazione è necessario sviluppare flessibilità, adattabilità e impegno a cambiare, quando serve, essendo pronti a sacrificare qualcosa per far posto a qualcos’altro.
Questo atteggiamento consiste nella capacità di vivere e rinascere continuamente, con il coraggio di affrontare ciò che di ignoto ci riserva il futuro.
3) Una evoluzione consapevole
Lo sviluppo della Consapevolezza è l’inizio, il mezzo e il fine della ricerca spirituale.
È dunque necessario fare sempre più attenzione a ciò che è dentro e a ciò che è fuori di noi, per conoscere la Verità di ogni cosa: ciò che realmente è e non ciò che pensiamo che sia.
Dall’osservazione di ciò che è possiamo attuare le nostre scelte, evitando di agire per abitudine.
Lo sviluppo della Consapevolezza porta alla conoscenza delle parti più profonde dell’essere, fino allo Spirito, Coscienza universale, pura Consapevolezza, termini equivalenti che indicano l’essenza di ogni cosa, l’Io più profondo di ogni essere.
4) La cura delle risorse individuali
Pur consci di essere un insieme unitario, possiamo avere cura dei vari aspetti che ci compongono, sfruttando pratiche e tecniche specifiche per ciascuna delle nostre componenti, che lo Yoga distingue nell’aspetto psicofisico ed energetico, in quello della conoscenza mentale e intuitiva, nell’anima.
Praticheremo, dunque, a seconda delle necessità:
Pratiche – Abitudini salutari e igieniche; sana alimentazione; adeguati comportamenti etici, riflessione e studio
Tecniche – Asana, tecniche di Respirazione, Rilassamento, Concentrazione e Meditazione
Nelle pratiche e nelle Tecniche si coltiva la massima Consapevolezza con l’esercizio di attenzione, di concentrazione e di attitudine meditativa, per poi estendere questo atteggiamento a ogni attività quotidiana.
5) La salute psicofisica
Si esprime nella cura del corpo e dell’energia.
Il corpo è la macchina che ci consente di poterci muovere nel viaggio della vita; necessario dunque prestare attenzione, anche preventiva, a mantenere sufficienti condizioni di salute.
L’energia è il carburante che lo muove. L’essere umano si nutre dell’energia dell’aria, del sole, del cibo e dell’acqua. Fondamentale è aver cura del bilancio energetico tra la quantità di energia assorbita e quella spesa.
6) L’equilibrio emotivo
Una virtù che accresce la condizione di quiete è l’equanimità, la cui pratica dona imperturbabilità. Dunque affrontare con animo distaccato l’alternarsi di bene e male, situazioni positive e negative, consci del loro inevitabile alternarsi, rende meno condizionati e vulnerabili ai continui stimoli che provengono dall’esterno.
Potremo così godere di ciò che è piacevole senza esaltarci, affrontare le difficoltà senza deprimerci; accettare con distacco la realizzazione delle nostre aspettative o il loro fallimento.
7) Il controllo della mente e lo sviluppo dell’intuizione
La mente, attraverso le sue attività, esplica alcune importanti funzioni, quali, ad esempio, la memoria, l’analisi critica, la pianificazione, ecc…
Può essere anche utile sviluppare il pensiero positivo, che induce stati d’animo di benessere.
Fondamentale, però, apprendere prima a rallentare il flusso dell’attività mentale fino successivamente a fermarlo.
Ciò consente di vivere con chiarezza le percezioni esterne e interne e sviluppare il sentire interiore e la conoscenza delle componenti più intime, fino al più intimo Sé.
8) Il bene dell’anima
L’anima, per lo Yoga, è la parte individuale più sottile e interna, che riflette l’appartenenza al Tutto.
Vivere questo stato di coscienza consente di godere appieno della gioia di partecipare al viaggio dell’esistenza, vivendo la felicità degli altri come parte della propria felicità e condividendo con loro la sofferenza.
9) Valori guida
Anche se il sentire interiore resta sempre l’ultimo e più valido riferimento per realizzare i giusti comportamenti, può essere utile ispirarsi ad alcuni valori, come quelli di Amore, Libertà e Responsabilità, Giustizia e Verità.
La pratica dell’Amore si esprime nel privilegiare ciò che accomuna, al di là delle diversità; esso esprime il significato più profondo dello Yoga: l’ unione.
Dall’Amore nascono solidarietà, comprensione, tolleranza, collaborazione, fratellanza, pace e concordia tra individui e comunità.
Nell’attuale fase dell’evoluzione umana, lo sviluppo di un sentimento di comunanza quale l’amore è di importanza fondamentale; al suo servizio è necessario porre l’energia e l’intelligenza. È un faro che può illuminare il percorso umano, un passaporto per godere appieno del viaggio meraviglioso che è la vita.
Privilegiando ciò che unisce, al di là delle diversità, l’uomo potrà sviluppare una forza comune tra i simili ed un rapporto il più armonioso possibile con l’ambiente, realizzando un vantaggio per la sua sopravvivenza e un’ulteriore evoluzione.
Per adattarci al continuo mutare di noi stessi e delle situazioni della vita è necessario praticare un cammino di evoluzione e rivoluzione continui, vivendo momento per momento nel modo più adatto per noi stessi, tenendo necessariamente conto dei vincoli di ogni circostanza, ma liberi dai condizionamenti che provengono non solo fuori da noi, ma anche dalle nostre abitudini e dai nostri schemi mentali.
Al tempo stesso, poiché siamo collegati a tutte le altre forme di esistenza, è necessario sviluppare consapevolezza delle possibili conseguenze delle nostre azioni, agendo dunque in modo responsabile. Ciò che va praticato è sentire non solo quello che va bene per noi, ma qual è la cosa migliore per la situazione che viviamo, passare dall’attenzione all’io all’attenzione al noi, agli altri esseri, all’ambiente di cui siamo parte.
L’Amore per la vita produce felicità, l’insieme di Libertà e Responsabilità producono il giusto comportamento in ogni situazione, per noi stessi e per gli altri e consentono di evitare i conflitti.
Il cammino evolutivo, infine, è un cammino di ricerca della Verità, fino a realizzare la verità universale della Vita. Sviluppando l’osservazione interiore troveremo ciò che sentiamo profondamente vero, fino a realizzare la conoscenza spirituale: siamo persone, ma anche parte di un Tutto, una tessera di un immenso mosaico, un granello di sabbia di una spiaggia che si perde a vista d’occhio, un’onda di un oceano infinito. Noi siamo Uno.
10) Fluire nella vita
Lo Yoga è pratica di riunione con la Vita. Questo presuppone l’accogliere comunque ciò che succede, senza fare inutili resistenze o negando ciò che è. Solo partendo da questo potremo elaborare attività e comportamenti per tentare di operare il cambiamento voluto.
Questo atteggiamento comincia dall’accettare se stessi, i propri punti di forza e di debolezza. Non possiamo far nulla di meglio che essere noi stessi e abbandonarci alla vita con spontaneità e naturalezza, fluendo negli eventi. Oltre all’essere noi stessi è fondamentale imparare anche a superare il senso di divisione, aprirci e perderci, liberandoci dai confini dell’individualità: vivere in una condizione in cui si sa passare dall’io al noi.