YOGA MODERNO E CONTEMPORANEO

5.1 Lo Yoga in occidente e nel mondo

Il contatto con alcune culture occidentali, a partire da quella inglese nella stessa India, e la successiva diffusione dello Yoga a livello mondiale, hanno determinato una inevitabile contaminazione e influenzato lo sviluppo degli insegnamenti originari dello Yoga.

Da una parte ha continuato a essere coltivata la tradizione yoga legata alla spiritualità, sia in India sia in occidente, dove è stata promossa in particolare nel 1800 da maestri come Vivekananda e Yogananda.

In parallelo si sono sviluppati stili fortemente incentrati sulla pratica di posizioni e respirazioni,  come quelli di Krishnamacharya, uno dei più importanti insegnanti di yoga del XX secolo, il cui modo di insegnare la tecniche dell’Hatha yoga ha fortemente influenzato lo yoga posturale praticato oggi in tutto il mondo.

Frutto di un processo ancora oggi estremamente fecondo, fioriscono numerosissimi stili, molti dedicati al moderno Yoga posturale, alcuni anche con caratteristiche fortemente innovative. Tra gli Yoga più recenti  Anusara Yoga, Vinyasa Yoga, Power Yoga, Yin Yoga e altre pratiche, talune tanto originali quanto di discutibile omogeneità con lo Yoga delle fonti originarie: Yoga della Risata, Acroyoga, Yogaarte, ecc…

Alcuni di questi stili e scuole usano le varie tecniche (posturali, respiratorie, meditative, vibrazionali, ecc…) per sostenere percorsi di sviluppo del benessere dell’individuo, rafforzandone le varie componenti fisica, energetica, emotiva e mentale.

La pratica viene finalizzata al raggiungimento di obiettivi particolari (scioltezza, forza, salute…) che, in un percorso di Realizzazione completa, come prima detto, sono solo tappe intermedie, funzionali al cammino verso la condizione finale di Realizzazione di una condizione trascendente.

Questi orientamenti condividono con lo Yoga delle origini l’intenzione di affrontare la sofferenza migliorando gli stati d’animo, le condizioni psico fisiche, la capacità di controllo e gestione delle risorse personali.

Mentre, però, gli insegnamenti delle fonti originarie indicano la necessità di trascendere l’individualità e reintegrarsi in una dimensione onnicomprensiva per affrancarsi dalla sofferenza connaturata all’individualità, diversi percorsi moderni e contemporanei si limitano a proporre un benessere incentrato sul miglioramento e il rafforzamento delle condizioni individuali, non tenendo conto della necessità di perseguire la Realizzazione di una dimensione onnicomprensiva, condizione trascendente assolutamente urgente e ineludibile per lo Yoga delle fonti citate.

Ignorando l’obiettivo finale dei percorsi dello Yoga delle origini, cioè la capacità di abbandonarsi e perdersi (samadhi) riunendosi al flusso della vita, essi si limitano a sviluppare un benessere individuale inevitabilmente limitato e transitorio, consolidando anzi l’abitudine al senso di separazione dall’altro.

Rafforzando l’individuo queste pratiche spesso piuttosto rafforzano l’ego, aumentando la distanza tra il praticante e ciò che lo circonda e costituiscono di fatto un ostacolo all’unione dell’individuo  con la vita e il fluire in essa.

Spesso generano edonismo e narcisismo, che alimentano senso di superiorità del praticante nei confronti degli altri, ma soprattutto non eliminano il problema di fondo, cioè il riproporsi ciclico della sofferenza.

La mancanza di un reale interesse all’aspetto spirituale dello Yoga ha fatto si che in molte scuole contemporanee la figura dell’insegnante si è spesso trasformata da guida spirituale, che condivide con l’allievo un percorso verso una dimensione universale, a professionista del benessere personale e l’insegnamento della disciplina stessa è sovente sottoposta al prevalere di criteri commerciali di business, piuttosto che portata a privilegiare l’aspetto di comune evoluzione spirituale.

Lo Yoga così oggi spesso tende dunque a diventare una attività professionale accreditata da organizzazioni inevitabilmente autoreferenziali, in quanto non esiste una autorità universalmente riconosciuta, le cui attività sono guidate in primo luogo dagli aspetti commerciali e di business.

5.2 Lo Yoga, unità e diversità

Le definizioni dello Yoga sono molteplici, da quelle che lo considerano un percorso di ricerca spirituale a quelle che lo intendono come attività fisica benefica; numerose sono le scuole e gli stili, che spesso si autoproclamano interpreti autentici di questa disciplina.

Le concezioni di questa disciplina, infatti, variano infatti da quelle mistiche e ascetiche che lo intendono come percorso di ricerca spirituale a quelle che lo assimilano ad una attività fisica analoga alla ginnastica o a una terapia di tipo fisioterapico, fino a quella del Ministero dello Sport indiano del settembre 2015, che riconosceva lo Yoga come sport, accanto al calcio, al nuoto e agli scacchi, riconoscimento però durato solo 14 mesi perché nello Yoga “non sono possibili le competizioni”!

Anche le tecniche praticate sono tra le più diverse: posizioni, respirazioni, meditazioni, canti e attività di devozione a divinità, che possiamo trovare anche combinate tra loro.

Nel loro diffondersi esse hanno dato vita a una grande diversità di metodi, frutto della grande duttilità degli insegnamenti, della loro capacità di adattamento alle specifiche condizioni personali, ai diversi temperamenti e attitudini individuali, nonché al mutare delle condizioni sociali, storiche e geografiche.

Le numerose trasformazioni e innovazioni hanno persino alimentato il dubbio che esista un solo Yoga, piuttosto che tanti Yoga, peraltro non facilmente accomunabili tra loro; ciò a dispetto del significato maggiormente condiviso che viene attribuito al termine Yoga, che è “unione”.

Tale situazione rende importante, seppure non facile, cercare di fare chiarezza al riguardo e giustifica la ricerca di riferimenti comuni alle varie interpretazioni, che rendano possibile il dialogo e la condivisione tra gli interessati.

La grande varietà dei percorsi esistenti rende però problematica la risposta alla ricerca di una definizione condivisibile; scorrendo l’evoluzione di questa disciplina, piuttosto che affermare l’esistenza di una antica disciplina chiamata Yoga sembra più corretto dire che alcuni esercizi fisici, respiratori e meditativi, praticati spontaneamente nel corso della ricerca umana, sono stati successivamente raggruppati e catalogati in sistemi diversi.

Dunque, grazie alla ricerca spontanea di alcuni uomini, sono state inizialmente elaborate tecniche fisiche, respiratorie, meditative, energetiche, vibrazionali e devozionali; questo patrimonio di esperienza pratica e concettuale è stato organizzato in percorsi differenti, alcuni dei quali chiamati Yoga; essi trovano tutti la loro origine in teorie e tecniche nate per contrastare la sofferenza e sviluppare benessere. Questi insegnamenti si sono poi diffusi nel mondo e sono stati anche rielaborati a seconda delle varie esigenze o utilizzati, anche parzialmente, per dare vita a nuove discipline.

In conclusione, si può anche definire lo Yoga come disciplina unitaria, quale insieme di teorie e tecniche originatesi nel mondo induista, successivamente organizzate in percorsi, scuole e stili diversi, che continuano a proliferare ancora oggi, il cui scopo è combattere il malessere e la sofferenza dell’individuo.

Tra i tanti stili e le tante scuole possiamo però evidenziare una importante differenza e tracciare una importante linea di demarcazione in considerazione della loro finalità; mentre gli insegnamenti che fanno riferimento alle fonti originarie indicano la necessità di trascendere l’individualità e reintegrarsi e fondersi con una dimensione onnicomprensiva per affrancarsi dalla sofferenza connaturata all’individualità, altri percorsi, soprattutto moderni e contemporanei, propongono un benessere incentrato sul miglioramento e il rafforzamento delle condizioni individuali.

Questa distinzione resta valida anche quando questi approcci più recenti considerano l’importanza di un buon rapporto tra l’individuo e gli altri esseri, poiché essi mantengono una dimensione più o meno sottile di dualità, cioè di separazione tra l’io e l’altro, tra l’individuo e la vita nel suo completo manifestarsi.

Al tempo stesso si può evidenziare un elemento caratteristico di questa disciplina, che dovrebbe essere denominatore comune di tutte le scuole e gli stili: lo sviluppo della Consapevolezza

Lo Yoga infatti è comunque un percorso di evoluzione consapevole, che porta a vivere con una visione sempre più chiara di ciò che accade dentro e fuori di noi.

Lo sviluppo della Consapevolezza è un atteggiamento costante, va praticato sempre, sia nell’ambito dello sviluppo psicofisico, di quello mentale e di quello spirituale.

È la base necessaria per una corretta osservazione di ciò che realmente è, presupposto per operare il cambiamento desiderato e comporta una conoscenza via via maggiore delle parti più profonde dell’essere.

Si coltiva impegnandosi a praticare attenzione, concentrazione e attitudine meditativa nel corso delle pratiche e delle tecniche, per poi estendere questo atteggiamento a ogni attività quotidiana.

5.3 Una possibile classificazione

A titolo indicativo possiamo classificare i principali insegnamenti dello Yoga secondo la cronologia della Tabella seguente, le cui datazioni, comunque, sono di non sicura definizione.

TRADIZIONE INDUISTA
Periodo Vedico – Il termine Yoga appare attorno al 1500 a.C. nel più antico testo sanscrito, il RigVeda, il primo dei quattro Veda. In questo contesto assume il significato di disciplinare i sensi e la mente.
Periodo Upanisadico  Il medesimo termine compare in alcuni passaggi delle prime Upanishad, più o meno a metà del I millennio a.C., per indicare una pratica spirituale di meditazione affiancata dal controllo della respirazione.
YOGA EPICO E CLASSICO
Periodo Epico – La Bhagavad Gita, grande poema epico indù, è uno scritto probabilmente databile intorno al I secolo d.C. Tratta delloYogain generale e di alcuni dei suoi percorsi, soprattutto del Karma yoga (Yoga dell’azione), dello Jnana yoga (Yoga della conoscenza spirituale) e del Bhakti yoga (Yoga devozionale); contiene anche riferimenti al Raja yoga (Yoga regale, della meditazione).
Periodo Classico (dei Sutra) – Gli Yogasutra di Patanjali risalgono approssimativamente al III secolo d.C. Questo testo costituisce una pietra miliare nella sistematizzazione dello Yoga. Propone un percorso in otto passi, la cui vetta è costituita dall’attività meditativa.
YOGA POST CLASSICO
Periodo Medievale e Tantra – Dagli insegnamenti tantrici medioevali, che a loro volta affondano le loro radici in insegnamenti vedici, derivano i testi Hatha Yoga Pradipika (XV secolo),  Gheranda Samhita (XVII secolo) e Shiva Samhita (XVIII secolo). Su di essi si fondano diverse scuole basate su pratiche energetiche, tra le quali l’Hatha yoga.
YOGA MODERNO E CONTEMPORANEO
Dal 1800 – Continua a essere coltivata la tradizione legata alla spiritualità, promossa da maestri come Vivekananda e Yogananda, che la diffondono in occidente. In parallelo, prendendo a spunto soprattutto gli insegnamenti incentrati su una visione energetica, si originano stili incentrati sulla pratica di posizioni e respirazioni, ad esempio l’Hatha Yoga, il Viniyoga, oppure discipline successive come il Kundalini yoga. Frutto di uno sviluppo ancora oggi fecondo, nascono e fioriscononumerosissimi stili, molti dedicati al moderno Yogaposturale, alcuni anche con caratteristiche fortemente innovative. Tra gli Yoga più recenti  Anusara Yoga, Vinyasa Yoga, Power Yoga, Yin Yoga e altre pratiche tanto originali quanto discutibili: Yoga della Risata, Acroyoga, Yogaarte, ecc... I collegamenti delle scuole di Yoga moderno e contemporaneo agli insegnamenti epici, classici e post-classici sono da valutare caso per caso.
5.4 Maestri e stili
Lo sviluppo dello Yoga nel mondo moderno comprende sia la tradizione legata alla spiritualità che un filone di insegnamenti di tipo energetico-posturale, a volte combinati anche tra loro.
Numerosissimi coloro che hanno sviluppato e diffuso questi insegnamenti, in oriente e nel resto del mondo.
Aurobindo (Aravinda Ghose 1872-1950) fu fautore di un metodo denominato Yoga Integrale e propugnatore di una ascesa spirituale capace di unire i due poli dell’esistenza, la Materia e lo Spirito, tramite la discesa della luce e del potere dello Spirito nella Materia.
La sua discepola Mère (Mira Alfassa 1878-1973) lo affiancò nella gestione dell’ashram di Pondicherry e contribuì in modo determinante a porre le basi per la costruzione della città di Auroville, che avrebbe dovuto essere un luogo dove uomini e donne di ogni nazione, credo, tendenza politica e razza avrebbero potuto vivere in pace ed armonia realizzando un laboratorio evolutivo di Unità Umana.
Nelle società occidentali la notorietà dello Yoga comincia alla fine del 1800, tramite la traduzione e pubblicazione di libri generalmente a carattere spirituale e i viaggi di alcuni maestri (swami), in particolare Vivekananda e  Yogananda.
Nel 1893 swami Vivekananda (1863-1902), discepolo di Ramakrishna (1836-1886), entrambi ricercatori e maestri spirituali indiani, si recò negli Stati uniti per partecipare al Forum mondiale sulle religioni e quell’evento rappresenta per molti una pietra miliare della diffusione dello Yoga in occidente.
Il messaggio di Vivekananda era rivolto alla ricerca di una Verità comune al pianeta intero. Fu fautore di un nuovo mondo in cui la scienza e la religione avrebbero collaborato, il misticismo si sarebbe combinato con l’umanesimo e l’armonia spirituale avrebbe sostituito il dissenso religioso.
Nel 1946 fu pubblicato il libro Autobiografia di uno Yogi del maestro indiano Paramahansa Yogananda, discepolo di Swami Sri Yukteswar (1855-1936), a sua volta discepolo di Lahiri Mahasaya (1828-1895); il libro di Yogananda, che conteneva numerose indicazioni per la meditazione e le pratiche devozionali, in breve divenne un bestseller e venne tradotto in 18 lingue.
Discepolo di Yogananda fu swami Kriyananda (Donald Walters – 1926-2013) che ebbe importanti responsabilità nella Self-Realization-Fellowship. Lahiri Mahasaya, Yogananda e Kriyananda svilupparono un percorso denominato Kriya yoga.
Molti altri maestri indiani furono protagonisti della diffusione dello Yoga nel mondo, portando differenti elaborazioni degli insegnamenti originari.
Swami Sivananda Saraswati (1887-1963) visse per anni nell’ashram (comunità) di Rishikesh; autore di svariati libri e fondatore di alcune scuole di Yoga; ha ideato la famosa sequenza di asana detta serie Rishikesh; tra i suoi allievi Vishnu-devananda (1927-1993) e swami Satyananda Saraswati (1923 –2009).
Ramana Maharshi (1879-1950) si prodigò a guidare i suoi numerosi allievi nel sentiero dell’indagine sul interiore e verso la Realizzazione, secondo gli insegnamenti dell’Advaita Vedanta.
Kirpal Singh (1894-1974) ha ricoperto il ruolo di Presidente della “Fratellanza Mondiale delle Religioni”, organizzazione comprendente rappresentanti di tutte le maggiori religioni del mondo. Scrisse numerosi libri in campo spirituale, religioso e morale.
Maharishi Mahesh Yogi (1918-2008), famoso anche per essere stato guru dei Beatles e di numerose altre personalità, fu ideatore della cosiddetta Meditazione Trascendentale.
Con una evoluzione parallela, probabilmente anche incentivate dalla presenza in India di pratiche britanniche come Body building ed Educazione Fisica, si svilupparono enormemente e vennero approfonditi svariati sistemi di posture e respirazioni sempre più complessi.
Maestri come swami Kuvalayananda (1883-1966) si concentrarono sui benefici che queste pratiche possono portare alla salute.
Significativo il contribuito di Krishnamacharya (1888-1989)allo studio di posture e pranayamae quello del figlio Desikachar (1938-2016); a loro è da attribuire lo sviluppo dello stile Viniyoga.
Inoltre  Krishnamacharya ha istruito tre discepoli che si sono particolarmente distinti e hanno influenzato la diffusione dello Yoga in occidente: Pattabhi Jois (1915-2009) che ha dato vita all’Ashtanga Yoga, Indra Devi (1899-2002) che si è guadagnata il nome di “First Lady dello yoga” e B.K.S. Iyengar (1918-2014) che ha creato uno stile caratterizzato da una particolare attenzione al dettaglio delle posture e successivamente all’uso di sostegni, appunto chiamato Iyengar Yoga e che molto ha contribuito alla diffusione dello Yoga con la pubblicazione del suo fortunatissimo libro Light On Yoga, del 1966.
Tra i maestri occidentali da ricordare André Van Lysebeth (1919-2004), che fu allievo di swami Sivananda, fondatore della rivista specialistica “Yoga”, e fondatore, insieme a Gérard Blitz dell’Unione Europea di Yoga.
In tempi recenti si ricordano anche maestri come Yogi Bhajan (1929-2004), che ha raccolto e rielaborato gli insegnamenti di Guru Ram Das (1534-1581) e ha diffuso la pratica del Kundalini Yoga (lo Yoga volto a destare l’Energia cosmica dormiente nell’essere umano), Sathya Sai Baba (1926-2011) che ha propugnato l’unità delle religioni e delle discipline spirituali, nonché la fratellanza degli uomini e l’unità di tutte le creature, e Osho Rajneesh (1931-1990), maestro con vasto seguito internazionale; costoro hanno dato vita a rielaborazioni originali di antichi insegnamenti, creando anche comunità di riferimento a volte molto discusse.
È infine doveroso segnalare il fiorire nel mondo moderno di numerosissime scuole e stili.
Alcuni fanno riferimento a insegnamenti dello Hatha yoga, pur sviluppandoli con modalità diverse; tra esse: Anusara yoga, Ashtanga Vinyasa yoga, Bikram yoga, Vinyasa Flow yoga, Power Yoga, Yin yoga.
Altri a insegnamenti meditativi o spirituali sono il Sahaja yoga di Mataji Nirmala Devi e il Bhakti yoga degli Hare Krishna.
Altri, infine, si basano su pratiche decisamente originali, come Yoga della Risata, Acroyoga, ecc…
Le connessioni delle varie scuole di Yoga moderno e contemporaneo con lo Yoga classico e post-classico vanno esaminate e valutate con attenzione, caso per caso.

5.5 Lo Yoga in Italia

Di seguito un quadro riassuntivo di alcuni insegnanti e di alcune associazioni che hanno contribuito alla diffusione dello Yoga in Italia.

I primi insegnanti:

  • Intorno all’anno 1959 Carlo Patrian, pioniere delle discipline orientali, fondò l’Istituto Yoga a Milano.
  • Verso il 1962 Gianni Bonvini fondò un Centro Yoga in Liguria.
  • Nel 1964, Antonio Naim fondò il Centro Yoga di Firenze.
  • Nel 1969 Giorgio Furlan (allievo di Patrian) fondò a Roma l’Accademia Yoga

Associazioni tra le più conosciute:

  • Federazione Italiana Yoga (FIY): Fondata nel 1974 – Associata alla Union Européenne de Yoga
  • European Federation of Oriental Arts (EFOA): fondata nel 1978 a Roma da Roberto Laurenzi e Francoice Bellet
  • Yoga Associazione Nazionale Insegnanti (YANI): Nasce a Milano nel 1999
  • Federazione Mediterranea Yoga (FMY): associazione di insegnanti nasce a Catania nel 2000 (a Roma: Antonio Nuzzo)