Considerazioni generali sulle tecniche
Nonostante l’insegnante di Yoga non si sostituisca al medico, cui istituzionalmente è affidata la cura della salute, alcune tecniche, tramite il miglioramento della circolazione energetica, possono stimolare le reazioni positive ed i processi di autoguarigione dell’organismo, rivelandosi un utile contributo per affrontare disturbi e patologie e ripristinare buone condizioni di salute, che aiutano il percorso evolutivo.
Come ogni strumento che provoca effetti, però, non sempre la pratica delle tecniche è esente da pericoli: ognuna delle pratiche può presentare controindicazioni, in particolare in caso di disturbi e patologie, che è bene tenere in attenta considerazione
È dunque importante, prima di cominciare la pratica dello Yoga, essere a conoscenza delle proprie condizioni di salute; così come è altrettanto importante informarne l’eventuale insegnante, affinché questi adotti le opportune cautele
In generale, alle tecniche va applicato quanto di seguito esposto.
- Cautele e controindicazioni
Per quanto riguarda le tecniche psicofisiche, ogni posizione (asana) ha specifiche controindicazioni in presenza di patologie fisiche (deviazioni della colonna vertebrale, pressione sanguigna irregolare, disturbi cardiaci, ecc…). Indicazioni dei benefici e controindicazioni riguardanti alcune asana sono contenute nel sito www.yogapereducare.it. (link: Posizioni)
Le tecniche respiratorie più complesse (Pranayama), oltre a necessitare di un apparato respiratorio in buone condizioni, agiscono fortemente sul sistema nervoso, pertanto è da tenere in massima considerazione lo stato di salute del medesimo e vanno comunque praticate con grande attenzione.
Le tecniche di concentrazione e meditazione (Dharana e Dhyana) oltre alle cautele indicate per le precedenti tecniche, richiedono un sufficiente equilibrio mentale.
Tutte le tecniche vanno apprese possibilmente sotto la supervisione di una guida esperta.
- La progressione
Le tecniche vanno praticate con prudente progressione.
Va innanzitutto curato lo scioglimento della colonna, di primaria importanza, poiché in sua prossimità si trovano i principali canali e centri di scorrimento dell’energia.
All’inizio particolare attenzione andrà prestata alle condizioni delle curve cervicali e dorsali, di fondamentale importanza nell’architettura della colonna per la loro funzione di sostegno del corpo nella posizione eretta. Per ripristinare una loro corretta mobilità potranno essere usati anche esercizi non strettamente consistenti in asana, ma da praticare il più possibile con le stesse modalità di respirazione consapevole e attenzione interiore.
Successivamente si potranno introdurre asana più tonificanti, che sono più impegnative.
I Pranayama vanno praticati dopo aver acquisito la padronanza di esercizi di respirazione controllata più semplici.
Le tecniche di concentrazione e meditazione vanno praticate dopo avere appreso un sufficiente livello di rilassamento.
La durata delle tecniche verrà aumentata progressivamente; ciò ne aumenterà l’efficacia.
- L’atteggiamento nella pratica
È fondamentale praticare con il corretto atteggiamento psicologico che consiste nell’allontanare qualsiasi pensiero e concentrarsi completamente nel momento presente (essere nel qui e ora).
L’attenzione va portata al proprio interno, come a guardarsi dal di dentro; per approfondire il processo di conoscenza interiore ci si può aiutare seguendo il percorso interno del respiro.
Per tutta la durata delle sequenze di posizioni è importante respirare lentamente e ritmicamente con il naso, a meno di diverse, particolari indicazioni.
Durante le tecniche vanno sviluppate la capacità di osservazione e di ascolto per sviluppare una conoscenza diretta non filtrata dalla presenza di concettualizzazioni.