L’insegnante di Yoga in Italia

Regolamentare la figura dell’insegnante di Yoga

Sono in corso nel nostro paese diversi tentativi di regolamentare la figura dell’insegnante di Yoga.

Molti sostengono che ciò sia auspicabile perché metterebbe ordine in un settore cui fanno riferimento persone che esercitano percorsi anche estremamente diversi tra loro, appresi con modalità disparate; il controllo della loro professionalità, inoltre, sarebbe una garanzia per i praticanti che non rischierebbero che la loro salute venga compromessa da insegnanti impreparati.

Queste comprensibili (e sane) esigenze non tengono però conto, a mio avviso, della complessità della situazione di cui un insegnante di yoga è parte e andrebbero affrontate con riflessione non superficiale.

Insegnare (e praticare) cosa?

L’attività di regolamentazione di un’attività in primo luogo presuppone ovviamente che ci sia un’attività definibile con sufficiente rigore e dal perimetro di manifestazioni sufficientemente omogenee; immagino difficile infatti definire regole comuni per la pesca e il ciclismo su strada.

Ma lo Yoga è una disciplina che risponde a questa chiarezza di contenuto? In altre parole, non bisognerebbe in primo luogo definire che cos’è lo Yoga prima di definire che cos’è l’insegnante di Yoga?

Il dibattito su questo tema è (per fortuna) ancora vivo e comprende numerose opinioni, non esclusa la mia.

Lo Yoga, per me

Insegno Yoga da circa 35 anni e, nel corso di questa attività che ho praticato principalmente per amore e gratitudine per i benefici che ha apportato nella mia vita, ho sviluppato alcune riflessioni, che espongo di seguito.

Ritengo che all’origine di quello che chiamiamo Yoga ci sia il tentativo di trovare un antidoto al dolore e alla sofferenza umana. Numerosi esploratori dell’esistenza hanno provato a sperimentare tecniche volte a affrontare questi problemi; alcuni di costoro, che hanno ritenuto di avere trovato soluzioni adeguate, le hanno organizzate in percorsi, poi teorizzati e diffusi.

Nel subcontinente indiano, che è il luogo cui si fanno risalire gli insegnamenti originari da cui deriva lo Yoga, tra le prime importanti tracce scritte di questi insegnamenti troviamo quelle contenute nei Veda e nelle Upanisad. Da questi insegnamenti, tramite continue e successive rielaborazioni, nascono discipline cui si fa riferimento come fonti e origine dello Yoga.

Queste fonti però descrivono teorie e tecniche tra loro anche sensibilmente diverse; a una o più di esse i posteri (e gli attuali insegnanti di Yoga) fanno riferimento come origine di una disciplina che, soprattutto per comodità di definizione viene presunta unitaria.

Quello che voglio dire è che la creazione di una disciplina Yoga, intesa come disciplina unitaria, è successiva all’esistenza  dei percorsi che vengono poi prescelti come sua fonte e riferimento: posso dunque affermare, per esempio, che lo Yoga origina dalla Bhagavad Gita, dagli Yogasutra di Patanjali, dagli insegnamenti tantrici  o da più di uno di questi orientamenti, a seconda delle mie conoscenze o delle mie convenienze.

Seppure sono convinto che dunque non esiste oggettivamente la fondazione in un preciso momento storico di una disciplina unitaria denominata Yoga, è altrettanto visibile che, nel tempo, numerose discipline sono state accomunate da questo termine, che racchiude una enorme ricchezza di tecniche e di teorie.

Quando, come  insegnante di Yoga, uso un tipo di insegnamento ho necessità di avere un riferimento teorico di quello che sto insegnando, anche se per alcuni insegnanti questo succede soprattutto a livello inconscio, e dunque di avere un’idea unitaria e, implicitamente, una definizione di cosa sto insegnando.

L’idea che personalmente ho trovato maggiormente di aiuto a rappresentare i contenuti del mio insegnamento è quella di poter individuare uno Yoga delle origini da cui si sono sviluppati percorsi successivi.

Per Yoga delle origini intendo gli insegnamenti della Bhagavad Gita, di Patanjali e gli insegnamenti tantrici, che, non a caso, ho prima citato.

Questi insegnamenti hanno tra loro contenuti spesso assai diversi. Come sappiamo, nella Bhagavad Gita principalmente sono insegnati il Karma yoga (Yoga dell’azione), lo Jnana yoga (Yoga della conoscenza) e il Bhakti yoga (Yoga della devozione); di ricerca tramite tecniche introspettive e meditative tratta l’Astanga yoga di Patanjali; sull’approccio energetico si fondano gli insegnamenti tantrici.

So bene che anche queste definizioni che ho precedentemente adottato sono di comodo e indicative di discipline ben più complesse e che, dunque, prestano il fianco a possibilità di critiche. Quello che però mi ha fatto propendere per questa opzione è la possibilità di addivenire a una possibilità teorica unitiva di questi percorsi e la possibilità di trovarne un’essenza comune.

Tutti i percorsi finora citati, infatti, hanno come soluzione ai problemi della sofferenza e del dolore il superamento di una dimensione individuale e l’accesso a una dimensione trascendente l’individuo, essere limitato che soffre proprio per le sue limitazioni.

Il contenuto essenziale (l’essenza) di questi percorsi consiste nell’affermare che il benessere completo (la fine della sofferenza) è necessariamente legato al raggiungimento di una condizione di ri-unione (yoga)  a una dimensione sovra individuale, di cui l’individuo è già parte inconsapevole nella realtà ordinaria.

Da rielaborazioni delle teorie e delle tecniche che compongono questi percorsi originari nascono successivamente, in India e nel mondo, una miriade di insegnamenti non sempre in sintonia, a mio avviso, con il contenuto essenziale degli insegnamenti originari.

Molti percorsi Yoga, infatti, hanno ignorato (più o meno volutamente) quello che ho definito come contenuto essenziale dello Yoga originario e indicato la possibilità di un benessere limitato a una dimensione individuale, senza alcun riferimento alla necessità di andare oltre questa dimensione.

Chi sono gli insegnanti di Yoga?

Conseguentemente alle tesi precedenti, abbiamo quindi oggi la possibilità di insegnare lo Yoga realizzando nella vita di tutti i giorni Karma, Jnana e Bhakti yoga, svolgere attività unicamente o prevalentemente meditativa, dedicarci alla pratica di posizioni e respirazioni nella sua immensa declinazione di stili più o meno moderni; possiamo insegnare un benessere che va in direzione del raggiungimento di una dimensione trascendente o limitandolo a rafforzare una dimensione individuale, analogamente a tanti altri operatori del benessere, così come viene generalmente inteso nella civiltà occidentale.

Evitando di dettagliare per motivi di spazio l’enorme numerosità delle offerte attuali dello Yoga e dunque degli insegnanti, mi sembra che questo panorama sia tutt’altro che omogeneo e definibile con sufficiente precisione oggettiva e che questo fatto ponga un enorme problema nel cercare regole comuni che consentano di identificare la figura dell’insegnante di Yoga, perfino se ci limitassimo a considerare lo Yoga come disciplina sostanzialmente posturale e dunque escludendo tutti gli altri insegnanti che esercitano percorsi non posturali.

La regolamentazione dell’insegnante (e dell’insegnamento)

Diversi soggetti, che si autodefiniscono autorevoli giudici della validità degli insegnamenti e degli insegnanti, magari basandosi sul fatto che rappresentano un certo numero di associati volontari, stanno cercando di far calare dall’alto dei loro vertici regole e regolamentazioni degli insegnanti e dell’insegnamento.

Se da una parte questo può rispondere, come accennato al’inizio, a ricerca di ordine e affidabilità, difficile non vedere anche tentativi meno nobili di egemonia nel settore dell’insegnamento dello Yoga e gli inevitabili risvolti economici che ne possono derivare (e già ne derivano) in termini di “abilitazioni all’insegnamento”, attività di “formazione continua”, necessità di “affiliazione” a questa o a quell’altra associazione.

Tutto questo con un processo calato dall’alto senza alcuna ricerca di dibattito e coinvolgimento di tutti gli interessati, che reputo indispensabile per una analisi non superficiale e svolta con metodologia democratica di partecipazione collettiva.

Personalmente sarei molto contento di poter raccogliere quante più possibili opinioni dei soggetti interessati e confrontarmi anche con opinioni differenti per poter arricchire le mie idee.




FORUM

Questa pagina contiene indicazioni e link per leggere scritti o notizie su argomenti che possono essere in relazione con lo Yoga.

Chiunque può proporre suoi scritti o suggerire temi di suo interesse o commentare ciò che è qui esposto scrivendo a yogapereducare@gmail.com

  • Lo Yoga che mi ha cambiato la vita

OGGETTO: Articolo di Salvatore Spataro sul giornale on line Ferraraitalia del 8 febbraio 2021

LINK: LO YOGA CHE MI HA CAMBIATO LA VITA: non tutti i mali vengono (solo) per nuocere – Ferraraitalia.it – Quotidiano di Ferrara – l’informazione verticale

COMMENTI:

  • Il Casale Garibaldi di Roma: come funziona la Città dell’utopia

OGGETTO: Articolo di Salvatore Spataro sul giornale on line Ferraraitalia del 2 marzo 2021

LINK: Il Casale Garibaldi di Roma: come funziona “La città dell’utopia” – Ferraraitalia.it – Quotidiano di Ferrara – l’informazione verticale

COMMENTI:

  • Il Papa: catastrofe educativa, un piano globale in sette punti

OGGETTO: Articolo su Avvenire.it – giovedì 15 ottobre 2020

LINK: https://www.avvenire.it/papa/pagine/francesco-rilancia-il-patto-educativo-la-diretta

DESCRIZIONE:  L’educazione è la via migliore per umanizzare il mondo. Ecco i punti indicati da papa Francesco nel suo intervento al Global Compact on Education.

COMMENTI:

Salvatore – contiene spunti interessanti di riflessione per uno sviluppo umano positivo

  • Manifesto AYCO

OGGETTO: Manifesto AYCO su Formazione Insegnanti

LINK: https://www.ayco.it/manifesto

DESCRIZIONE: Esplicita orientamenti e principi sugli insegnanti Yoga e la loro formazione

COMMENTI:

Salvatore – Condivisibili gli orientamenti e i principi sugli insegnanti Yoga. Peccato che in un link interno (https://www.ayco.it/formazione-yoga/formazione-insegnanti-yoga-il-corso) si dica che “A seguito del superamento degli esami finali, l’allievo conseguirà il Diploma AYCO, titolo professionale che abilita all’insegnamento.” Trovo questa dizione ambigua e ingannevole, perché può dare adito a credere che esista una abilitazione ufficiale all’insegnamento, fatto che ad oggi ritengo sia solo nei desideri di chi vuole impossessarsi del business dell’insegnamento e della formazione.

Yoga e covid

OGGETTO: Incontro del 23 ottobre 2020

Link; (clicca qui)