Indagine sul benessere a La Sapienza
All’inizio dell’anno dell’anno accademico 2009-2010 è stata effettuata una indagine su un campione di cinquanta studenti di età compresa tra i 18 e i 23 anni, iscritti al Corso di laurea triennale in Scienze dell’Educazione e della Formazione. Il campione è stato selezionato richiedendo la partecipazione volontaria degli studenti dei più frequentati corsi di studi.
L’indagine intendeva realizzare un’osservazione della popolazione studentesca di Facoltà con riguardo al tema del benessere, per un primo momento di conoscenza del contesto da utilizzare anche per lo svolgimento della successiva, prevista esperienza di laboratorio yoga.
Il concetto di benessere alla base dell’osservazione effettuata è quello correlato alla visione yoga, dunque equivalente a quello di realizzazione, corrispondente alla percezione e alla valutazione soggettiva di soddisfazione della propria vita al momento della rilevazione. La determinazione di tale misura si può ritenere espressione di un senso di appagamento tanto maggiore, quanto minore è per il soggetto la differenza tra Sé ideale e Sé percepito, ciò che si desidererebbe essere e avere e ciò che si ritiene di essere e avere.
L’indagine è stata condotta tramite la somministrazione di tre questionari, da redigere in forma anonima, con le sole indicazioni aggiuntive dell’età e del sesso; tale variabile non è stata successivamente considerata poiché la stragrande maggioranza del campione è stata compilata da donne, fatto che sostanzialmente rispecchia la popolazione della Facoltà.
I questionari
Si è cercato, inizialmente, di trovare questionari già utilizzati e validati; tale tentativo, però, non ha dato esiti soddisfacenti.
Ciò perché i test esaminati, consultati tra quelli disponibili nel settore psicologico, erano incentrati su concetti di benessere diversi da quello che si voleva indagare e gli indicatori utilizzati rispondevano complessivamente a logiche di ricerca differenti.
Si sono trovati, certo, questionari con riferimento ad attività, capacità ed aree che potevano essere di interesse per l’indagine in questione e con sufficiente relazione con lo Yoga, ma esse rispondevano solo parzialmente alle questioni interessate: ad esempio sono state osservate indagini su effetti della meditazione rispetto al benessere soggettivo, per diminuire l’ansia e lo stress, sulla possibilità di aumentare il controllo delle risorse interne e l’autorealizzazione.
Nonostante i possibili limiti di una tale scelta, si è ritenuto inevitabile procedere alla redazione di un set di indicatori costruiti ad hoc, con caratteristiche di semplicità e comprensibilità, che, con un limitato numero di domande, rispecchiassero appieno le aree che si volevano indagare e rispondessero del tutto alla logica complessiva.
Si è comunque tratto notevole spunto dalla già citata esposizione sulla qualità della vita e benessere psicologico ed in particolare dal questionario del SWBT (Subjective Well-being Training), che a sua volta utilizza tre ulteriori strumenti di ricerca:
- la Scala di soddisfazione della vita (Satisfaction With Life Scale);
- l’Happiness Measures;
- lo Psychap Inventory.
In conclusione sono stati realizzati i seguenti tre questionari:
- Questionario sul benessere
- Come vedo la vita
- Come mi va la vita.
- Questionario sul benessere
È suddiviso in due settori.
Il primo contiene due domande mirate a conoscere:
- l’opinione degli studenti riguardo alla influenza del benessere sul rendimento agli studi;
- l’opportunità di attivare in Facoltà iniziative riguardanti il benessere degli studenti.
Prevede le risposte SI, NO, NON LO SO.
Il secondo settore chiede agli intervistati di esprimersi su:
- importanza attribuita al benessere;
- interesse al miglioramento;
- soddisfazione della vita.
Quest’ultima domanda viene esplosa in aspetti di dettaglio, quali:
- la soddisfazione di se stessi compresi punti deboli e difetti;
- la soddisfazione per quello che si ha;
- la soddisfazione per quello che si fa (lavoro, studio);
- la soddisfazione nei rapporti con gli altri.
Viene richiesto agli studenti di esprimere il loro accordo (pieno o parziale) o il loro disaccordo (pieno o parziale) su ogni affermazione; è prevista anche la possibilità di rispondere NON SO e di segnalare domande poco chiare.
- e C) Questionari Come vedo la vita e Come mi va la vita
Indagano rispettivamente su Sé ideale e Sé percepito, proponendo gli stessi indicatori, intesi la prima volta come condizioni desiderabili per realizzare una situazione di soddisfazione, la seconda come qualità e attitudini presenti nel soggetto, secondo la sua percezione.
Sono stati individuati due campi principali legati al benessere, il primo a carattere prevalentemente sociale, il secondo più specificatamente personale; questi ultimi sono quelli su cui interviene la pratica dello yoga. Essi dunque sono stati organizzati tramite indicatori rispondenti a componenti e attitudini/capacità, tenendo in considerazione la visione yoga dell’individuo.
Gli indicatori dei questionari prendono in considerazione:
ASPETTI SOCIALI
- avere una vita ricca di attività;
- avere una vita sociale attiva;
- avere un legame sentimentale importante con un partner;
- avere molti soldi;
- appartenere ad un ambiente socialmente elevato;
- essere considerato una persona di successo nel lavoro/studio;
- vivere in una casa adeguata.
ASPETTI PERSONALI
Fisico ed energia:
- godere di buona salute fisica;
- avere vigore ed energia.
Emotività:
- sentirsi generalmente allegro e di buon umore;
- essere spesso tranquillo e sereno.
Lucidità ed elasticità mentale, attenzione al presente:
- avere idee chiare;
- essere orientati/concentrati sul presente piuttosto che sul passato o futuro;
- avere ben chiari gli obiettivi che si vogliono raggiungere;
- essere disponibili a cambiare le proprie idee.
Equilibrio e padronanza delle risorse:
- sapere misurare le proprie forze in relazione alle attività da svolgere;
- saper padroneggiare le proprie emozioni;
- saper padroneggiare i propri pensieri.
Armonia con l’ambiente:
- sapersi adattare a situazioni nuove;
- svolgere attività utili per la società;
- sentirsi parte di un insieme più vasto (collettività, umanità, natura);
- saper condividere con gli altri;
- prestare attenzione ai problemi ecologici;
- amare la vita;
- accettare gli altri per quello che sono, compresi punti deboli e difetti;
- avere curiosità di conoscere nuove persone e situazioni.
Consapevolezza:
- conoscere i propri punti di forza e di debolezza.
Sui punti sopraesposti è stato chiesto di esprimere l’accordo (pieno o parziale) o il disaccordo (pieno o parziale), prevedendo anche la possibilità di rispondere NON SO e di segnalare domande poco chiare.
Risultati
Ai fini dell’interpretazione dei dati di compilazione dei questionari è stata considerata la natura qualitativa dell’osservazione, la complessità psicologica e l’interconnessione degli indicatori proposti; da tale valutazione scaturisce una necessaria cautela e le conseguenti limitazioni nel trattamento statistico.
- Un focus sul benessere
Le risposte alla prima parte del questionario hanno evidenziato:
- l’influenza del benessere sul rendimento negli studi (88%);
- l’opportunità della presenza in Facoltà di iniziative riguardanti il benessere degli studenti (80%).
Per quanto attiene alla seconda parte, accorpando percentualmente le dichiarazioni di accordo pieno o parziale, si evincono i seguenti dati:
- importanza del benessere (100%);
- interesse al miglioramento (96%);
- soddisfazione complessiva della vita (82%).
Gli indicatori di dettaglio di quest’ultima voce indicano:
- soddisfazione per ciò che si fa (88%);
- soddisfazione per ciò che si ha (84%);
- soddisfazione nei rapporti con gli altri (84%);
- soddisfazione di se stessi così come si è, compresi punti deboli e difetti” (72%).
Commento
L’ipotesi che il benessere abbia sensibile influenza sul rendimento negli studi è fortemente condivisa; al tempo stesso viene manifestato largo gradimento verso la presenza in Facoltà di iniziative riguardanti il benessere.
Unanime è risultato il rilievo dato all’importanza del benessere e forte è l’interesse al miglioramento.
Appare in generale un quadro di alta soddisfazione complessiva della vita.
È da notare che, mentre gli indicatori relativi alla soddisfazione per ciò che si fa, per ciò che si ha e nei rapporti con gli altri riscontrano percentuali superiori alla soddisfazione complessiva, differente è il caso delle risposte all’indicatore “sono soddisfatto di me così come sono, compresi punti deboli e difetti”.
Esse infatti rappresentano l’unico dato percentualmente inferiore alla soddisfazione complessiva della vita e, seppure sempre da considerare di segno positivo, lasciano ipotizzare una percezione di non completa adeguatezza ed una elevata aspettativa di miglioramento personale.
- Il Sé ideale: come vedo la vita
I dati raccolti con il questionario Come vedo la vita, accorpando percentualmente le dichiarazioni di accordo pieno o parziale, evidenziano come indicatori ritenuti più importanti (98%):
- la salute;
- il buon umore;
- una vita sociale attiva;
- la conoscenza dei propri punti di forza e di debolezza;
- il saper condividere con gli altri.
Minore importanza viene attribuita a:
- capacità di controllo e gestione delle proprie forze (90%);
- saper padroneggiare le proprie emozioni (84%);
- saper padroneggiare i propri pensieri (82%).
Ai posti più bassi della scala troviamo:
- avere molti soldi (56%);
- appartenere ad un ambiente socialmente elevato (32%).
Commento
In una visione ideale, dunque, vengono privilegiate caratteristiche che sembrano dover essere proiettate nell’ambito di una vita sociale attiva, che contempli la capacità di relazione e di condivisione.
Tali elementi vengono considerati più importanti delle capacità di gestione e controllo delle risorse personali.
Sembra possibile affermare che l’aspettativa di soddisfazione appaia riferita maggiormente ad una percezione soggettiva, piuttosto che ad un riconoscimento economico e sociale.
- Il Sé percepito: come mi va la vita
I risultati del questionario Come mi va la vita esplicitano:
- buona salute fisica (94%);
- curiosità di conoscere nuove persone e situazioni (94%);
- il vivere in una casa adeguata (92%);
- avere vigore ed energia (92%);
- conoscere i propri punti di forza e di debolezza (90%);
- avere una vita sociale attiva (88%);
- sapersi adattare a situazioni nuove (88%);
- saper condividere con gli altri (88%).
Gli intervistati manifestano un livello meno alto di:
- chiarezza di idee (70%);
- tranquillità (66%);
- padronanza delle proprie emozioni (66%);
- padronanza dei propri pensieri (64%);
- percezione di utilità e riconoscimento sociale (44%).
Infine rispondono in modo poco interessato agli indicatori che considerano:
- l’appartenere ad un ambiente sociale elevato (34%);
- l’avere molti soldi (16%).
Da notare, per ultimo, la rilevazione di una sensibile percentuale di NON SO relativamente a:
- essere considerati una persona di successo nel lavoro/studio (12%);
- sentirsi parte di una più vasta collettività e svolgere attività utili per la società (10%).
Commento
La condizione generale degli intervistati risulta di buona salute fisica, vigore ed energia. Hanno una vita sociale attiva e sanno condividere con gli altri. Sono curiosi e flessibili verso il nuovo e ritengono di conoscersi a sufficienza. Infine sono soddisfatti della loro condizione abitativa.
Da non trascurare, però, che gli intervistati manifestano un livello meno alto di chiarezza di idee, tranquillità, padronanza delle proprie emozioni e dei propri pensieri.
Risulta ancor più bassa la percezione di utilità e riconoscimento sociale. Questo dato è rafforzato dalla sensibile percentuale di incertezza, espressa dai NON SO, in relazione al successo nel lavoro/studio, al sentirsi parte di una più vasta collettività e svolgere attività utili per la società.
In definitiva i dati citati sembrano indicare una percezione non ottimale di integrazione sociale. Relativamente a questa ipotesi sarebbe stato utile sapere quanti degli intervistati fossero fuori sede, fatto che potrebbe influenzare questa condizione.
Gli intervistati dichiarano generalmente di non appartenere ad un ambiente sociale elevato e di non avere ampie disponibilità economiche.
- Raffronto tra Sé ideale e Sé percepito
Si è proceduto infine ad un confronto tra i dati percentuali dei questionari Come vedo la vita e Come mi va la vita, al fine di rilevare eventuali, sensibili scostamenti e coincidenze tra medesimi indicatori riferiti al Sé ideale e al Sé percepito.
Gli scostamenti più rilevanti concernono:
- l’inadeguatezza di risorse economiche (40%);
- la mancata percezione di svolgere attività utili per la società (34%);
- la scarsa considerazione di successo sociale (30%);
- l’insufficiente tranquillità (30%).
Sostanzialmente coincidenti risultano invece gli indicatori relativi a:
- avere vigore ed energia (2%);
- avere curiosità di conoscere nuove persone e situazioni (0%);
- appartenere all’ambiente sociale soddisfacente (-2%);
- disporre di una casa adeguata (-2%).
Commento
Si può evincere che, relativamente a quanto ritenuto auspicabile per la propria realizzazione, viene lamentata l’inadeguatezza di risorse economiche; ciò nonostante la scarsa importanza assoluta loro attribuita nel precedente questionario Come vedo la vita .
Viene ancora una volta sottolineata la mancata percezione di utilità e riconoscimento sociale.
Pur tenendo in debita considerazione la generale soddisfazione della vita segnalata nel precedente Questionario sul benessere, non è presente una sufficiente tranquillità.
Viene invece manifestata sostanziale corrispondenza tra la necessità e la disponibilità di vigore ed energia, così come per l’apertura verso nuove persone e situazioni.
L’ambiente sociale di appartenenza, sebbene come visto in precedenza non risulti elevato, e la situazione abitativa sembrano perfino superare, seppur di poco, quelle ideali.