Verso un umanesimo cosmopolita

La globalizzazione, cui spesso è attribuita una connotazione negativa, può anche essere vista evidenziando anche le opportunità che offre di sviluppare potenzialità positive: è un modo di concepire una realtà più vasta e di operare su di essa; offre dunque anche la possibilità di una visione unitaria del mondo e completa della vita.

Ciò che serve, infatti, non è contrastare la globalizzazione, ma un recupero della dimensione unitaria dell’uomo e della vita, il cui senso va realizzato attraverso l’attività comune, basandosi su principi e valori che promuovano giustizia, pace e cooperazione.

In un mondo globale sembra dunque opportuno più che mai adottare una “filosofia di vita” anch’essa globale, che approfondisca il legame tra tutti gli uomini, contemperando dimensione individuale e universale, per gestire i conflitti e comporli con generale soddisfazione.

Il diritto e l’importanza dell’individuo vanno inquadrati nell’intera comunità umana dalla quale ricevere posizione e significato; è fondamentale per un favorevole progresso sociale che gli individui si sentano uniti dal fatto di lavorare in una comune direzione e sappiano perseguire esigenze e scopi comuni.

Senza negare una dimensione individuale, solo se si riesce a vedere il vantaggio di andare al di là dei propri interessi particolaristici si può costruire un mondo giusto e solidale, in cui si ponga un limite allo sfruttamento delle risorse umane e ambientali e si adotti uno sviluppo sostenibile, finalizzando le politiche economiche globali alla lotta contro la disuguaglianza e la povertà.

Sfruttando l’integrazione e lo scambio di conoscenze è possibile implementare la cooperazione, privilegiando le comunanze che possono apportare ricchezza di contributi creativi, pur nel rispetto delle differenze e della specificità delle esigenze.

L’informazione diffusa su scala mondiale può favorire la partecipazione di grandi masse in tutti i paesi del mondo in battaglie per la “globalizzazione dei diritti”.

Un tale modello di sviluppo si può dire sposi «un modello ‘ecologico’, in base al quale la vita delle parti è tanto migliore quanto migliori sono le relazioni tra le parti» (Pasqualotto G., East & West, Venezia, 2007, Marsilio, p. 72).

Risulta ormai sempre più evidente e urgente porre le basi di un “uomo globale”, promotore e interprete di un nuovo umanesimo, che ponga l’uomo al centro e la tecnica come strumento per la sua realizzazione e felicità, contrastando la tendenza che vede gli uomini al servizio dei beni e della ricchezza, piuttosto che viceversa.

Parte fondante di tale progetto è un rinnovamento della cultura e dell’educazione, che supporti lo sviluppo di una società diversa.

APPROFONDIMENTI

L’uomo globale

Educazione evolutiva

Le tante facce della conoscenza

Lo Yoga per l’evoluzione sociale

Educazione e società




L’uomo globale

L’uomo da formare, che più utilmente potrà affrontare le sfide del futuro, deve innanzitutto comprendere quanto la collaborazione sia lo strumento più efficace per ottenere i risultati desiderati, avere come obiettivo il migliore destino comune per l’umanità intera, conscio dei legami essenziali con gli altri individui.

Partendo da questo presupposto utilizzerà la propria personalità per una partecipazione costruttiva, ma anche critica alla vita sociale, con apertura mentale, flessibilità e disponibilità a ridiscutere le proprie conoscenze, alla luce di nuove possibilità, trovando ogni volta la teoria e l’azione più adatta per raggiungere un nuovo equilibrio adatto al mutare degli eventi.

C’è infatti da prendere atto che il processo storico e culturale contemporaneo ha spostato il concetto stesso della conoscenza dall’affidarsi ad una verità assoluta, esterna e immutabile, alla ricerca di verità di ogni individuo, relative alla sua esperienza e potenzialmente soggette a modifica. Sempre più privo di soluzioni già pronte per l’uso, ovunque e comunque valide, l’essere umano è spinto a sviluppare la consapevolezza, oltre che delle connessioni tra i vari saperi, dei limiti di ognuno di essi e a scegliere liberamente tra più opzioni, nonché a sapere ridiscutere le sue convinzioni quando queste si dimostrino superabili.

Questa consapevolezza è la base più adatta per disegnare un futuro pragmaticamente utile con un nuovo senso e valore dell’esistenza; una visione della vita da cui sviluppare chiarezza, ordine e valore, in sintonia con le conoscenze più moderne.

Essa può aiutarci a «vivere bene in un mondo dell’immanenza in cui ognuno di noi non ha, in ultima istanza, da rendere conto che a se stesso – e questo render conto a se stesso, lo sappiamo bene, è il più difficile e il più delicato dei rendiconti» (Schlanger J., Come vivere felici, Genova, 2002, Il Melangolo, p. 7).

Fra le potenzialità individuali è decisamente desiderabile un ulteriore sviluppo di atteggiamenti genuinamente intelligenti ed anche scientifici nel modo di pensare e di agire, per porre contrasto, come ha sostenuto il filosofo americano Dewey, «al pregiudizio, al dogma, all’autorità, all’uso coercitivo della forza in difesa di interessi particolari» (L’unità della scienza come problema sociale [Unity of Science as a Social Problem, 1938], traduzione di P. Lucisano, in «Cadmo», VIII, 22, Aprile 2000, p. 37).

Si può però ritenere che l’atteggiamento scientifico non costituisca la sola e definitiva alternativa ai “mali” prima esposti e che il sapere critico-razionale non sia sufficiente per interrogarsi e progredire sui significati del vivere, ricerca ineludibile per il genere umano.

La conoscenza sempre più forte del legame tra gli esseri ed il loro mondo, la percezione di questo legame globale è piuttosto l’oggetto caratteristico di una “via del cuore”, una funzione dell’”anima”, la cui cura resta, ancora oggi, di fondamentale importanza.

APPROFONDIMENTI

Educazione evolutiva




Le tante facce della conoscenza

Da sempre l’uomo ha cercato di comprendere la realtà circostante e quella interiore, per poter adottare i comportamenti più vantaggiosi per la sua esistenza.

La sistematizzazione delle esperienze ha dato vita a numerose interpretazioni e rappresentazioni concettuali della realtà di tipo diverso, quali, ad esempio, il mito, la religione, la filosofia e la scienza.

La realtà, però, ha dimostrato finora di potere offrire una quantità di significati potenzialmente infiniti, tanto più numerosi quanto più si moltiplicano le conoscenze e di sapere sfuggire alla possibilità di una comprensione e definizione definitiva; qualsiasi descrizione l’uomo voglia darne, prima o poi, risulta inadeguata ad affrontarne tutti gli aspetti.

Tra le conoscenze tramandate e conosciute, non solo nessuna è riuscita finora a costituirsi come unico, certo riferimento in grado di descrivere la verità della vita nella sua interezza, ma si dubita persino che ciò sia possibile.

L’idea stessa di verità e di realtà sono ormai sottoposte a forti critiche; a supporto di tali posizioni basti pensare che la conoscenza umana è sottoposta ai limiti dei sensi che recepiscono gli stimoli sensoriali, a quelli del  cervello che li elaborano, nonché ai filtri operati dalla selezione culturale e sociale.

Chi perviene a questa consapevolezza può ipotizzare dunque non solo di “non sapere”, ma anche di “non poter sapere”, non poter conoscere, una volta per tutte, una verità assoluta, valida sempre e per tutto.

Dubbi di questo tipo, già presenti nella storia del pensiero antico anche occidentale, a cominciare dai sofisti e da Socrate, trovano in tempi recenti espressione e conforto nelle teorie di numerosi pensatori.

Secondo lo psicologo statunitense J. Bruner vanno considerate sia la limitazione inerente alla stessa natura del funzionamento della mente, sia il fatto che la cultura plasma la mente e cioè ci fornisce l’insieme di strumenti con i quali costruiamo la nostra concezione del mondo, di noi stessi e delle nostre capacità.

Goodman, filosofo americano, ha sostenuto che qualsiasi cosa entri nel nostro campo di esperienza è già organizzata all’interno di un determinato “schema concettuale” e che, di conseguenza, non si può cogliere un mondo reale in sé; inoltre, essendoci tanti modi di costruire la realtà, si danno una pluralità di realtà tante quante sono le nostre versioni.

La scienza contemporanea è arrivata a criticare le nozioni di oggetto, spazio e tempo; le neuroscienze identificano il cervello come creatore di ciò che il senso comune continua a chiamare realtà. Secondo lo storico della scienza E. Bellone c’è qualcosa fuori dall’uomo, ma la sua struttura è frutto della costruzione di reti neuronali.

Per G. Bateson, antropologo, sociologo e psicologo britannico, la descrizione dei fenomeni non corrisponde ai fenomeni stessi (la mappa non è il territorio) ed esistono versioni molteplici del mondo.

Per il filosofo francese C. Castoriadis non esistono luoghi o punti di vista esterni alla storia e alla società, ogni forma del pensiero è creazione di immagini a partire dalle quali si può parlare di qualcosa. La società fornisce all’individuo il suo senso di essere, istituisce il mondo di significati.

Tali acquisizioni non sono ancora diffuse nella mentalità comune e gli uomini continuano inevitabilmente ad essere guidati dalle conoscenze finora acquisite; non solo religiosi, filosofi e scienziati, ma ogni individuo, a suo modo, più o meno consapevolmente, adotta una sua visione, una “filosofia di vita” che tende a dirigerne l’azione quotidiana dando un senso alla sua esistenza, tramite opzioni operative, attività, che derivano dall’ordine assegnato ai valori conseguenti al modo di “vedere” la vita.

L’esperienza della realtà ha comunque bisogno di essere organizzata per mezzo di simboli concettuali e verbali che la possano rappresentare, far ricordare e comunicare.

Le persone quindi costruiscono collettivamente concetti che rendono oggettiva, cioè condivisibile tra comunità di individui, la loro comprensione delle cose (oggetti, animali e uomini). Questi concetti culturali mettono in grado le persone di comunicare in merito alle cose stesse e alla vita.

“I concetti culturali inoltre organizzano il modo in cui le persone percepiscono, immaginano, pensano, ricordano e le sensazioni che hanno delle cose. In altri termini, i concetti costruiti collettivamente compongono la cultura, e i simboli culturali organizzano i fenomeni psicologici” (Ratner C., Cultural psychology and qualitative methodology, New York and London, Plenum Press, 1997, p. 26).

Anche se un unico sistema non può organizzare con certezza il sapere, si può pur sempre esplorare l’ipotesi di adottare più modelli che,  dichiarando i presupposti dai quale muovono e il loro perimetro di competenza, possano essere usati, a seconda delle esigenze,  per «rendere possibile il prosieguo favorevole dell’azione», come diceva il filosofo e pedagogista Dewey.

Sembra necessario e auspicabile, per una ulteriore evoluzione, che i diversi tipi di conoscenza possano integrarsi utilmente, seppure la frammentazione e molteplicità delle discipline, la vastità dei contenuti e la specializzazione dei linguaggi dei singoli saperi rendono, oggi, faticose le ricerche di reciproci legami.

Una tale integrazione può e deve accompagnare gli uomini nel superare le difficoltà e avanzare verso un mondo in cui questi realizzino una consapevolezza sempre più piena di una dimensione collettiva dell’umanità e della natura, ove le varie conoscenze possono utilmente supportare il progredire umano, così come ipotizzato da W. Heisenberg (citato in Capra F., Il tao della fisica, Milano, Adelphi, 1982, p. 9): “… è probabilmente vero in linea di massima che della storia del pensiero umano gli sviluppi più fruttuosi si verificano spesso ai punti di interferenza tra due diverse linee di pensiero. Queste linee possono avere le loro radici in parti assolutamente diverse della cultura umana, in tempi diversi e in ambienti culturali diversi o di diverse tradizioni religiose; perciò, se esse realmente si incontrano, cioè, se vengono a trovarsi in rapporti sufficientemente stretti da dare origine a una effettiva interazione, si può allora sperare che possano seguirne nuovi e interessanti sviluppi.”

Per andare in questa direzione, ed evitare le incomprensioni di una moderna Babele, è dunque importante capire presupposti, campo di applicazione, principi e valori di ogni conoscenza e analizzare le sue possibili interazione con le altre.

In questa dimensione globale va realizzato quanto la conoscenza non ha confini né paternità: è patrimonio dell’umanità intera. A chiunque lo desideri la vita mette a disposizione un’unica lezione, scritta con parole di differenti alfabeti sui diversi capitoli dello stesso libro.

Di questo patrimonio esperienziale e culturale del percorso umano fa parte lo Yoga, che si caratterizza, da secoli come strumento di benessere.

Sarà importante dunque delineare i rapporti di questa disciplina con altri saperi, per definirne i limiti di applicazione nonché la sua possibile funzione in un percorso di sviluppo sociale.

APPROFONDIMENTI

La torre di Babele

La conoscenza spirituale

Lo Yoga

Lo Yoga per l’evoluzione sociale




Yoga e vita quotidiana

Se per Yoga intendiamo un impegno per un’evoluzione consapevole orientata a sviluppare le potenzialità latenti nell’essere e ricongiungere l’individuo con l’Esistenza universale possiamo senz’altro dire con Aurobindo che “Tutta la vita è yoga”, che lo Yoga è uno stile di vita.

In questa visione lo Yoga cessa di apparirci come qualcosa di esotico e misterioso ed entra in stretto rapporto con la quotidianità.

La pratica dello Yoga è uno stimolo ad una rinascita continua, al di là della routine, degli schemi mentali precostituiti, a realizzare se stessi più profondamente possibile in una dimensione sempre più ampia di comunione con la Vita infinita.




Le posizioni di base

ELENCO DELLE POSIZIONI DI BASE

POSIZIONI IN PIEDI: 1 MONTAGNA (Tadasana), 2 ALBERO (Vrksasana), 3 GUERRIERO (Virabhadrasana), 4 MANO PIEDE (Uttanasana), 5 FIERO (Utkatasana), 6 FIANCO TESO (Pursvottanasana), 7 GHIRLANDA (Malasana), 8 TRIANGOLO (Utthita trikonasana), 9 ANGOLO (Utthita Parsvakonasana)

POSIZIONI PER L’ADDOME E PER IL DORSO: 10 POSIZIONE PURIFICATRICE (Pavana Muktasana), 11 TRENTA—SESSANTA—NOVANTA (Urdhva Prasarita Padasana), 12 CAVALLETTA (Salabhasana), 13 QUATTRO ARTI A BASTONE (Chaturanga danda sana) o COSTRUZIONE DI UN PONTE

TORSIONI: 14 POSIZIONE GHANDHI (Ghandiasana)

POSIZIONI SEDUTE: 15 OCCIDENTE (Paschimottanasana), 16 CIABATTINO (Baddha Konasana)

POSIZIONI PER LA COLONNA: 17 GATTO (Marjariasana), 18 POSIZIONE ACCOVACCIATA (Darmikasana), 19 PESCE (Matsyasana)

POSIZIONI CAPOVOLTE E SEMICAPOVOLTE: 20 CANE A TESTA IN GIU’ (Dandasana), 21 SOSTEGNO DEL CORPO (Salamba Sarvangasana)

POSIZIONI DI CONCENTRAZIONE E MEDITAZIONE: 22 EROE (Virasana), 23 LOTO (Padmasana)

POSIZIONI DI RILASSAMENTO: 24 CADAVERE (Savasana), 25 COCCODRILLO (Makarasana), 26 BUDDHA DISTESO (Sayana Buddhasana)

Le posizioni sono visibili nell’articolo FOTO DELLE POSIZIONI DI BASE

BENEFICI E CONTROINDICAZIONI DELLE POSIZIONI

Ogni posizione (asana), oltre ad apportare benefici, può però avere controindicazioni da tenere in attenta considerazione in caso di presenza di alcuni disturbi e patologie.

 POSIZIONI IN PIEDI

Tonificano gambe, braccia e schiena, migliorano la circolazione e la respirazione, insegnano i principi della postura eretta, migliorano l’equilibrio e il controllo del corpo, la coordinazione dei movimenti e la concentrazione.

Tra le posizioni in piedi possiamo distinguere:

posizioni di stabilità ed equilibrio

posizioni di scioglimento

posizioni tonificanti

Posizioni di stabilità ed equilibrio

1 MONTAGNA

ESECUZIONE: E’ la posizione verticale di base, in cui si comincia ad imparare a respirare correttamente.

Controllare in questa posizione, oltre che il corpo sia dritto ed il peso distribuito uniformemente sui piedi, che i piedi siano alla stessa altezza, le ginocchia indietro, l’addome leggermente in dentro ed il torace in fuori, le spalle rilassate indietro, le dita delle mani unite, ma senza tensione, la testa dritta con il mento leggermente reclinato in avanti.

BENEFICI: nella vita quotidiana è molto comune l’esecuzione scorretta della posizione eretta da cui possono nascere deviazioni e deformità della spina dorsale e perdita di elasticità della stessa.

VARIANTI: In montagna II l’estensione delle braccia verso l’alto comporta una espansione completa dei polmoni, facilitando una buona respirazione degli apici polmonari, sovente costretti da attività sedentarie, che comportano il piegamento in avanti delle spalle.

CONTROINDICAZIONI: nessuna.

2 ALBERO

ESECUZIONE: Può essere eseguita con le braccia verso l’alto o in fuori (variante più facile) oppure con le mani in posizione di saluto all’altezza del cuore.

BENEFICI: Sviluppa il senso di equilibrio, migliorando il controllo del corpo e la concentrazione.

CONTROINDICAZIONI: nessuna.

3 GUERRIERO

ESECUZIONE: Va eseguita con il busto centrale, distribuendone il peso in misura uguale su entrambe le gambe

BENEFICI dona equilibrio e stabilità. Tonifica gli organi addominali e rinvigorisce i muscoli delle gambe e delle braccia.

CONTROINDICAZIONI: nessuna.

Posizioni di scioglimento

4 MANO PIEDE

ESECUZIONE: Le gambe possono essere dritte o appena piegate, l’addome leggermente in dentro favorisce l’abbandono verso il basso della parte superiore del corpo.

BENEFICI: vengono tonificati gli organi dell’addome e distende la colonna. Porta tranquillità mentale.

CONTROINDICAZIONI: Se si avvertono dolori effettuare un controllo radiologico a causa di possibile disco spostato; in caso di artrosi cervicale è bene provare a sollevare la testa durante l’esecuzione. Chi ha il cuore debole deve praticarla con cautela, poiché il cuore, per mandare sangue a tutto il corpo, aumenta la frequenza dei battiti.

5 FIERO

ESECUZIONE: Questa posizione si esegue piegando le gambe e immaginando di sedersi su uno sgabello.

BENEFICI: toglie rigidezza alle spalle, rinforza le caviglie ed i muscoli delle gambe; viene inoltre sollevato il diaframma esercitando un lieve massaggio al cuore ed il torace sviluppato per l’estensione al quale viene sottoposto. Risultano anche tonificati gli organi dell’addome e della schiena.

CONTRONDICAZIONI: una postura che già naturalmente evidenzia oltre misura la curva lombare rende inopportuna la posizione; spesso le donne hanno già naturalmente questa iperlordosi, soprattutto se hanno già avuto figli. In questo caso può essere praticata con le braccia ed il busto inclinati in avanti; ciò vale anche se si incontrano difficoltà a causa di rigidezza alle spalle o di artrosi cervicale.

La posizione può comunque essere sostituita con montagna con le braccia in alto e riequilibrata con mano—piede.

6 FIANCO TESO

ESECUZIONE: Questa posizione prepara ai piegamenti in avanti del busto (mano-piede, boscaiolo, ecc… Consiste in due movimenti successivi, il primo con il busto ruotato di 90 gradi ed eretto, le mani dietro la schiena e la testa abbandonata dietro, il secondo con il busto e la testa abbandonati in basso verso il ginocchio.

BENEFICI scioglie le gambe, le anche, i fianchi e la spina dorsale. Tonifica i muscoli dell’addome e corregge le spalle cascanti, essendo queste spinte bene indietro, anche per rendere più facile la respirazione.

CONTROINDICAZIONI quando vi sono fastidi alle vertebre cervicali si può provare a portare verso il ginocchio il mento e non la fronte.

7 GHIRLANDA

ESECUZIONE: La pianta dei piedi va tenuta completamente sul terreno.

BENEFICI: rinforza e scioglie le caviglie, elasticizza la zona pelvica e la schiena, tonifica gli organi addominali, cura la stitichezza.

CONTROINDICAZIONI: E’ opportuno sciogliersi dalla posizione con attenzione perché la precedente notevole compressione potrebbe dare capogiri; in questo caso respirare molto lentamente e profondamente fino ad un regolare ripristino della circolazione.

Posizioni tonificanti

8 TRIANGOLO

ESECUZIONE: Mentre si scivola lateralmente, fare attenzione a che il busto si estenda lateralmente e non venga ruotato in avanti, altrimenti il fianco non si estende.

BENEFICI: questa posizione tonifica le gambe e le caviglie, scioglie i fianchi e sviluppa il torace. Mitiga i dolori di schiena e l’infiammazione del nervo sciatico se praticata nel verso che consente l’estensione del nervo dolorante.

VARIANTE: Si può estendere il braccio lateralmente piuttosto che verso l’alto.

BENEFICI: si accentua l’estensione del fianco.

CONTROINDICAZIONI: nel caso di vertebre schiacciate è bene praticare nel verso opposto, dove non si accusa dolore.

POSIZIONI PER L’ADDOME E PER IL DORSO

Tonificano la muscolatura addominale e dorsale.

9 POSIZIONE PURIFICATRICE

ESECUZIONE: Può essere eseguita sia con la testa distesa per terra che sollevata a guardare l’ombelico, per distendere la zona posteriore del collo.

BENEFICI la posizione massaggia e tonifica tutti i visceri; è particolarmente adatta a chi soffre di eccessi di gas intestinali e può aiutare nei casi di stitichezza, stimolando la peristalsi.

CONTROINDICAZIONI: praticare la posizione con cautela nei casi di infiammazioni intestinali acute (appendicite).

10 TRENTA—SESSANTA—NOVANTA

ESECUZIONE: Le gambe vanno distese il più possibile. In caso di debolezza addominale o dorsale può essere eseguita una gamba alla volta.

BENEFICI questa tecnica impegna tutti i muscoli addominali dal più alto al più basso tonificando gli organi interni. La posizione in alto delle gambe giova agli organi genitali che vengono maggiormente irrorati da sangue più ossigenato.

CONTROINDICAZIONI: per coloro che hanno problemi di lordosi o di artrosi cervicale è bene porre le braccia lungo i fianchi poggiando i palmi delle mani per terra esercitando su di essi una leggera pressione per sostenersi.

VARIANTE: TORSIONE DEL VENTRE

ESECUZIONE: Le braccia vanno estese lateralmente e i piedi andranno alternativamente il più possibile verso le mani per comprimere fegato, milza e pancreas.

BENEFICI: la pratica di questa posizione riduce il grasso eccessivo dei fianchi, tonifica il fegato, la milza e il pancreas; cura le gastriti e rinforza gli intestini. Può aiutare chi ha problemi al colon e all’intestino.

CONTROINDICAZIONI: bisogna praticare la posizione con attenzione quando si hanno problemi alle vertebre dorsali.

11 CAVALLETTA

ESECUZIONE: Può essere pratica anche sollevando una sola gamba alla volta (semi-cavalletta).

BENEFICI la posizione é molto benefica per l’apparato digerente, elasticizza la spina dorsale, rinforza le gambe e i muscoli dorsali e lombari.

CONTROINDICAZIONI: stimola la secrezione di succhi gastrici, dunque può accadere di avere acidità dopo tale pratica. In caso di ulcera é bene eseguire con cautela per non accentuare l’acidosi già esistente. Poiché la posizione può stimolare il distacco dei calcoli, é opportuno essere informati circa la loro grandezza a causa del dolore che può provocare il distacco degli stessi.

12 COSTRUZIONE DI UN PONTE

ESECUZIONE: più le braccia si spingono in avanti, più la posizione diventa impegnativa.

BENEFICI: rinforza il collo e la colonna vertebrale. I muscoli della schiena e dei fianchi vengono anch’essi rinforzati. Le ghiandole endocrine (ipofisi, epifisi, tiroide, surrene) irrorate di sangue, riprendono una corretta funzionalità.

CONTROINDICAZIONI: debolezza cervicale o dorsale.

VARIANTE: QUATTRO ARTI A BASTONE

ESECUZIONE: Le braccia sono piegate nel sollevamento del corpo, come in una flessione statica.

BENEFICI: tonifica le braccia e i polsi, in aggiunta ai benefici di COSTRUZIONE DI UN PONTE.

CONTROIDICAZIONI: debolezza cervicale o dorsale.

TORSIONI

Sciolgono la schiena, il collo e le spalle; attivano i reni e gli organi addominali; rendono elastica la colonna e le articolazioni delle anche.

13 POSIZIONE GHANDHI

ESECUZIONE: La gamba piegata può scavalcare o meno l’altra; questa variante viene sovente chiamata torsione spinale.

BENEFICI mantiene sciolta ed elastica la spina dorsale; massaggia e tonifica gli organi addominali stimolando il fegato, la milza ed il flusso della bile; aiuta a regolare le funzioni intestinali. Prepara a torsioni più impegnative.

CONTROINDICAZIONI nessuna.

POSIZIONI SEDUTE

Sono calmanti: allontanano la fatica, calmano i nervi e rinfrescano il cervello; regolarizzano la pressione sanguigna e favoriscono il sonno

14 OCCIDENTE

ESECUZIONE: coinvolge estendendola tutta la parte posteriore del corpo, dalla testa ai piedi.

BENEFICI: rinforza gli organi addominali e migliora la digestione; tonifica i reni e la spina dorsale. Durante l’esecuzione il cuore e gli organi addominali vengono massaggiati e la mente si calma. Il sangue circola abbondantemente nella regione pelvica irrorando maggiormente gli organi genitali di sangue più ossigenato. Tutto ciò dona vitalità e guida al controllo sessuale.

La tecnica può essere eseguita con beneficio anche da chi ha disturbi cardiaci. Inoltre è benefica per regolarizzare le alterazioni di pressione (alta — bassa).

CONTROINDICAZIONI Coloro che soffrono di cifosi devono aver cura di piegarsi al livello delle vertebre lombari per non accentuare la curvatura delle vertebre dorsali. Per chi ha disturbi alla cervicale si consiglia di tenere il mento sollevato.

15 CIABATTINO

ESECUZIONE: può essere eseguita anche inversione dinamica oscillando le gambe piegate (FARFALLA).

BENEFICI: Questa posizione è particolarmente consigliata a chi soffre all’apparato genito-urinario.

mantiene sani i reni la prostata e la vescica, poiché il bacino, l’addome e la schiena vengono abbondantemente riforniti di sangue e stimolati.

Ottima tecnica per le donne soprattutto durante i periodi mestruali.

Per le donne in gravidanza praticare tale asana serve a prevenire la formazione di vene varicose. Abbinando alla posizione la contrazione dei muscoli perineali e vaginali, si cura la frigidità.

CONTROINDICAZIONI poiché tende ad aumentare il flusso durante le mestruazioni, va evitato in questo periodo da chi ha mestruazioni abbondanti.

POSIZIONI PER LA COLONNA

Sono fortemente tonificanti e combattono la depressione, aprono il torace e danno flessibilità alla schiena

16 GATTO

ESECUZIONE: va eseguita preferibilmente a occhi chiusi concentrati sull’estensione della colonna. Consiste in 2 movimenti nei quali la colonna si estende dalla massima concavità alla massima convessità.

BENEFICI: l’azione principale si esplica sulla colonna vertebrale che viene resa elastica e flessibile. Notevole il beneficio per gli organi addominali quando vengono contratti; infatti vengono anche  tonificati i visceri.

CONTROINDICAZIONI: nessuna.

VARIANTE: Sollevando braccio e gamba opposta si stimola un allungamento della colonna e il senso di equilibrio.

17 POSIZIONE ACCOVACCIATA

ESECUZIONE: Si può eseguire con le braccia lungo il corpo o distese in avanti. Se le natiche non toccano facilmente i piedi, meglio poggiare la fronte sui due pugni l’uno sull’altro per evitare tensioni al collo o alla testa

BENEFICI : E’ una posizione di rilassamento rapido, molto benefica per la schiena. Dona un istantaneo beneficio dopo sforzi ai reni e alle lombari. Facilita il recupero di energie, annulla stanchezza, calma l’agitazione mentale

CONTROINDICAZIONI : nessuna.

18 PESCE

ESECUZIONE: Si può mano mano scivolare verso dietro fino a toccare il terreno con la testa.

BENEFICI: la posizione costringe la spina dorsale in un movimento all’indietro eliminando l’affaticamento del collo causato da sostegno del corpo e aratro; dona flessibilità alla spina dorsale e dunque beneficio al sistema nervoso; scioglie i muscoli del collo e delle spalle, rinforza i muscoli dell’addome ed espande la cassa toracica, aumentando la capacità polmonare; si ampliano i benefici alla tiroide e paratiroidi ottenuti con sostegno del corpo; tonifica la zona lombo — sacrale e gli organi genitali.

CONTROINDICAZIONI: é sconsigliata a coloro che soffrono di artrosi cervicale e discopatie o debolezza renale.

POSIZIONI CAPOVOLTE E SEMICAPOVOLTE

Alleviano la fatica e rinvigoriscono tutto l’organismo, attivando zone impigrite; stimolano la circolazione e tonificano il sistema endocrino.

19 CANE A TESTA IN GIU’

ESECUZIONE: la parte superiore spinge in avanti, quella inferiore indietro con i talloni che spingono verso il basso

BENEFICI: irrobustisce caviglie e gambe, toglie la rigidezza alle scapole e attenua l’artrite alle giunture delle            spalle, rinvigorisce i muscoli addominali. La posizione può validamente sostituire TESTA IN GIU’ per chi non può praticare quest’ultima. Rinvigorisce le cellule del cervello e attenua la fatica.

CONTROINDICAZIONI: come tutte le posizioni a testa in giù é sconsigliata in caso di arterosclerosi.

20 SOSTEGNO DEL CORPO

ESECUZIONE: il peso del corpo si scarica sul collo, evitando di essere spinti in avanti o indietro.

BENEFICI : tale posizione agisce su tiroide e paratiroidi in quanto la compressione del mento sullo sterno favorisce una maggiore circolazione sanguigna; regola il flusso di sangue nella testa tanto da calmare i nervi e far scomparire il mal di testa. Con il corpo capovolto il sangue fluisce dai vasi sanguigni al cuore senza sforzo dando beneficio al sistema circolatorio; tonifica i visceri per cui scompare la stitichezza e il corpo si libera dalle tossine.

CONTROINDICAZIONI: é da evitare durante il ciclo mestruale e nei casi di ipertiroidismo; se si hanno gravi disturbi agli occhi (distacco di retina eccessiva pressione del bulbo oculare); o alle orecchie (ad es. otite perforante). Bisogna interrompere la posizione se si avverte dolore al collo, calore improvviso al volto, o sibili alle orecchie. Inoltre é sconsigliata a chi soffre di catarro nasale cronico, per chi ha la pressione troppo alta o bassa, a chi ha spalle contratte, artrosi cervicale, osteoporosi.

VARIANTE: ARATRO

BENEFICI: oltre agli effetti benefici di sostegno del corpo questa posizione ringiovanisce gli organi dell’addome; grazie alla maggiore contrazione, infatti il piegamento delle gambe aumenta il flusso sanguigno nella zona addominale. Allevia i dolori alla schiena causati da lombaggine ed artrite. Anche i genitali trovano beneficio dal flusso di sangue rinnovato.

CONTROINDICAZIONI: é da praticare con attenzione da parte di coloro che hanno disturbi alle vertebre cervicali. Se si avverte un senso di soffocamento é bene controllare clinicamente la tiroide e le paratiroidi; in caso di alterazione del respiro controllare la situazione dei polmoni; in caso di aumentata acidità, controllare la situazione gastroenterica.

POSIZIONI DI CONCENTRAZIONE E MEDITAZIONE

Benefiche per il sistema nervoso e la mente

21 EROE

ESECUZIONE: Può essere più facilmente eseguita ponendo un cuscino tra i piedi e le natiche.

BENEFICI: sul piano fisico dona elasticità alle gambe e alle ginocchia,. Eseguita subito dopo i pasti favorisce le funzioni digestive, migliora le vene varicose e previene la gotta.

Sul piano psichico favorisce la concentrazione e calma la mente. Aiuta a realizzare una schiena dritta.

CONTROINDICAZIONI: problemi alle ginocchia.

22 LOTO

ESECUZIONE: le gambe devono rilassarsi, la schiena restare ben dritta ed il mento leggermente reclinato verso il basso. Le gambe si intrecciano entrambe o una sola (mezzo loto).

BENEFICI: scomparsi i fastidi iniziali alle ginocchia e alle caviglie, tale posizione diviene riposante per il corpo che siede compostamente. Poiché le gambe incrociate mantengono vigile la mente, è una posizione consigliata per il pranayama e la meditazione. Fisicamente è utile per curare la rigidezza delle ginocchia e delle caviglie; tonifica la spina dorsale e gli organi dell’addome aumentando il flusso sanguigno nella regione lombare e addominale.

CONTROINDICAZIONI è sconsigliabile tentare di assumere subito tale posizione; è, invece, opportuno effettuare un lungo allenamento esercitandosi con posizioni preparatorie (per es.: prendere il piede sinistro e poggiarlo sulla coscia destra con la pianta rivolta verso l’alto, esercitando una certa pressione con la mano spingendo il ginocchio verso il pavimento con movimenti lenti come le ali di un grande uccello).

VARIANTE: POSIZIONE SEMPLICE

Consiste nello stare seduti con una base stabile e le gambe incrociate. Si può usare un cuscino sotto le natiche ed appoggiarsi al muro per tenere la schiena dritta.

POSIZIONI DI RILASSAMENTO

Migliorano la circolazione energetica in tutto il corpo e riducono la tensione.

23 CADAVERE

ESECUZIONE: Consiste nella posizione supina; con la mente quieta, ma in piena coscienza, si impara a rilassarsi. Il termine «postura del cadavere» fa riferimento a quell’atteggiamento psicologico di abbandono di ogni tensione, preoccupazione o pensiero che occorre assumere per ottenere un vero rilassamento. Questo abbandonare il controllo di se stessi e del mondo esterno si configura infatti come una morte momentanea vera e propria.

Può anche essere designata come POSIZIONE DI SERENITA’ E PACE (shànti-àsana).

BENEFICI il rilassamento consapevole rinvigorisce il corpo, la mente e toglie la fatica. Abbinata ad una respirazione regolare e profonda calma i nervi e la mente.

CONTROINDICAZIONI : Può creare tensione alla schiena in caso di rigidità lombare o problemi in questa zona.

24 COCCODRILLO

ESECUZIONE: Consiste nel distendersi a pancia in giù con le braccia incrociate, le gambe divaricate e i talloni rivolti verso l’esterno. Agli inizi si potrà riscontrare un po’ di difficoltà a poggiare il malleolo piatto contro il suolo. E’ consigliata soprattutto a chi soffre nella zona lombare nella precedente posizione del CADAVERE.

BENEFICI: come CADAVERE.

CONTROINDICAZIONI : nessuna.

25 POSIZIONE LATERALE (BUDDHA DISTESO)

ESECUZIONE: Consiste nello sdraiarsi su un braccio lungo verso l’alto e l’altro disteso lungo il fianco. E’ particolarmente consigliato soprattutto in caso di addome prominente (ad esempio in gravidanza), poiché l’addome non viene compresso.

BENEFICI: come CADAVERE.

CONTROINDICAZIONI: nessuna.




La conoscenza spirituale

In tempi e luoghi differenti del pianeta diversi uomini hanno sostenuto di avere sperimentato particolari esperienze trascendenti, così dette in quanto la caratteristica che le accomuna è il vissuto di una dimensione che va oltre l’individualità e comporta stati di coscienza e conoscenza superindividuali.

Ognuno di questi uomini ha cercato a suo modo di comunicare la sua esperienza ed ha divulgato propri insegnamenti delineando un percorso, seguendo il quale altri uomini avrebbero potuto, essi stessi, sperimentarla in prima persona.

Tali esperienze, che potremmo chiamare ‘mistiche’ (mystikos = segreto), poiché intente a penetrare il mistero della vita, non sono semplici da decifrare né da accostare tra loro per varie ragioni.

Innanzitutto i messaggi elaborati dai mistici sono spesso diversi nei contenuti e nelle modalità espressive; essi formulano teorie e dottrine che trovano significato e coerenza all’interno del sistema in cui sono strutturate.

Un aspetto ancora più problematico è insito nella natura della conoscenza che propongono, che esige l’esperienza diretta, piuttosto che l’approccio logico e razionale.

Infine la diversità dei messaggi deriva anche dalle differenti personalità di coloro che li hanno originati, nonché dalle differenze ambientali e culturali dei loro ascoltatori.

Nonostante ciò, è però possibile individuare una fondamentale caratteristica comune a questi tipi di conoscenza, non certo esclusivi del mondo induista e dello Yoga: il superamento della visione individuale della realtà e la percezione di una dimensione totale, unitaria, cui si può accostare il termine di “spiritualità”, inteso quale comune sostrato che unisce ed affratella l’esistente senza limiti di spazio e di tempo.

Questa spiritualità, che esprime un bisogno di totalità è parte importante della storia umana non meno del suo intendersi come individualità singole e irripetibili.

APPROFONDIMENTI

Le tante facce della conoscenza

Spiritualità e religioni




La Qualità della Vita per l’OMS

Il concetto di Qualità della Vita (QdV) è stato definito dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come la percezione che le persone hanno della propria collocazione nella vita, in riferimento al contesto culturale, al proprio sistema di valori, ai propri obiettivi, aspettative ed interessi. Si riferisce quindi allo stato di salute fisico e psicologico di ogni singolo individuo, al livello di indipendenza, alle relazioni sociali, alle credenze personali e al rapporto con le caratteristiche del proprio ambiente di vita.

Si denota quindi come la Qualità della Vita sia un concetto del tutto soggettivo,  propria di un determinato contesto. Secondo l’OMS, vi sarebbero sei ambiti principali a cui fa riferimento la qualità della vita:

  1. ambito fisico: come per esempio stanchezza, stress, energia;
  2. ambito psicologico: riferito ad esempio agli stati d’animo e sentimenti;
  3. livello di indipendenza: esempio lavoro, mobilità, disoccupazione..;
  4. relazioni sociali: che favoriscano un buon supporto sociale;
  5. ambiente: esempio l’accessibilità ai vari servizi, tra cui quelli sanitari;
  6. credenze personali: per esempio sulla spiritualità, senso della vita..

La Qualità della Vita denoterebbe quindi il modo in cui ogni individuo sente e vede soddisfatti i propri bisogni e la possibilità di raggiungere la felicità e realizzazione personale, a prescindere dal proprio stato di salute e dalle condizioni sociali ed economiche.

Gli studiosi della Qualità della Vita sostengono che vi siano quindi due aspetti misurabili di questa:

  • misurabilità oggettiva: data dagli aspetti più materiali nei vari contesti come il lavoro, famiglia, relazioni sociali;
  • misurabilità soggettiva: data dalla percezione  e valutazione soggettiva che si ha rispetto alla propria vita individuale e collettiva nei vari contesti di vita;

APPROFONDIMENTI

Il benessere

Felicità, benessere, salute, qualità della vita

 




Felicità, benessere, salute, qualità della vita

Non è facile districarsi tra termini come felicità, benessere e Qualità della Vita, perché il significato di queste parole varia nei contesti in cui sono usate; possono ad esempio essere specificati da diversi punti di vista (economico, sociologico, psicologico, ecc…) oppure valutati in differenti contesti storici, sociali e culturali.

Se però intendiamo la felicità come un’emozione, un sentimento, uno stato d’animo piacevole e positivo conseguente alla soddisfazione di specifici desideri e bisogni, gli altri termini possono avere una accezione più complessiva riferendosi alla soddisfazione derivante da una valutazione generale della vita.

Benessere, in particolare, ha una dimensione globale che coinvolge non solo fattori economici e/o professionali, ma anche aspetti psico-fisici, mentali, sociali e spirituali. Da tener presente, in proposito, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato nel 1948 che la Salute è “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o di infermità”.

Essa si ottiene quando gli individui sviluppano e mobilitano al meglio le proprie risorse, in modo da soddisfare prerogative sia personali, sia esterne.

Secondo il sociologo americano Laurence Wylie, la salute è vista come “l’adattamento perfetto e continuo di un organismo al suo ambiente” (1970); la chiave “adattativa” introduce così il concetto di equilibrio, in base al quale la salute non è uno “stato” ma una condizione dinamica di equilibrio, fondata sulla capacità del soggetto di interagire con l’ambiente in modo positivo, pur nel continuo modificarsi della realtà circostante.

Il concetto di Qualità della Vita, che prima era più collegato ad aspetti più materiali ed economici, oggi ha assunto una valenza multidimensionale e fa riferimento al complesso dei fattori che determinano condizioni di vita di benessere complessivo, considerato in relazione all’ambiente, al livello culturale, al rapporto tra individuo e mondo esterno e a ogni altro aspetto della vita personale e collettiva

Insomma il Prodotto Interno Lordo è sempre più evidentemente una misura incompleta e insufficiente a descrivere il benessere dei cittadini e di un paese, poiché limitato al mero valore economico dei beni e dei servizi prodotti; come dire che “i soldi non fanno la felicità”.

L’esigenza di una migliore qualità di vita, da non misurarsi semplicemente in quantità di beni, è già avvertita da tempo: già nel 1968 Bob Kennedy scrisse che il Pil «misura tutto, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta».

Molti stati danno vita oggi a tentativi di misurazione del benessere che non si limitano ai dati economici del PIL. In Italia, ad esempio, è stato pubblicato nel 2013 il primo Rapporto sul Benessere Equo e Solidale (BES), a cura del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) e dell’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT). Questa iniziativa, volta a sviluppare indicazioni sullo stato di salute del Paese al di là del PIL, si è basata sul monitoraggio dei seguenti indicatori:

  1. Salute
  2. Istruzione e formazione
  3. Lavoro e conciliazione dei tempi di vita
  4. Benessere economico
  5. Relazioni sociali
  6. Politica e istituzioni
  7. Sicurezza
  8. Benessere soggettivo
  9. Paesaggio e patrimonio culturale
  10. Ambiente
  11. Ricerca e innovazione
  12. Qualità dei servizi

APPROFONDIMENTI

Il benessere

Realizzazione e benessere

La Qualità della vita per l’OMS




Educazione evolutiva

L’educazione può sicuramente assumere un ruolo importante nella ricerca di una visione comune della vita e nella formazione di individui interessati a un percorso di rinnovamento della società.

Per far ciò deve individuare e superare i suoi limiti attuali e assumere un ruolo attivo e propositivo, promuovendo l’adozione di valori e principi utili per l’evoluzione verso una società globale giusta e solidale.

Un sistema di valori che apporti un diverso e migliore benessere non può che discendere da una visione unitaria dell’educazione intesa come opera sociale di sviluppo, giustizia e armonia universale, per costruire un nuovo mondo e realizzare la pace.

Ciò diversamente dall’orientamento prevalente nella cultura contemporanea che vede prevalere un’idea di educazione che si specifica in senso scientifico-tecnologico-utilitaristico.

C’è necessità di un’educazione che sottolinei che l’esperienza della realtà è una, anche se è da salvaguardare la molteplicità degli aspetti disciplinari e la loro distinta organizzazione, tramite una nuova pedagogia che superi l’attuale atteggiamento di discipline che spesso alimentano un tecnicismo fine a se stesso.

L’educazione deve servire a vivere la propria vita nella sua totalità, a guardare la realtà nella sua interezza.

Questa concezione dell’educazione parte dall’unitarietà dell’uomo stesso, mente e corpo, intelligenza e affettività, e ha come compito principale il recupero della dimensione unitaria dell’essere umano e la formazione di personalità che sappiano sviluppare un’adeguata comprensione della realtà globale e della vita quotidiana e, in questa, realizzare il senso della vita attraverso l’attività comune, valorizzando le proprie capacità in un percorso di incontro e di cooperazione con l’altro, nel rispetto delle diversità.

Partendo da questo assunto e ponendosi in tale prospettiva, la storia della pedagogia è ricca di contributi e modelli da cui si può trarre spunto; piuttosto che ritenere che alcuni di essi siano sempre e comunque praticabili o più giusti di altri, sarà opportuno un attento studio della situazione, per poter scegliere quali applicare, sempre, però, in vista del fine comune.

È necessario dunque praticare un’educazione che metta i giovani nella possibilità di trovare il senso della propria vita, un orientamento adeguato al proprio desiderio e alla propria natura, assumendo la propria responsabilità esistenziale.

Ciò che va privilegiato è una dimensione più umana che tecnica, recuperando la dimensione dell’agire educativo in vista della direzione del desiderio e della ricerca di significato: una concezione pedagogica con forte valenza antropologica.

In questo quadro il rapporto educativo tra docente e discente ha una grande importanza: dovrà, per primo, esprimere un clima di solidarietà e l’attitudine al lavoro comune, ma anche la responsabilità personale, sottolineando comunanza di vita, disponibilità all’ascolto, al dialogo e alla comprensione, accettazione e rispetto reciproco.

APPROFONDIMENTI

L’uomo globale

Educazione e società