Rilassamento
Si esegue di norma sempre dopo le asana e anche dopo il pranayama.
Restando inattivi con il corpo e la mente, così come istintivamente fanno i bambini e gli animali quando sono stanchi, il consumo energetico si riduce al minimo e il corpo e il sistema nervoso si ricaricano di energia e nuovo vigore.
Le principali tecniche di rilassamento possono essere associate al respiro, a visualizzazioni di immagini tranquillizzanti o ad entrambi.
Possono essere guidate dall’esterno o praticate autonomamente, accompagnate da una musica adeguata o eseguite nel silenzio.
Le posizioni più adatte sono quella supina del cadavere (savasana), quella prona con le braccia incrociate e la testa adagiata sulle braccia del coccodrillo (makarasana) e quella sdraiata su un lato (Buddha dormiente).
Come succede con le asana, è possibile nella pratica modificare la posizione di rilassamento adattandola alle proprie esigenze, per sentirsi a proprio agio e renderla più efficace.
All’inizio probabilmente sarà più semplice rilassare il corpo che non la mente, ma continuando la pratica si imparerà a svuotare quest’ultima dai pensieri e rilassare anche questa, permanendo in uno stato di consapevolezza generalizzata.
È sempre opportuno essere adeguatamente coperti per non soffrire il freddo.